sabato 14 novembre 2015

Le autorità politiche non ortodosse sono santificate?

San Paolo nella lettera ai Romani (Romani 13:1) dice: Il potere deriva da Dio, non c'è una autorità che dalla sua Provvidenza non provenga. Questo sembra cozzare con la pericope evangelica la quale dice che, al contrario, tutti i poteri sono del principe delle tenebre (Luca 4:5-6), Questa apparente dicotomia in realtà espone due diversi stadi dell'essere politico. L'Evangelo ci mostra un potere demoniaco, un potere che viene dal serpente antico, un potere corrotto e iniquo; l'Apostolo Paolo ci parla di un potere benedetto - non ancora al suo tempo attivo, un potere nel quale l'azione divina agisce. Il Signore che tutto santifica può forse abbandonare anche quest'aspetto della natura umana, che è il governo dei simili? la risposta può essere di due generi: di allontanamento totale, come fanno molte sette protestanti - come i Testimoni di Geova che si rifiutano di combattere per lo Stato -, oppure di sinfonia con esso. La Chiesa di Dio, combattuta e avversata dagli imperatori romani, ha cambiato direzione con l'azione politica di san Costantino imperatore romano, e con l'editto di Milano nel 313 d.C. Da questo momento in avanti, molti cristiani di ogni tempo e luogo, da Dante a Solovev, si sono interrogati su quale forma debba avere questa sinfonia. L'intera Storia del medioevo occidentale, a mio avviso, si basa sulla ricerca di questa realtà politica, vissuta in modo drammatico con la perdita della universalitas delle istituzioni imperiale e religiosa, la quale perdita comportò la nascita dell'assolutismo monarchico da un lato, e dalla laicizzazione dall'altro. Secondo la Tradizione, sostanza della Chiesa, per essere benedetto e prosperare, un paese dev'essere governato da un Re unto col Crisma, benedetto dalla Chiesa durante una cerimonia religiosa, e tal monarca deve seguire le leggi di Dio. Al giorno d'oggi, chi può dire di avere un capo di governo che anche solo sia intimamente cristiano?


Il re e il vescovo nella Sinfonia dei poteri

Per tornare alla matrice del nostro argomento, noi non viviamo più in una società cristiana e neppure ortodossa, nella quale tutto - autorità, lavoro, comunità - portava a vivere una prospettiva cristiana della propria esistenza. Quindi, in sostanza, ci domandiamo se il Signore Dio protegge e guida i politici che non solo non sono unti dal clero, ma che neppure professano la Fede ortodossa, ma che neppure sono cristiani, ma anzi avversano in ogni modo le leggi di Dio e della Chiesa. A mio avviso no. Certamente, come cristiani preghiamo sempre per i nostri paesi, ma dobbiamo essere consci che la Sinfonia promossa dallo stesso Cristo con le parole date a Cesare quel che è di Cesare, e a Dio ciò che è di Dio viene a mancare. I nostri governanti non sono benedetti, e per di più combattono la legge naturale e il vivere cristiano: e forse ci toccherà tornare nelle catacombe. Non sarebbe un male dopo tutto, poiché fu tramite la catacomba che siamo fioriti e tramite il nascondersi abbiamo coltivato la virtù; L'ideale di un potere che cerchi di portare i governati nella luce di Cristo guidati dalla Chiesa è sempre più una utopia dei tempi passati, ma certo rimane, nelle nostre coscienze, l'obiettivo di una società che attende nella Historia salutis il trasporto di sé stessa fino alla parousia

1 commento:

  1. "I nostri governanti non sono benedetti, e per di più combattono la legge naturale e il vivere cristiano: e forse ci toccherà tornare nelle catacombe".
    ...
    "Al posto del Tuo tempio sorgerà un nuovo edificio, sorgerà una nuova spaventosa torre di Babele, e, quand’anche essa restasse, come la prima, incompiuta, Tu avresti però potuto evitare questa nuova torre e abbreviare di mille anni le sofferenze degli uomini, giacché essi verranno a noi, dopo essersi arrovellati per mille anni intorno alla loro torre! Essi torneranno allora a cercarci sotto terra, nelle catacombe, dove ci nasconderemo (perché saremo di nuovi perseguitati e torturati), ci troveranno e ci grideranno: “Nutriteci, perché quelli che ci avevano promesso il fuoco del cielo non ce l’han dato”. E allora saremo noi a ultimare la loro torre, giacché la ultimerà chi li sfamerà e noi soli li sfameremo, in nome Tuo, facendo credere di farlo in nome Tuo". 

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