venerdì 7 agosto 2015

Un romano a Novgorod: vita di sant'Antonio il Romano

Il 3 (16) agosto la Chiesa Ortodossa commemora sant'Antonio il Romano. Nel mio blog, non sono solito pubblicare agiografie - ci sono molti siti che hanno questa specifica vocazione - tuttavia mi piace trovare santi particolari, come nel caso di san Massimo il Greco ( un domenicano ortodosso!) del quale parlai lo scorso anno. Oggi parliamo di Antonio il Romano, nato nel 1067 d.C. in una famiglia dell'Urbe di ricche sostanze.
La cosa che salta all'occhio subito è che un latino post-Scisma. E' pur vero che appena 10 anni dopo lo Scisma, le Chiese erano ancora - grossomodo - identiche e la sua accettazione in Russia dev'essere stata piuttosto naturale; le notizie viaggiavano lentamente e può essere che in molte parti del mondo ancora non si sapesse della frattura storica avvenuta. Ad ogni modo, Sant'Antonio visse e studiò a Roma e la famiglia lo educò ai valori ortodossi, rigettando le pratiche eretiche della Chiesa romana e all'età di 17 anni il pio Antonio regalò metà del suo patrimonio ai poveri di Roma, mentre l'altra metà lo mise in una cassa e la gettò nel mare. Si fece poi monaco con una rigida regola di astinenza e digiuno e per vent'anni girovagò di monastero in monastero alla ricerca di una latinità non compromessa con l'eresia. Il 5 settembre 1105 una grande tempesta lo sorprese nella spelonca in cui viveva in riva al mare e tre giorni dopo apparve a Novgorod il giorno della Natività di Maria (8 settembre). Questo evento è raccontato anche nelle cronache cittadine laiche della città di Novgorod: un uomo in abito monastico è comparso nel mezzo del fiume Volkhov, assieme ad una cassa piena d'oro. Sulla riva del suddetto fiume, a tre chilometri dalla città, con la benedizione di san Nikita ( + 1109. commemorazione 14 maggio), Antonio fonda un monastero intitolato alla Natività di Maria, costruito in legno, e con il suo patrimonio compra il necessario per mantenere la struttura. Il monastero di Antonio diventa un punto d'appoggio per orfani e vedove, e i monaci vivono secondo la regola tutta latina dell ora et labora, alternando riti divini a lavoro manuale: non c'è alcuna notizia che si usasse il rituale latino, ma mi piace pensare che lo fosse. Nel 1117 il monastero viene ampliato e ricostruito in pietra e il famoso archietto-pittore Pietro affresca tutti i locali dell'imponente struttura; Nel 1131 il santo vescovo Nifonte di Novgorod innalza Antonio alla carica di Abate ( igumeno ) e nel 1147 sant'Antonio rende in grazia la sua anima a Dio e viene sepolto con solenne rito in cattedrale dal vescovo Nifonte. La vita di sant'Antonio il Romano viene scritta dal suo discepolo e successore nell'igumenato, il protopresbitero Andrei. Le reliquie incorrotte verranno esposte alla venerazione popolare nel 1598 dal monaco Nifon. 

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