venerdì 25 marzo 2016

Sesso e Quaresima

John Sanidopoulos, autore del blog Mystagogy, ci offre una interessante panoramica in merito al "quanto" e al "come" vivere il sesso in Quaresima. Lontano tanto da un fariseismo ebraico quanto dal lassismo più totale dei modernisti, il blogger anglo-elleno ci spiega come la visione Patristica sta esattamente nel mezzo fra l'astinenza totale e il libertinaggio spregiudicato. La traduzione dell'articolo è libera e cerca piuttosto di sintetizzare alcuni passaggi

Uno dei temi più confusi nei riguardi della Quaresima è il rapporto sessuale consumato fra marito e moglie nel periodo di penitenza e digiuno.  Alcuni sostengono che si debba limitare al più possibile, altri che l'unione sessuale fra gli sposi non abbia alcun impatto negativo sulla vita spirituale e che la Chiesa non deve interferire nella vita privata della coppia. La posizione Ortodossa in merito alle unioni matrimoniali ha il fondamento in tre passaggi delle Scritture.

Il primo passaggio è dal Libro dell'Esodo. Dopo che gli israeliti sono usciti dall'Egitto, e sono venuti al Monte Sinai sotto la guida profetica di Mosè (Esodo 19), Solo lui in via privilegiata potrà parlare con Dio sul monte Sinai, ma tutto il popolo israeliano diventerà una nazione privilegiata. Gli ebrei hanno tre giorni per purificarsi e per astenersi dal sesso.

La seconda volta nel primo Libro di Samuele. Nel passaggio 1:21 di Samuele, Davide domanda al sacerdote Achisedech del pane poiché è affamato. Achimelech risponde che non c'è alcun pane comune ma piuttosto il pane della Presenza, e l'unica cosa che può dare è l'astinenza dalle relazioni sessuali.

La terza espressione biblica nei riguardi del sesso l'abbiamo nella prima lettera ai Corinzi dell'Apostolo Paolo (1 Cor. 7:3-6) nel quale egli dice: << Il marito compia il suo dovere verso la moglie, e così lei verso il marito... (...) Non astenetevi se non di comune accordo e per poco tempo, per dedicarvi alla preghiera, e poi tornate insieme, Così che satana non vi tenti nei momenti di passione.>>

Da questo impariamo come comportarci nel Grande Digiuno:

1) Quando stiamo per presentarci dinnanzi a Dio (= andare ad una divina liturgia), dovremmo purificarci il più possibile ed essere più puri possibile, e astenerci dal sesso per tre giorni.

2) Non si consuma la Divina Eucarestia se la notte precedente abbiamo consumato la relazione coniugale, così come Achisedech ci fa capire nei riguardi del pane benedetto ( un prototipo dell'Eucarestia).

3) I coniugi non devono deprimersi l'un l'altro astenendosi dal sesso senza il mutuo consenso. Quando intendono dedicarsi al digiuno e alla preghiera essi non consumano l'amore, ma dopo aver dedicato tempo a Dio, essi possono tornare insieme per non soffrire della tentazione.

La Chiesa idealmente ha sempre proposto all'uomo una soluzione di preghiera costante e di dedicazione a Dio nel maggior tempo possibile, impiegando la propria forza nell'orazione continua. Come guerrieri, i vergini sono stati sempre preferiti dalla Chiesa come lottatori spirituali poiché possono concentrarsi esclusivamente sulla preghiera senza i movimenti della passione carnale. Non tutti i cristiani però possono seguire quest'altissimo traguardo e giungere alla santità del modello ascetico. Anche il Matrimonio è benedetto dalla Chiesa e l'ideale di preghiera menzionato poco sopra è più difficile da ottenere, ma non impossibile. In rari casi le coppie si astengono totalmente dal sesso, in alcuni casi nei matrimoni ci si unisce solo per procreare; nella maggior parte dei casi questo è impossibile, specialmente nelle coppie giovani. Oggidì, il sesso rimane nelle coppie cristiane un problema difficile da discutere; la Chiesa ha sempre proposto l'ideale del mutuo consenso nel condurre i tempi dell'unione sessuale. La Chiesa non si espone mai sulla quantità e sulle astinenze nel matrimonio, neanche nel Grande Digiuno di Quaresima. Certamente, vi è una linea guida, una suggestione e un consiglio, che è quello di astenersi il più possibile poiché l'astinenza è la sostanza del digiuno.

In Quaresima, il sesso viene guardato come se fosse cibo. Idealmente, a ricordo del Cristo nel deserto, non dovremmo mangiare nulla per quaranta giorni e quaranta notti. Spesso tuttavia, ci sono ampie concessioni (attendere il tramonto, ad esempio) nei monasteri, e per i laici generalmente si offre un digiuno più semplice. La tradizione di astenersi dai rapporti sessuali nel digiuno viene dall'incoraggiare le persone a prendere la Comunione più frequentemente durante la Quaresima.

In sostanza, le coppie ortodosse devono prendersi carico di riflettere sulla loro forza, sulla loro spiritualità e sulla loro capacità di limitarsi e darsi una regola di reciproco consenso, per dedicarsi alla preghiera e al raccoglimento della Quaresima, senza però cadere in tentazioni più grandi mosse dalla sofferenza dell'allontanamento. Certamente, un padre spirituale che conosce bene la Tradizione della Chiesa ( sovra menzionata ) e che sia in grado di offrire una guida illuminata è caldamente consigliato. 

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