giovedì 4 febbraio 2016

Riflessioni sullo stipendio dei sacerdoti (Edmund Underwood)

Il rev. Ipodiacono Edmund Underwood (ROCOR) ha espresso sulla sua pagina Facebook un lungo pensiero riguardo alla vocazione dei sacerdoti,  e sullo stipendio che essi ricevono. Mi sono permesso di tradurlo per i lettori italiani, ed egli ne è consapevole e ha benedetto la traduzione.  

E' vergognoso come in molte parrocchie ortodosse americane (e non solo) i sacerdoti non ricevano alcun compenso per il loro ministero. Il Sacerdote è la persona più importante della nostra vita: il veicolo scelto da Dio per donare grazia sacramentale all'umanità: se non fosse per i nostri parroci, molti di noi non raggiungerebbero mai la salvezza. Tuttavia, per molti quest'opera continua è volontariato; al contrario, il Sacerdozio è una occupazione a tempo pieno che si occupa della cura delle anime, la scienza più profonda dell'umanità, che supera tutto il resto delle scienze: il sacerdote ha imparato quest'arte e ne è diventato maestro. Il sacerdote dovrebbe poter esercitare il suo ministero, come a chiunque altro viene permesso di seguire la propria vocazione. Ma come si può praticare la santa chiamata, se si è costantemente allontanati dai divini servizi per faccende temporali, quali un lavoro per mantenersi? 
Divento davvero triste quando vedo un sacerdote costretto a celebrare una volta alla settimana poiché è costretto a lavorare, per mantenere la famiglia. Perché questo? perché per svolgere il loro santo servizio essi non sono pagati. Riuscite a immaginare un medico costretto a campare la propria famiglia senza praticare la medicina? Che deve fare qualcosa di diverso dalle sue abilità mediche, e che però deve svolgere la professione medica gratuitamente un giorno la settimana? Eppure, così come non avviene certo per il medico, così avviene per il prete, che viene costretto a lavori secolari e relegare pochissimo tempo alla cura pastorale. Certamente, il sacerdote non deve vivere da milionario, ma pensare che alcuni fra i nostri parroci fanno due lavori, è ridicolo. Preghiamo piuttosto che un giorno saremo in grado di mantenere i nostri sacerdoti, e che essi possano dedicarsi totalmente al sacro, per la cura delle nostre anime. 

Nota del blogger

In Diaspora è davvero difficile che la situazione diventi stabile per almeno qualche altro decennio. Finché non nascerà una rete diocesana autentica, non possiamo sperare che le cose migliorino per il nostro clero, ma sinceramente sono davvero sconvolto dagli USA, perché credevo che la situazione fosse diversa, poiché l'Ortodossia americana è molto più sviluppata della nostra. 
Preghiamo, fratelli e sorelle, perché l'Ortodossia continui a crescere nella nostra terra. 

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