giovedì 21 aprile 2016

La Gloria dei Martiri ( Anonimo VIII secolo)

Per divina misericordia ritorna, desiderata da tutti, la solenne festività del giorno natale del beatissimo martire Gennaro. Siete venuti numerosi per riunirvi in sacra assemblea, resa più solenne dalla presenza di vescovi e sacerdoti. E' giusto che godiamo ed esultiamo nel Signore nostro Dio, che esaudisce i buoni desideri e conferma col suo favore divino i nostri pii voti. Grande è la gloria dei martiri, grandiosa e splendente la loro corona. Gli angeli e tutti i cori celesti li ammirano; li ama Cristo, li onora il Padre, li illumina lo Spirito Santo. Ad essi si aprono tutti i tesori della Maestà divina; nessun onore e nessuna dignità viene loro sottratta. Essi sono gli imitatori di Cristo, i suoi coeredi, i suoi amici e compartecipi della sua gloria. E noi dobbiamo sempre ricordare le loro virtù e cantare le loro lodi. Infatti lo Spirito Santo dice: Preziosa al cospetto del Signore è la morte dei suoi fedeli (Sal 115, 15). E aggiunge: Il Signore preserva tutte le loro ossa, neppure uno sarà spezzato (Sal 33,21).


processione dei martiri con le corone della gloria, mosaico (Sant'Apollinare Nuovo, Ravenna)

Troppo ciechi e insipienti quelli che ne vedono né comprendono queste cose tanto chiare ed evidenti! Costoro confidano soltanto nelle loro opinioni. Ma come possono dirsi fedeli coloro che negano le virtù dei martiri? La loro negazione è in contrasto con la parola di Dio: Beati d'ora in poi i morti che muoiono nel Signore (Ap 14, 13); e con quello che il profeta dice al Signore: Di nuovo vivranno i tuoi morti (Is 26, 19). Codesti negatori vedono ogni giorno presso la tomba del beatissimo Gennaro folle numerose che elevano preghiere come fulgide gemme, e molti che, celebrando la gloria del Santo, gli portano doni per i benefici ricevuti. Eppure essi si sforzano con alcuni inganni di chiudere gli occhi dinanzi alla verità. Non rimane che ritornare al santo libro delle Scritture: Questi sono coloro che sono passati attraverso la grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti rendendole candide col sangue dell'Agnello. Per questo stanno davanti al trono di Dio e gli prestano servizio giorno e notte nel suo santuario (Ap 7, 14-15). O santa e gloriosa fede del beatissimo Gennaro, degna di essere celebrata con scritti e monumenti, e di essere tramandata ai posteri con canti di lode! Egli credette che sarebbe veramente risorto nella gloria, non avendo alcun dubbio nella promessa del Vangelo. Cinto il capo della corona di cui era veramente degno e portando splendenti e gloriose palme, fu accolto con gioia da Cristo nel cielo. La candida stola che la divina generosità ha attribuito al beatissimo martire Gennaro è veramente premio di grande travaglio e di grande sofferenza. Per essa, egli che prima non era neppure nominalo, viene ora pregato; egli, che non era conosciuto, viene ora celebrato; egli, che nessuno vedeva, viene ora visto. Per i suoi meriti e i suoi benefici il suo corpo è degnamente onorato. Queste le validissime prove del patrocinio che san Gennaro, per volere di Dio, esercita a favore di noi suoi servi: per le sue preghiere meritiamo di essere purificati dai nostri peccati e liberati dai legami delle colpe; meritiamo di essere liberati dal contagio delle malattie con il conveniente aiuto della medicina, affinchè, ottenuta la gioia della desiderata incolumità, ci gloriamo nel Signore nostro Gesù Cristo.

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Da: << Omelia su San Gennario >>, Anonimo del VIII secolo, contenuto in Acta Sanctorum, septembris, t. 6 Parigi-Roma 1867 (pp. 884-887) 

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