mercoledì 24 febbraio 2016

Perché alla panichida cantiamo "Eterna Memoria" per i defunti?

Alle commemorazioni dei defunti ( panichide ) e ai funerali, nonché in altre occasioni liturgiche e non liturgiche, ai nostri morti cantiamo "eterna memoria" (aeonia i mnimi in greco, vesnica pomenire in romeno, vecnaja pamjat in slavo). Perché? 


Qui in basso, una panichida celebrata dal protosacerdote Gregorio Mizuno a Tokyo (Giappone).
Il senso liturgico di queste parole è sito nella frase evangelica del Buon Ladrone: << ricordati di me, Signore, nel Tuo Regno.>> (Luca 23:42) Il Signore gli rispose affermativamente: << in verità ti dico: oggi sarai con me in Paradiso.>>. 
Da questa promessa di vita eterna che il Cristo ha dato a tutti noi, in seno al vissuto ecclesiale della Chiesa è nato il canto dell'eterna memoria, un canto di speranza, un canto che ci lascia "ricordati" i nostri amici, parenti, genitori, padri, fratelli e sorelle. La memoria che si perderà nelle generazioni umane tuttavia non viene certo dimenticata da Dio Onnipotente, il quale ama l'umanità e non si dimentica di alcuno di noi. La comunità cristiana che celebra il funerale sa che i suoi fedeli addormentati sono speranzosi della Risurrezione, sono certi che riposeranno "in un luogo di pace e di riposo, dove non v'è dolore, tristezza e gemito", ed è per questo che a Dio si canta: (abbi) eterna memoria (di noi). 
Ci sono molti modi di celebrare la panichida, che è l'ufficio liturgico di commemorazione delle anime dei defunti. Nelle Chiese d'uso slavo, ad esempio, è sorta l'abitudine di celebrare le panichide su un apposito altarino sul quale è appoggiata una Deisis, simile a questo: 


Nelle Chiese greca e romena, invece, vi è l'uso di celebrare la panichida attorno al cibo o alle kolive, cui sopra sono infisse delle candele. Il simbolismo di entrambi i modi di celebrare è duplice, da un lato vi è l'offerta dell'incenso ( e delle candele) all'altare divino, dall'altra vi è un senso di agape, di ultimo pasto condiviso coi defunti, una offerta delle primizie a Dio, che vengono offerte per i morti. 

Dio il Signore si ricordi dei vivi e dia pace ai nostri morti, e sia di essi eterna memoria!

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