venerdì 5 febbraio 2016

La vita cristiana: segni interiori e segni esteriori

Il cristiano si perfeziona giorno per giorno: inutile pretendere da sé stessi e dagli altri un cambiamento immediato nella vita personale, quando diventiamo ortodossi. Però, con calma, pazienza, coi consigli dei padri e dei confessori, possiamo tentare la scalata verso il Cielo, ricordando l'immagine di san Giovanni Climaco. 

Vediamo alcune delle pratiche cristiane che, in interiorità ed esteriorità, contribuiscono alla nostra crescita come cristiani ortodossi. 

Il Segno della Croce

Il segno della croce è una esperienza personale di rivelazione continua: noi crediamo in Cristo, Dio incarnato, morto sul legno della Croce per la salvezza nostra e di tutto il mondo. Il segno di croce vince i demoni e ci connette col Cielo: il segno di croce è la salvezza dei cristiani: per lo stesso motivo veneriamo la santa Croce e ne veneriamo le reliquie pervenute nei secoli. Il segno di croce si fa toccandosi prima la fronte, poi il petto, poi la spalla destra e infine la sinistra. 

Prostrazioni, inchini e preghiera

Fin dai primi secoli, i cristiani pregano in molte posizioni: in piedi, in ginocchio, inchinandosi, prostrandosi a terra. Generalmente in Quaresima vi è una amplificazione del numero di prostrazioni, perché esse sono il segno esteriore del pentimento interiore, così come il pregare in ginocchio. Le prostrazioni ( poklòn in russo e metània in greco e romeno ) vengono generalmente date anche come penitenza dopo le confessioni: esse sono distribuite anche durante le preghiere del mattino e della sera, per predisporre il corpo alla preghiera. Il cristiano cresce spiritualmente pregando: impossibile dire il contrario; l'impegno è la chiave del successo spirituale, e molti sono i mezzi per pregare. La preghiera del cuore, la preghiera libera, la lettura della Bibbia, la recita del Salterio, la frequentazione degli offici liturgici... tutto collabora per la divinizzazione della natura umana. 

Preparazione alla Comunione

Molti ortodossi cresciuti nei paesi tradizionalmente ortodossi credono che per prendere la divina Eucarestia occorrano settimane di digiuno e di astinenza pressoché disumani, oltreché solide preparazioni liturgiche. Poiché non voglio certo sembrare un liberale e un facilone, quelle che presento sono le regole di preparazione alla Comunione dei "vecchi credenti", ovunque considerati oltremodo stretti e rigorosi.
Secondo i sacerdoti di rito antico-slavo Pimen Simon, Teodoro Jurewicz e John Berzins, compilatori dell'Old Orthodox Prayerbook, per un'ottima preparazione spirituale alla divina Eucarestia occorre:
- Essersi confessati non troppo tempo prima di comunicarsi.
- Aver partecipato ai Vespri del giorno prima.
- Aver recitato le preghiere di preparazione all'Eucarestia, e le preghiere della sera.
- Aver partecipato fin dall'inizio alla Divina Liturgia.
- Aver digiunato da bibite e cibo solido dalla mezzanotte. 
- Essersi riconciliato con qualcuno ( se si ha litigato ) ed essere in pace con sé stessi e con gli altri.
Come si vede, non è impossibile prepararsi almeno il sabato sera per la domenica. 

L'uso delle candele


Il sito della parrocchia di san Massimo di Torino offre un'ottima panoramica sul perché si usano le candele in chiesa. Rimando al succitato articolo. 

Pregare per i vivi e per i morti

I cristiani ortodossi dedicano molto tempo a pregare per il benessere dei loro cari e del mondo intero: non trascuriamo mai questo amore che proviamo gli uni per gli altri e che, come dice il beatissimo Paolo Apostolo, rende i cristiani riconoscibili rispetto agli altri esseri umani. Allo stesso modo, ricordiamoci dei nostri morti, coloro che hanno atteso il ritorno di Cristo: non abbandoniamoli nell'oblio, ma preghiamo pure per loro. In particolar modo, gli ortodossi ricordano i fedeli defunti in molte occasioni, fra le quali:
- al terzo e al nono giorno dalla morte. 
- il quarantesimo giorno dopo la morte. (noto come sorokoust
- sei mesi dal decesso.
- durante la Settimana dei Latticini
- l'anniversario della morte.
- la seconda settimana dopo Pasqua, detta in slavo Radonitza

Venerazione delle icone e degli oggetti sacri


Gli ortodossi baciano la santa Croce, il Vangelo e le icone, ricordandosi del Vangelo, quando la donna peccatrice, baciando le vesti di Cristo, osò dire: ho toccato i suoi abiti, e sarò salvata ( Matteo 9:21). Solitamente, si baciano i piedi del Signore, le mani dei santi, gli abiti della Vergine Madre di Dio, i capelli di Cristo ( se è una icona acheropita ), ma mai le labbra dei soggetti raffigurati. Alle donne si chiede di non mettersi il rossetto quando vengono in chiesa, per rispetto verso le immagini sacre. 

Prosfora, acqua santa e vino 

Alle liturgie i fedeli ricevono la prosfora, nota anche come anafora, antidoron o pane benedetto. Esso viene consumato da tutti coloro che non hanno assunto l'Eucarestia, ma anche da coloro che l'hanno ricevuta; l'acqua santa, parimenti, per purificare le labbra. I cristiani si nutrono dell'anafora e dell'acqua benedetta anche al mattino, dopo le preghiere del risveglio; il vino benedetto viene invece dato al posto dell'acqua nell'uso slavo. La prosfora viene preparata in spirito di preghiera dai monaci o dalle famiglie dei sacerdoti: pertanto, se non si consuma perché troppo vecchia ( già mai!), va gettata nella terra viva, NON va data né agli animali né buttata nei rifiuti. Casomai, si può buttare nel fuoco. 

La corda da preghiera

La corda da preghiera, in greco komboskini, in russo chotki ( o lestovka ) ha un ruolo speciale nella preghiera ortodossa privata, giacché è uno strumento per misurare il numero di prostrazioni e di invocazioni che si sono fatte durante la preghiera del Cuore. La recita del versetto "Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore" può addirittura sostituire un divino officio. La regola generale è la seguente.
- Vespri: 600 versetti, 300 prostrazioni, 1 acatisto o 1 catisma del salterio. 
- Compieta: 400 versetti, 200 prostrazioni, 1 catisma. 
- Notturno: 700 versetti, 300 prostrazioni, 1 acatisto.
- Mattutino: 1500 versetti, 700 prostrazioni, 2 catismi del salterio. 
- Liturgia: 3000 versetti, 750 prostrazioni, 5 catismi del salterio, lettura biblica del giorno.

Preghiere entrando in chiesa e uscendone

I cristiani ortodossi che entrano in chiesa dicono generalmente: abbi pietà di me, o Dio, e perdonami: salva l'opera delle tue mani. E poi si effettua una prostrazione. I sacerdoti hanno preghiere più lunghe e complesse, riportate in tutti i Messali.  Per uscire da un edificio sacro, il cristiano si fa tre segni della croce rivolto a oriente, inchinandosi ogni volta, ricordandosi della Santa Trinità. 

Questo magro compendio succinto di moltissime informazioni è solo una magra risposta a quei catecumeni che in questi giorni mi hanno scritto chiedendomi queste opere di pietà; sperando che siano d'aiuto a loro e a tutti. Per ulteriori approfondimenti, non esitate a parlare con i vostri padri spirituali e i sacerdoti di cui vi fidate.

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