lunedì 18 gennaio 2016

Questa data comune per la Pasqua non s'ha da fare (news)

Anno nuovo, vita nuova. Ma i problemi della vita (e non solo) rimangono i soliti.

Il 16 gennaio 2016 l'arcivescovo anglicano Justin Welby, tristemente noto per essere il primo prelato "ad aver dubbi sull'esistenza di Dio" nella Storia (cfr. questo articolo del Guardian) ci ha deliziato con un altro intervento, questa volta su una possibile data fissa comune della Pasqua per tutti i cristiani,  il quale stato messo pure su Pravoslavie. Di queste rivelazioni andiamo a scoprirne i segreti. 

Se vi ricordate, fu il Papa Francesco a caldeggiare l'idea della Pasqua "fissa" in comune con gli Ortodossi, strizzando l'occhiolino a Sua Santità Bartolomeo. Pareva un flirt non troppo serio, uno di quei giochini di Francesco che fa il piacione con tutti. E invece pare che secondo le rivelazioni di Welby come riportate da Pravoslavie che il giochino sia fatto.

Citando l'articolo: << (...) Justin Welby said the agreed date would be either the second or the third Sunday in April.>> ossia: Justin Welby ha detto che la data concordata dovrebbe essere la seconda o la terza domenica d'Aprile. Inoltre, il vescovo Welby dice anche che il papa Francesco, il papa copto Teodoro II e il Patriarca Bartolomeo ci stanno lavorando su. 

Ma che bello. Un secondo Natale! E questa volta da passare al mare, se il tempo permette. 



Seriamente: la Pasqua ha un perché se cambia ogni anno. In Chiesa (ortodossa) le cose a caso non esistono. Non troppo tempo fa sul sito della parrocchia russa di Torino è apparso un articolo che spiega piuttosto bene l'uso del calendario giuliano nella Chiesa Ortodossa, vi rimando al suddetto documento. In parole povere, per chi non ha tempo, la questione è la seguente.

Nel 325 al Concilio di Nicea i santi padri di ogni luogo cristiano decretarono che la Pasqua dovesse seguire a quella ebraica per evidenti ragioni bibliche. Così elaborarono un modo di calcolare la Pasqua cristiana in accordo con quella ebraica, che anch'essa è mobile basandosi sull'epatta, ossia sull'età della Luna, ossia dal 1° gennaio quante lune piene sono accorse; la regola di calcolo fu elaborata dal greco Dionigi il Piccolo nel 532 mentre il numero di cicli prima del ritorno al primo fu elaborato da Vittorio d'Aquitania un secolo prima. La festa cristiana NON deve venire prima di quella Ebraica, poiché il Cristo festeggiò quella giudaica prima di compiere la propria immolazione. Se alterassimo questa regola, potrebbe capitare che gli Ebrei festeggino dopo di noi! Ciò è teologicamente errato. Piuttosto, siano gli eterodossi a conformarsi alla Pasqua ortodossa rigettando le false dottrine e tornando alla Chiesa di Cristo. 

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