martedì 1 dicembre 2015

La vocazione della famiglia dei consacrati


Essere moglie, madre, lavoratrice... le donne sanno equilibrare tutti questi ruoli, ma quante di loro sarebbero disposte a convivere con un quarto fattore... avere il marito sacerdote? 

Un famoso detto in giro per i seminari ortodossi dice: è più facile trovare un bravo ragazzo da ordinare che una brava ragazza per fargli da moglie
Nella vita di una coppia ortodossa, il principio della loro vita è rappresentato dal Matrimonio sacramentale, opportunamente preparato con l'amore del fidanzamento. Quando però il marito viene ordinato, la moglie dev'essere in grado di compartecipare del nuovo ruolo del marito. Questo comporta una serie di fattori umani e spirituali i quali investono la totalità della coppia. E' la donna preparata a questo ruolo? conosce a sufficienza le Scritture, un po' di dogmatica, la liturgia? è capace di affiancare il marito anche nelle cose pratiche, come ad esempio il catechismo dei fanciulli di parrocchia? 
Non è semplice, certamente, ma se la coppia è sposata da tempo e ha già cresciuto figli, l'esperienza domestica di piccola chiesa familiare è certamente utile. Aver educato i figli cristianamente, attendere ai digiuni, seguire i servizi divini con regolarità, pregare a casa e rendere la vita una liturgia personale sono elementi che aiutano notevolmente la creazione o la presa in carico della grande famiglia che è la parrocchia. Per una coppia giovane, invece, la sfida è più ardua ma certo la freschezza della gioventù e soprattutto la "volontà di potenza" di germanica memoria non mancheranno a sostegno della missione. Crescendo in età, i bambini hanno dinnanzi a sé una situazione anomala qui in terra d'Occidente: i figli dei preti non esistono, a meno che non siano ortodossi. Educare i bambini su questo aspetto, non farli sentire strani ma al contrario farli vivere in una atmosfera corretta e giusta, senza pressarli troppo in termini di spiritualità ( insomma, non chiedere ai bambini di diventare monaci a 6 anni, per capirsi) ma neppure abbandonarli nel lassismo della non-cultura che attanaglia la nostra gioventù. Il sacerdote è un uomo e lo sappiamo, gli uomini sono deboli: la famiglia del prete è il suo pilastro e il suo sostegno, ed è una vocazione anch'essa. Sostenere il loro padre-marito, aiutarlo, sopportarlo anche e supportarlo, in ogni modo possibile. E il sacerdote non pretenda di trasporre sui sui figli naturali, ad esempio, le paranoie dei suoi parrocchiani, come pretendere il bacia-mano dai bambini o cose del genere. Come sempre, armonia ed equilibrio sono la carta vincente di ogni partita. 

Questo articolo prende vita da una serie di considerazioni e riassunti della serie prodotta dal sito Good Guys wear black sul medesimo argomento.

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