mercoledì 2 dicembre 2015

I poteri dell'Abate secondo i canoni

Poiché non sempre è chiaro quali siano i limiti dell'igumenato, ossia del potere monastico di un superiore, ho domandato ad un canonista di mia conoscenza, il quale ha preferito rimanere anonimo, quali siano i poteri effettivi dell'Abate, o igumeno che dir si voglia. Nel Medioevo occidentale soprattutto, alcuni Abati hanno avuto dignità e poteri pari all'episcopato. Oltre alla giurisdizione e alla paternità spirituale dell'intero monastero, come è intuibile, ci sono tuttavia due canoni interessanti che dobbiamo conoscere, ad esempio in merito alle ordinazioni del clero minore
Un archimandrita ( abate mitrato ) o un proto-sacerdote, ottenuta la benedizione dal proprio vescovo, possono tonsurare monaci, ordinare lettori, accoliti, ostiarii e, solo per gli abati, anche i suddiaconi. Vediamo quali canoni sono a fondamento di queste possibilità. 


un igumeno Athonita

CANONE SESTO DI SAN NICEFORO 

Ogni Sacerdote che abbia la benedizione di un Abate può ordinare un Lettore ( anagnost ) e un suddiacono per il monastero. 

CANONE QUATTORDICESIMO DEL SETTIMO CONCILIO ECUMENICO 

E' perfettamente noto a tutti che l'ordine regna nella Chiesa ed è a Dio gradito, e che quindi le ordinazioni sacerdotali siano sempre effettuate con rigore. Qualora si veda che persone giovani e senza ordinazione ( senza imposizione delle mani ) sono state messe a leggere dal pulpito nella sinassi, poiché ciò è non canonico, vietiamo questa azione da ora per sempre. La stessa regola è da applicarsi per l'ordine monastico. Per quanto concerne l'ordinazione di un Lettore ( anagnost ) con l'imposizione delle mani (1), essa viene permessa ad ogni abate per quanto riguarda il proprio monastero (2), a condizione che l'abate stesso sia stato ordinato dal vescovo con l'imposizione delle mani - propriamente, che l'abate sia un sacerdote (3). Allo stesso modo, secondo le antiche usanze, i vescovi ausiliari possono ordinare al Lettorato solo con l'approvazione del Vescovo, attraverso una imposizione delle mani. 

La fonte è il Pidàlion (Πηδάλιον), ossia la raccolta di canoni composta da san Nicodemo l'Aghiorita, e tradotta in inglese col titolo The Rudder. Aspettiamo fiduciosi una traduzione completa in italiano. 

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1) ossia come i vescovi ordinano solitamente il clero minore e maggiore. 

2) In altre parole, se un monaco giura fedeltà ad un monastero, può venire ordinato per i servizi in quel preciso monastero, senza che abbia possibilità di esercitare la funzione fuori dalle mura della sua obbedienza.

3) Nei primi secoli, accadeva sovente che gli Abati fossero ordinati dal basso ( ossia dal monastero stesso ) e il Vescovo si limitasse a vidimare l'ordinazione, senza conferire però dignità presbiteriale. In poche parole, si era abati senza essere sacerdoti. Un caso pratico è documentato nel Sinassario occidentale per san Leonardo di Noblac, che fu diacono e abate, ma mai presbitero. 



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