mercoledì 2 marzo 2016

Il fondamento della Chiesa: il Cristo (Vladimir Guettée)

Questo brano proviene da "The Schismatic Papacy" di Vladimir Guettée, scritto nel 1874 in francese, e tradotto in inglese nel 1999 da Kevin M. Kirwan, e tradotto in italiano dal blogger.

La Chiesa, secondo l'insegnamento di san Paolo, è un tempio, un edificio sacro, del quale i credenti sono le pietre. Come dice l'Apostolo al popolo di Efeso, voi siete stati edificati sopra il fondamento degli Apostoli e dei Profeti, avendo come pietra angolare lo stesso Gesù Cristo. In lui ogni costruzione cresce ordinata per essere tempio santo del Signore; in lui anche voi insieme con altri venite edificati per divenire dimora di Dio per mezzo dello Spirito[1]. Quindi, in accordo con san Paolo, la Chiesa è la società dei fedeli sia dell'Antico che del Nuovo Testamento; i primi istruiti dai profeti e i secondi dagli apostoli formano insieme una abitazione spirituale, avendo a fondamento Gesù Cristo, atteso dai primi qual Messia, dai secondi venerato qual Verbo Divino rivestito d'umanità. Profeti e Apostoli furono i primi piani di questo edificio mistico: i fedeli sono costruiti sulla loro base e formano essi stessi l'edificio, e Gesù Cristo è la prima pietra, la pietra d'angolo che dona solidità a tutto il monumento. Non c'è alcuna altra base o pietra principale che non sia Gesù Cristo; san Paolo scrive ai Corinzi[2]: poiché nessuno può porre altro fondamento che quello già posto, cioè il Cristo Gesù. Paolo ha dato ai Corinzi questa lezione, poiché alcuni fra loro rivendicavano la predicazione del Vangelo come un qualcosa di proprio, quasi che essi stessi fossero le fondamenta della Chiesa. Infatti, Paolo dice loro: so che vi sono alcune contestazioni fra voi... ognuno di voi dice: io sono di Paolo, io sono di Apollo, e io di Cefa; oppure, io di Cristo. E' forse Cristo diviso? Fu forse Paolo a venire crocefisso per voi?
Secondo san Paolo, neppure Pietro stesso può essere valutato pietra angolare, o vicario di Cristo, esattamente come Apollo o Paolo stesso. Pietro e tutti gli altri Apostoli erano nell'ottica paolina i ministri di Cristo, il quale è l'unico basamento dell'edificio mistico. San Paolo intende la Chiesa anche come un corpo, del quale Gesù Cristo è la testa, e tutti gli altri membri e pastori le sue membra. Cristo, egli dice, ci ha dato alcuni profeti, alcuni apostoli, alcuni evangelisti, molti pastori e maestri, per il perfezionamento dei santi, per l'opera dei ministri, per l'edificazione del corpo di Cristo. Finché saremo tutti nell'unità della Fede, e nella conoscenza del Figlio di Dio, fino all'uomo perfetto, fino alla misura completa della pienezza in Cristo. C'è una sola Chiesa, della quale Cristo è il capo, le membra sono il popolo e i ministri, i quali concorrono alla cura e allo sviluppo della vita cristiana, della quale la Carità è l'apice. Percepiamo forse, in queste nozioni di Chiesa, una qualche monarchia retta da un sommo pontefice, assoluto e infallibile?

La Chiesa, estesa in universalità e unità, che san Paolo guarda a depositaria della divina istituzione, è quella da lui chiamata colonna e fondamento della Verità[3].
San Pietro esorta: gli Anziani che sono fra voi, poiché io stesso sono un anziano, e testimone delle sofferenze di Cristo, nonché partecipe della gloria che può essere rivelata; pascete il gregge di Dio, affidato alla vostra cura, non per forza, ma volontariamente, né per amore del guadagno disonesto, ma con premura, su quelli che sono l'eredità di Dio, ma divenendo esempi del gregge, e quando si manifesterà il capo pastore, riceverete l'inalterabile corona della gloria[4].
Quindi san Pietro, il quale secondo i teologi romani sarebbe il despota della Chiesa, sa bene che l'unico sommo pastore è Gesù Cristo. Egli era il collega degli altri Apostoli nel sacerdozio; non parla mai del proprio primato e della propria infallibilità. Non si innalza oltre gli altri pastori della Chiesa, ma al contrario si pone in condizione di equità e loro fratello. Egli si giustifica solamente come consigliere, poiché fu testimone delle sofferenze di Gesù Cristo e della sua gloria futura, la quale gli fu rivelata sul Monte Tabor.

[1] PAOLO DI TARSO, Lettera agli Efesini, 2:20-22.

[2] PAOLO DI TARSO, prima Lettera ai Corinzi, 3:11
[3] PAOLO DI TARSO, prima Lettera a Timoteo, 3:15

[4] PAOLO DI TARSO, prima Lettera di Pietro, 5:1 e seguenti.

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