giovedì 17 settembre 2015

Riflessioni sull'Ortodossia Latina (Jean de Saint Denis)

Le parole che seguono sono state scritte prima che Jean-Nectarie Kovalevskij diventasse Vescovo nel 1958 della Chiesa Ortodossa di Francia, fondata dal suo ordinante e amico s. Giovanni Maximovic


Jean Kovalevskij e San Giovanni di Parigi 

fonte: Western Rite sources.

Non confondiamo l'Ortodossia in Europa con la Chiesa Ortodossa Occidentale. La prima difatti nasce a seguito della Diaspora politica ed economica, della dispersione dei popoli, ed è un fenomeno della nostra epoca, al pari dell'Ecumenismo. Noi crediamo fermamente che Dio ha permesso la Diaspora in Europa affinché i popoli dell'Occidente avessero accesso al luminoso messaggio della Fede Ortodossa. E infatti onoriamo coloro che hanno compreso questa chiamata dall'alto e vi si sono impegnati nel mezzo della Diaspora. Ma, predicare l'Ortodossia è un conto, confondere le chiese degli emigranti con la Chiesa Occidentale è un altro. La Chiesa Ortodossa in Occidente  non può assorbire la Chiesa Ortodossa Occidentale ( fondata da S. Giovanni Maximovic ) né rimpiazzarla, ma casomai è chiamata ad assisterla. Le chiese che sono nate in Europa hanno una certa ambivalenza: sono ortodosse da un lato e serbe, russe, greche... dall'altro. Il loro scopo è duplice: rimanere ortodossi e mantenere la cultura d'origine. In verità, la Chiesa non è solo spirituale, ma ha un corpo. Non è solo un destino spirituale quello che la segue, ma il fato della Nazione vive in essa, poiché il Verbo stesso si è innestato nel corso della Storia per la salvezza di ogni uomo. 

La Chiesa Ortodossa in Occidente è un problema assai vasto, ma non lo è la Chiesa Ortodossa Occidentale. 

L'iniziativa di celebrare la Divina Liturgia bizantina nelle lingue locali - francese, inglese, tedesco... -affinché "i giovani che hanno perso la lingua madre non perdano anche l'appartenenza alla Chiesa" ( documento ufficiale della Chiesa Russa d'Emigrazione) è lodevole,  ma in nessun modo tale iniziativa tocca la questione dell'Ortodossia latina. Così come la lingua è l'anima della nazione, così la Liturgia celebrata in lingua locale santifica e purifica coloro che vi assistono, ma ancor meglio se la lingua e la liturgia si associano al genio del Popolo. 

Infine, la conversione di singoli o piccoli gruppi all'Ortodossia bizantina non inficia in alcun modo l'Ortodossia occidentale, dal momento che l'Ortodossia latina è la rinascita, la restaurazione della Chiesa dell'Occidente. Essa professa la stessa fede delle Chiese d'Oriente, la stessa della Chiesa Russa, Serba, Greca, Romena, Antiochena, etc. e riconosce senza remore che in queste chiese si è preservata intatta la Fede apostolica nella tradizione della Chiesa Indivisa. La Chiesa Ortodossa Latina si pente degli errori e delle eresie che sono state proclamate, ma intende preservare il proprio rito, le proprie usanze e le proprie leggi canoniche. E' nella luce dell'Ortodossia che gli occidentali devono risolvere i loro problemi, e salvare le loro nazioni: gli europei non sono soddisfatti di rimanere occidentali sul piano secolare, ma vogliono esserlo anche nella pratica ecclesiastica. In altri termini, la lingua inglese nella liturgia bizantina non sta convertendo l'Occidente. Sta semplicemente costruendo una ambasciata bizantina nei nostri territori: sempre straniera, ma col permesso agli stranieri di entrare. E' davvero lontana dal convertire l'Occidente. 

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