venerdì 8 aprile 2016

Probabile assetto della Diaspora secondo il Sinodo Pan-Ortodosso 2016

Il Metropolitanato di Hong Kong e dell'Asia Orientale ha creato un portale nel quale, in inglese, illustra dettagliatamente, unitamente alla presentazione dei testi ufficiali, quel che sarà dibattuto nel sinodo del 16-27 giugno 2016. Poiché ci interessa particolarmente, ho deciso di tradurre il documento relativo alla Diaspora e al suo assetto istituzionale così come è stato concepito dalla sinassi preparatoria di Chambesy, e, qualora il Sinodo approverà il documento, sarà la situazione ufficiale della penisola (e non solo). N.B. L'articolo non è la traduzione completa del documento, piuttosto articolato, ma è una sintesi dei punti chiamati "decisions" ed è la traduzione dei canoni numerati, relativi al progetto Diaspora. Le decisioni, prese nella 4° Conferenza Preparatoria al Concilio del 2016, sono state confermate e disposte per il Concilio stesso.

(Chambésy, 6-13 giugno 2009)

LA DIASPORA ORTODOSSA
Decisioni

La quarta Sinassi pre-Conciliare ha deciso che il problema della Diaspora dev'essere affrontato il prima possibile, organizzandolo secondo i canoni, la tradizione e la pratica della Chiesa Ortodossa. Tuttavia, giacché non è possibile seguire le leggi ecclesiastiche di un solo vescovo per ogni luogo, si procederà per un periodo di transizione  nel quale si troverà una soluzione più canonica possibile; per questo verranno create assemblee vescovili di vescovi canonici i quali gestiranno le regioni cui saranno destinati, come viene spiegato poco più avanti. Le Assemblee Episcopali saranno guidate da un vescovo del Patriarcato Ecumenico locale, oppure, dal primo che segue nell'ordine dei Dittici. In particolar modo, Le Assemblee Episcopali manifesteranno l'unità della fede ortodossa nella regione cui dedicheranno la cura pastorale e prenderanno decisioni tramite una Commissione Esecutiva nella quale sederanno i vescovi. In particolar modo, le regioni della Diaspora saranno così divise:


I. Nord America e Centro America. (USA, Canada e Messico).
II. Sud America.
III. Australia, Nuova Zelanda e isole dell'Oceania.
IV. Gran Bretagna e Irlanda.
V. Francia.
VI. Belgio, Lussemburgo e Olanda.
VII. Austria.
VIII. Italia e Malta.
IX. Svizzera & Lichtenstein
X. Germania
XI. Paesi Scandinavi (Norvegia, Svezia, Danimarca )
XII. Spagna e Portogallo.

La mappa mostra l'Europa delle future giurisdizioni ortodosse.

I vescovi della Diaspora che vivono nei suddetti paesi e possiedono le parrocchie lì, saranno nominati vescovi delle Assemblee Episcopali del paese in cui risiedono. Queste assemblee devono formarsi preferibilmente prima del grande Concilio del giugno 2016. Le Assemblee Episcopali ( che, ricordiamo, hanno carattere temporaneo ndt.) non priveranno i vescovi delle loro competenze amministrative né imporranno di abbandonare la visione della loro Chiesa Madre e di portarla avanti. Coloro che siederanno nelle Assemblee Episcopali avranno una serie di incontri liturgici, pastorali, economici e amministrativi per iniziare un lavoro comune nella regione in cui sono destinati.

PARAMETRI DELLE ASSEMBLEE EPISCOPALI DELLA DIASPORA

I. Tutti i vescovi canonici delle regioni così come sono state presentate nella Conferenza faranno parte delle Assemblee Episcopali dei suddetti paesi.  Tutti i vescovi ortodossi che non hanno residenza nella regione, ma ne possiedono tutela pastorale, sono anch'essi parte dell'Assemblea Episcopale della regione. I vescovi emeriti saranno tenuti a partecipare alle Assemblee senza diritto di voto.

II. Il proposito della Assemblea Episcopale è quello di manifestare l'unità della Fede Ortodossa e la collaborazione inter-giurisdizionale nella medesima area di interesse pastorale, al fine di mantenere, preservare e sviluppare le comunità dei singoli presuli della Regione.

III. Le Assemblee Episcopali avranno una Commissione Esecutiva composta dai vescovi primaziali di ogni Chiesa canonica regionale.

IV. Le Assemblee Episcopali e le Commissioni avranno un presidente, uno o due vice-presidenti e un tesoriere, e ogni altro possibile ruolo che le Assemblee offriranno. In particolare, il presidente è ex officio proveniente dal Patriarcato Ecumenico, e in assenza di un vescovo costantinopolitano, proveniente da una Chiesa in ordine coi Dittici. Il presidente chiama le Assemblee, gli incontri e ne presiede l'opera. Il presidente offrirà alla società, alle organizzazioni e allo Stato della regione ecclesiastica il punto di vista ufficiale della Chiesa Ortodossa.

V. Le competenze della Assemblea Episcopale sono:
a) Di salvaguardare e contribuire all'unità della Chiesa Ortodossa nei suoi aspetti missionari, teologici, ecclesiologici, canonici, spirituali, educativi e filantropici.

b) Coordinazione e leadership nelle attività di interesse comune come catechesi, cura pastorale, vita liturgica, pubblicazione religiosa, mass media, educazione spirituale etc.

c) Relazioni con le altre chiese cristiane e altre religioni.

d) qualsiasi genere di legame con governi e società.

e) la preparazione di uno schema per la organizzazione della Chiesa Ortodossa in loco su basi canoniche.

Per problemi linguistici, educazionali e pastorali di una Chiesa specifica, l'Assemblea Episcopale dovrà collaborare con l'autorità ecclesiastica della Chiesa in questione, così che la diversità delle tradizioni nazionali rassicuri l'unità della Fede Ortodossa in comunione di fede e amore.

VI. L'Assemblea Episcopale riceve e registra l'elezione del Vescovo della Regione e il loro riferimento alle Santisime Chiese Ortodosse Autocefale.Essa anche esamina e determina lo status canonico delle comunità locali nella regione che non possiedono alcun legame con le Chiese Ortodosse Autocefale. Ogni decisione vescovile va registrata da parte di tutti i chierici della regione, in modo tale che essa venga applicata nell'intera Regione.

VII. L'Assemblea Episcopale si incontrerà annualmente, più ogniqualvolta la Commissione Esecutiva lo ritenga opportuno oppure vi sia una richiesta da parte di terzi. La Commissione Esecutiva deve incontrarsi ogni tre mesi e l'invito all'Assemblea, salvo casi d'emergenza, va promulgato almeno due mesi prima dell'incontro, e per la Commissione Esecutiva una settimana prima; assieme all'invito occorre allegare l'ordine del giorno e i documenti da discutere. L'Agenda va approvata alla prima sessione della riunione, per la cui approvazione è necessaria una stretta maggioranza di voti.

VIII. Il quorum per la Commissione Esecutiva è di due terzi dei membri, mentre per l'Assemblea è la maggioranza assoluta e l'approvazione del presidente.

IX. Il lavoro della Assemblea deve seguire la tradizione e i principi conciliari della Chiesa Ortodossa, i quali sono protetti e preservati dal presidente che supervisionerà il corretto svolgersi delle sinassi.

X. Le decisioni dell'Assemblea necessitano del consenso. Nelle questioni di interesse generale che richiedono un approccio pan-Ortodosso, il presidente sottoporrà il problema al Patriarcato Ecumenico.

XI. Al momento dell'Assemblea è possibile formare comitati liturgici, educazionali, ecumenici, filantropici, pastorali, finanziari e di ogni altra questione, presieduti da un vescovo membro dell'Assemblea.

XII. L'Assemblea Episcopale può creare un regolamento interno per implementare e aggiustare le decisioni di cui sopra, in accordo con la legge canonica della Chiesa Ortodossa. Ogni aspetto finanziario e giudiziario riguardo l'Assemblea è da gestire in accordo con le leggi civili degli Stati componenti la Regione ecclesiastica nella quale i membri dell'Assemblea svolgono il loro servizio.

XIII. La formazione di nuove Assemblee Episcopali, la divisione, la fusione o l'estinzione di quelle esistenti sono delegate alle decisioni della Sinassi dei Primati delle Chiese Ortodosse Autocefale alla richiesta di una Chiesa particolare, o alla volontà del presidente di una Assemblea Episcopale o del Patriarca Ecumenico.

+ Giovanni di Pergamo, presidente
+ Sergio di Buona Speranza
+ Giovanni dell'Europa Centrale Occidentale
+ Esichio di Capitolia
+ Ilarione di Volokolamsk
+ Ireneo di Batschka
+ Ireneo di Oltenia
+ Neofito di Roussis
+ Gerasimo di Zoukdidi e Tsaisi
+ Giorgio di Paphos
+ Crisostomo di Peristerion
+ Giorgio di Siemiatise
+ Giovanni di Korytsa
+ Tikhon di Komarno
+ Geremia di Svizzera, segretario 

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