mercoledì 30 marzo 2016

Il Vescovo Longhin smette di commemorare il Patriarca Kirill

Sua Beatitudine il vescovo Longino di Banceni, noto al pubblico di questo blog per la sua lettera anti-ecumenica, ha ufficialmente smesso di commemorare il suo patriarca, Kirill, secondo quanto riportato dal sito Graiul Ortodox


Il vescovo Longino, il primo a sinistra.

Sua Eccellenza Longino, starez del monastero dell'Ascensione e vescovo di Banceni (Ucraina)  ha formalmente interrotto la commemorazione liturgica del patriarca Kirill, suo superiore gerarchico. Durante la divina liturgia, infatti, e in tutti gli altri offici, quasi in una climax che ha seguìto la sua lettera anti-ecumenica, ha proibito al suo clero di cantare l'ectenia col nome del patriarca. Il presule fa parte del Consiglio ristretto del Patriarcato di Mosca e dipende direttamente da Sua Beatitudine Onufrie di Kiev (Patriarcato di Mosca): il motivo principale sarebbe la condotta filo-ecumenista assunta dal patriarca Kirill e dalla Chiesa Ortodossa Russa. 


In questo video, al minuto 53:50, il vescovo Longino inizia il discorso rivolto al suo clero nel quale espone come il patriarca Kirill si sia allontanato dalla purezza dell Fede, poichè, citando il vescovo stesso... << per il patriarca di Mosca il papa è "sua santità". Per noi è un eretico. >> 

<< Perdonatemi, ma non voglio per alcun motivo essere unito agli eretici >> così il vescovo Longino si è espresso parlando della dichiarazione comune fra il papa Francesco di Roma e il patriarca Kirill di Mosca, il famoso documento in 30 punti che ha risvegliato alcune proteste nel cuore dello stesso patriarcato, a Mosca. La reazione di Longino non è del resto dissimile da alcune preoccupazioni che erano state espresse dal blogger ben prima che Sua Beatitudine si esponesse in pubblico sull'incontro di Cuba. Checché ne dica una certa propaganda della Diaspora, la questione teologica sollevata dal vescovo Longino è un dramma vivo nella Chiesa Ortodossa: come considerare i cattolico-romani dal punto di vista della comunione. In particolar modo, il presule romeno-ucraino riguardo al punto 6° (tentativo di appianare le divergenze fra cattolici e ortodossi) e al punto sulla "Comunione spirituale fra cattolici e ortodossi" si è espresso assai duramente, parlando di eresia romana e di interesse nefasto da parte di Mosca. 

<< Cari ortodossi, >> ha detto il vescovo Longino, << se perdiamo la purezza della Fede Ortodossa, perderemo lo Spirito Santo che vive nella nostra Chiesa.>> (1). Citando san Paolo Apostolo, il presule ha terminato l'intervento dicendo: << non prendete parte alle opere delle tenebre.>> (2). 

Possiamo solamente ipotizzare quali saranno le derive di questo atto eclatante di Sua Beatitudine, il quale potrebbe provocare uno scisma interno; senza voler fare fantapolitica ortodossa, auguriamoci che la Pace torni presto a dimorare nella Chiesa di Dio, assieme magari a maggior discernimento da parte dei patriarchi i quali, come in questo caso di geopolitica frettolosa, hanno sconvolto e shockato il popolo di Dio, e anche alcuni gerarchi, come si è visto.

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1) (originale) Dragi ortodocsi, daca vom pierde curatia sfinte ortodoxii, noi il vom pierde pe Sfantul Duh care este in Biserica noastra. 

2) Epistola agli Efesini, 5:11

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