lunedì 18 aprile 2016

Condizioni di Autonomia secondo il Concilio Pan-ortodosso

Secondo quanto riportato dall'articolo di Pravoslavie.ru, il Concilio Pan-Ortodosso ha approvato il documento circa le condizioni di autonomia proposto nella V° sinassi preparatoria di Chambésy  (10-17 ottobre 2015), il quale recita quanto segue. N.B. l'articolo qui presente NON è una traduzione, ma un testo basato sull'articolo originale

L'istituzione dell'Autonomia delle Chiese locali è canonicamente il riconoscimento di una parziale indipendenza di una area ecclesiale rispetto alla Chiesa Autocefala locale di riferimento. 


Uno scatto di Pravoslavie nel quale si intravedono i Primati delle Chiese Autocefale ortodosse, assieme ad altri membri dell'alto clero mondiale.

L'applicazione dell'Autonomia, quindi, è regolamentata comunque dalla Chiesa Madre locale, cui la regione "autonoma" fa comunque riferimento per l'elezione del proprio primate autonomo, e del suo sinodo. Il primate autonomo difatti deve commemorare solamente il suo Patriarca ( o Metropolita autocefalo) ed egli NON viene incluso nei dittici: la commemorazione dimostra come l'autonomia non include affatto un'evoluzione in Chiesa indipendente, ma solamente si presenta quale soluzione pastorale per le necessità culturali e sociali del luogo. 

Le condizioni per domandare l'Autonomia ( non l'Autocefalia ) sono difatti essenzialmente:
- problemi d'ordine sociale e pastorale espressi e confermati dalla Chiesa Autocefala. 
- La Chiesa Locale deve produrre un Tomos nel quale espone i limiti territoriali della regione autonoma e le sue prerogative.
- Il primate della Chiesa Autocefala garante dell'autonomia territoriale del futuro spazio autonomo deve informare il Patriarcato Ecumenico e tutti i Primati delle Chiese Autocefale circa la sua decisione.
- La Chiesa Autonoma mantiene le stesse relazioni inter-ecclesiali, inter-ortodosse ed ecumeniche della Chiesa Madre di riferimento.
- Ogni Chiesa Autocefala può conferire autonomia solo all'interno del suo territorio canonico: Nessuna Chiesa Autonoma può essere definita nel territorio della Diaspora, senza previo consenso del Patriarca Ecumenico e di una conferenza pan-ortodossa seguendo tutte le procedure ecclesiastiche. 

Piccolo parere personale: le condizioni di autonomia lasciano poche "libertà", giacché la Chiesa detta autonoma deve rispondere in tutto e per tutto all'autorità originale, che autonomia possiede? non lo capiamo, ma questo documento è solo il punto di partenza che darà l'avvio alle discussioni nell'arena ecumenica di giugno: possiamo solo aspettare e valutare con spirito critico e sano le decisioni conciliari. 

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