domenica 20 dicembre 2015

I centri episcopali e la cultura "di cattedrale" - Storia della Chiesa

Questo articolo è una piccola parte di un saggio storico scritto dal blogger, La Chiesa Latina del primo millennio, il quale sarà presto in fase di revisione

Quando gli uomini e le donne cristiani iniziarono a radunarsi in congregazioni monastiche lontano dalle città, su esempio dei grandi maestri Pacomio, Antonio, Basilio e Benedetto, essi scappavano dalle città devastate dai barbari, dalla corruzione dei costumi pagani e, alcune volte, dallo "sfarzo delle basiliche". In cosa consisteva questo sfarzo? nei vestimenti del clero, nella bellezza delle chiese e dei rituali, e sicuramente anche dalla gerarchizzazione progressiva su modello imperiale che stava iniziando a compiersi dal IV secolo in poi. 

Trono episcopale, VI secolo, museo di Ravenna 

Lo sviluppo progressivo della cultura di cattedrale si impenna nel V secolo, dopo la caduta delle istituzioni imperiali, quando soprattutto in Italia i vescovi si ritrovano a diventare le guide politiche delle città abbandonate a se stesse. Il clero di cattedrale, detto canonicale, sviluppa una propria gerarchia interna e il vescovo crea la figura degli Iudices, ossia dei Giudici, i quali sono al contempo avvocati, giuristi, uomini di legge romana e chierici che conoscono il diritto canonico. Questi soggetti, ai quali viene data ampia autonomia, sono spesso ordinati ai gradi minori del sacerdozio come il suddiaconato. Dall'usum cathedralis deriverà poi la cristianità detta "diocesana", ossia che fa capo alla diocesi, al vescovo; i monasteri svilupperanno invece i propri riti. 
E' abbastanza assodato che il vescovo era sposato fino al IX secolo e che l'elezione degli episcopi, almeno fino al VI secolo, avvenisse per acclamatio, ossia era una elezione "dal basso": il popolo votava il suo vescovo il quale poi veniva "innalzato" alla dignità episcopale da tre vescovi del circondario. Solo dal VIII secolo, in seguito alla riforme carolinge, il Papato pretenderà l'ordinazione dei vescovi per mano dei pontefici. Il clero di cattedrale era composto dalla cosiddetta "piramide sacerdotale" e ognuno di questi ruoli era molto ambito nella città.
Ostiariato: il "portinaio" della cattedrale, colui che gestiva le processioni e che le guidava.
Salmistato: i coristi di cattedrale.
Lettorato: il Lettore ordinato del Vescovo.
Esorcistato: colui che aiutava il vescovo nel condurre esorcismi, solitamente reggendo gli esorcizzati ossessi che cercavano di fuggire.
Suddiaconato: il primo ordine nel quale si doveva obbligatoriamente essere sposati o giurare di rimanere celibi. Il ruolo di suddiacono era considerato un "ruolo ambito" nelle cronache medievali.
Diaconato: il Diacono era il diretto collaboratore del Vescovo e di solito i proto-diaconi di cattedrale erano i successori dei vescovi regnanti nella carica episcopale. Per rendere l'idea di quanto fosse importante il ruolo diaconale nel passato, ancora al tempo di Napoleone, quando questi visitò lo zio arcidiacono di Ajaccio ( +1798 ), il letto di morte del venerando zio era circondato da otto lettori, quattro suddiaconi e due preti di campagna, poiché era considerato più un diacono di cattedrale che un chierico rurale (1).
Arciprete di Cattedrale: l'eminenza grigia della Cattedrale, il segretario nonché l'anziano cerimoniere dell'edificio, di solito il maestro della schola di cattedrale, e sicuramente colui che celebrava le liturgie quando non c'era il vescovo per motivi di varia natura. 

Si deve alla Cattedrale alto-medievale anche l'istituzione dei primi "seminari" per il clero, le scholae, nelle quali si imparava il canto liturgico, le celebrazioni e un po' di patristica, sebbene nell'arco dei secoli gli ecclesiastici si siano sempre lamentati della bassa qualità degli insegnamenti. Le cattedrali convogliavano, a livello popolare, una serie di prerogative che li rendevano poli attrattivi notevoli: la conservazione delle reliquie, la presenza di battisteri, e la presenza di una piccola ma efficiente burocrazia la quale si prendeva anche cura della classe povera della popolazione con distribuzioni di cibo e di vestiti. A proposito di paramenti, i vescovi promossero le prime omologazioni per i chierici i quali iniziarono a vestirsi secondo precise direttive le quali riprendevano, in parte, la moda romana: esempio su tutti fu l'obbligo di indossare il colobium, ossia la tonaca sacerdotale, come i concili ecumenici IV e VII ribadiscono. 

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FONTI

Anna Maria Rapetti, La Chiesa nel Medioevo, Il mulino Editori

Michele Pellegrini, Vescovo e Città, Bruno Mondadori Editore

1). cit. da Napoleone, la voce del destino vol. I di Max Gallo, edito da Fabbri editori

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