domenica 8 novembre 2015

le rivolte romene contro la Chiesa - che accade?

Notando una disdicevole mancanza di informazione - financo di parte - dei nostri mass media, ho provveduto con la mia solita scontrosità a telefonare o scrivere ai miei numerosi amici e corrispondenti romeni che vivono in Patria per domandare loro cosa stia succedendo nel loro paese, poiché qualche pagina Facebook - in primis hotnews.ro e fluierul -  mostra immagini di rivolte o di manifestazioni semi-pacifiche contro lo Stato e la Chiesa. Orbene, cosa è successo?



L'Artefatto

La notte di Halloween in una discoteca di Bucarest è divampato un incendio, causando la morte di quaranta persone e 160 ustionati. Il locale non era a norma e mancava degli estintori, così come molte strutture romene le quali non seguono i parametri di sicurezza, e lo Stato chiude sempre un occhio.
A cagione di ciò le violente proteste di piazza dell'Unità e di piazza dell'Università a Bucarest nei primi giorni di Novembre hanno assillato le istituzioni, il governo del Premier Ponta si è dimesso, causando un vuoto istituzionale e la successiva tappa di queste manifestazioni è stato prendere di mira la Chiesa Ortodossa. Ma come mai? cosa c'entra la Chiesa coi morti della discoteca?

Il sacerdote e il Patriarca

Il problema è sorto quando i parenti delle vittime hanno domandato ad un sacerdote di celebrare il servizio funebre e la panichida nel club: il prete si è rifiutato poiché il luogo è poco consono, secondo le sue parole, e a rincarare la dose è stato il Patriarca Daniel, il quale in un suo discorso ha fatto capire che i giovani morti se la sono cercata, ascoltando musica rock, la quale è la via per l'inferno. Il clero si è fatto tristemente notare per essersi rifiutato di cantare panichide ai morti, ma ha visitato solamente i sopravvissuti all'ospedale e ha cantato una colletta alla liturgia per la loro salute. 

Il Movimento e le ragioni aggiunte

Oltre a questo motivo scatenante, la gente è stata investita da una ondata pauperista la quale denuncia le ricchezze delle parrocchie, lo stipendio dei vescovi - e le loro mercedes - e ha bocciato il progetto di una nuova sede patriarcale, "quando molta gente è povera e la Chiesa non ha strutture di assistenza" come ha dichiarato una mia cara amica di Bucarest, la quale ha voluto rimanere anonima. La gente domanda mutamenti radicali al clero, come ad esempio riduzione dei loro stipendi, abdicazione del patriarca Daniel e di gran parte dell'episcopato, il quale si macchia - a parere dei manifestanti - di simonia ( vendita di cariche ecclesiastiche ), di avidità e di disinteressamento dei problemi reali del popolo di Dio. 

Quale sia la situazione reale della Chiesa Romena noi non possiamo saperlo, dal momento che non viviamo in quel paese e viviamo di riflesso attraverso la Diaspora la spiritualità di questo popolo, il quale pareva aver recuperato una dimensione spirituale attiva dopo il disastro comunista. Preghiamo, fratelli e sorelle, che la situazione trovi una via pacifica di soluzione e che i problemi sollevati dal popolo romeno, se reali, trovino una risposta soddisfacente senza violenza. 

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