venerdì 1 gennaio 2016

L'Educazione spirituale dei fanciulli ( Patriarca Daniel di Romania )

L'intervento di S.S. il Patriarca Daniele I di Romania alla conferenza del 22-23 settembre al monastero della Santa Croce a Busteni ha visto anche la partecipazione governativa. Con un bel po' di ritardo, poiché non ero a conoscenza della trascrizione in inglese, presento la traduzione dal sito Pravoslavie, ritenendo l'educazione cristiana dei fanciulli un punto focale del nostro vivere una famiglia genuinamente ortodossa, e quindi di interesse generale. Meditiamo dunque le parole di un patriarca contemporaneo. 

La nostra Chiesa è oggidì preoccupata di migliorare la formazione teologica a tutti i livelli, partendo dai seminari e dalle facoltà universitarie, fino alle scuole e al catechismo di parrocchia. 

Questa preoccupazione deriva dall'immensa responsabilità della Chiesa nel trasmettere la fede, la cultura e l'identità nazionale, educando le nuove generazioni sull'esempio di san Paolo Apostolo: dunque, fratelli, rimanete saldi nelle tradizioni che vi ho lasciato, per mezzo della parola o delle mie lettere. (1) e questa esigenza è compito di tutta la Chiesa, ma in special modo dei professori di religione e dei catechisti delle parrocchie. Lo scopo dell'Educazione spirituale nelle scuole cristiane e nelle parrocchie è quello di formare i bambini e i giovani agli ideali cristiani, ad amare Dio e la Chiesa, renderli capaci di dialogare in famiglia e nella società. 

Al giorno d'oggi, la popolazione cristiana della Romania ( ma non solo, ndt ) ha un approccio sempre più laicizzato nei confronti dell'istruzione, la quale mira ad espellere l'elemento cristiano dell'educazione e al suo posto inserire un approccio meramente materialistico della conoscenza, limitato al mondo finito, senza insegnare la grazia di Dio sulle persone e i Suoi interventi nella Creazione.

I Santi Padri della Chiesa erano permanentemente occupati nell'educazione spirituale ed intellettuale dei fedeli, e soprattutto dei giovani i quali venivano loro affidati. Sia nel loro tempo che nelle epoche a seguire essi si sono dimostrati eccellenti maestri di vita spirituale e hanno offerto diverse soluzioni ai problemi della società dei loro tempi, sottolineando l'importanza dell'educazione nella società. San Gregorio il Teologo, ad esempio, ha ritenuto che: "il primo dei nostri vantaggi è l'educazione, come ammesso dagli uomini saggi" (2).  Avendo a modello la formazione dei santi Padri della Chiesa, l'educazione cristiana di oggi va ordinata e realizzata secondo le aspettative e le capacità di ogni età, ossia migliorare la morale e la dotazione spirituale dei bambini e dei giovani al fine di coltivare la gentilezza e la bellezza dell'anima. A cagione di ciò, l'educazione dei bambini non deve puntare alla trasmissione di informazioni intellettuali, ma piuttosto alla formazione spirituale e morale, modellando il loro carattere sul Vangelo e sulla vita della Chiesa. L'obbiettivo finale dell'educazione religiosa dev'essere la formazione nell'amore di Dio e del prossimo,  particolarmente attraverso la vita liturgica della Chiesa e l'impegno nelle attività culturali, filantropiche e sociali promosse dalle parrocchie. 

Questo obiettivo impone una cooperazione maggiore fra gli insegnanti di religione e i catechisti delle parrocchie, un coinvolgimento di entrambi gli attori del progresso educativo dei bambini e degli adolescenti. A questo proposito, occorre ripensare la vocazione all'insegnamento di Religione e all'essere Catechista nell'educazione spirituale. Dal momento che l'istruzione nel nostro Paese è in costante riforma e mutamento (3) non solo occorre sottolineare il processo educativo nella sua forma informativa, ma anche la vita spirituale del bambino: è noto come il sistema attuale enfatizza l'aspetto cognitivo, trascurando spesso l'armonizzazione con gli aspetti affettivi e comportamentali dell'individuo. E' per questo che la conoscenza intellettuale di Dio va accompagnata con una vita sacramentale e la fede come partecipazione ai servizi della Chiesa. Privando i bambini della frequenza alla liturgia e alla vita comunitaria, a lungo termine avranno un senso di alienazione e di indifferenza verso la Chiesa, a causa di un vuoto spirituale e formativo, e questo sarà sicuramente foriero di gravi conseguenze per la vita della loro anima. La formazione spirituale offre loro esattamente il senso della loro vita in famiglia e nella società, e li aiuta ad orientarsi verso l'Amore eterno di Dio, della Santissima Trinità. 

Ci congratuliamo con gli operatori e gli educatori e li benediciamo per il loro servizio animato da zelo e amore sacrificale, il quale porta ricchi frutti nelle attività missionarie, pastorali, educative e catechetiche della nostra Chiesa. 

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Note
 1) Il patriarca ha citato la seconda lettera ai Tessalonicesi, il versetto 2:15

2) San Gregorio il Teologo, Orazioni: orazione funebre su san Basilio di Cappadocia, 43:11

3) A quanto pare l'Italia non sola in questi problemi, NDT. 

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