mercoledì 24 agosto 2016

Il Buddismo e l'Esicasmo

Al giorno d'oggi, molte persone sembrano attratte dalla spiritualità buddista, sia per motivi d'esotismo orientale - sempre alla moda fin dal XIX secolo - sia perché rappresenta, a suo modo, una "spiritualità" forte. 

Alcune fra queste persone, poi, ritengono interessante parimenti l'Esicasmo, ritenendolo un "buddismo cristiano" come l'ha infelicemente chiamato Moreno Miorelli in uno dei suoi video su youtube. Spesso gli occidentali e i cristiani pensano di poter praticare buddismo rimanendo cristiani. Vediamo dunque di capire prima il Buddismo, e poi la tradizione esicasta cristiana ortodossa. 

IL BUDDISMO

Il Buddismo nasce nel VI secolo avanti Cristo circa, ad opera del signor Siddarta Gautama, un principe indiano che si dedicò alla ricerca della verità. Non potendo incontrare il Cristianesimo, giacché il Verbo non si era incarnato, così come i filosofi greci pagani non poté avere la grazia della Verità, ma sviluppò una tecnica psicofisica di svuotamento della mente, la quale condurrebbe al nirvana, cioè alla pace spirituale. Il Buddismo in sé non è una religione, ma una filosofia, e il Budda viene visto (da prendersi con le dovute pinze) come un "profeta", il quale proclamò le Quattro Nobili Verità, le quali sono la base del Dharma, ossia della Legge. Il Buddismo primitivo era solamente un modo di vivere la religione induista, difatti i buddisti pregano, in India, le classiche divinità indù. Quando il Buddismo arrivò in Cina, si sviluppò come dottrina a sé stante creando il clero e un rituale complesso, adattandosi più o meno parzialmente alle divinità cinesi. 

Senza voler entrare in merito alla complessa storia del Buddismo, con tutte le sue scuole, sette e gruppi, ricordo a tutti che il Buddismo è sempre accompagnato alla religione politeista, se non nella sua versione "laica" e occidentalizzatissima della Soka Gakkai, che NON è il buddismo mainstream né il buddismo classico né indiano, né cinese né giapponese. Il Buddismo classico ha regole, canoni, riti e clero come qualsiasi altra religione, e vengono pregati gli dèi del cosmo tipici della cultura politeista, che prendono nomi diversi in base alla cultura. Ad esempio nel Rgveda, uno dei primi testi sul Dharma, si parla di Mitra e Varuna quali divinità (Rgveda, V 63, 1 a-c). Al tempo di Re Asoka d'India, nel II secolo a.C., la predicazione Buddista raggiunse Atene. 


L'interno di un tempio della tradizione cinese, con l'altare del Budda - coram Deo, tra l'altro, LOL - durante un rito

Un rito per il benessere dei defunti (panichida, oh yes) officiato dal clero di tradizione giapponese

Al di là dell'aspetto ritualistico, il buddista punta, attraverso la mortificazione del corpo e lo svuotamento della mente, di ottenere la liberazione totale del Sé, il quale, alla morte, si perde nel cosmo. Non avendo il Dio cristiano, il buddista di oggi, cinicamente ateo, cerca esclusivamente una perdita della fisicità per l'astrazione totale nell'Esistenza universale, una sorta di ordine cosmologico senza creatore. 

L'ESICASMO ORTODOSSO

L'Esicasmo si innesta nella Tradizione Cristiana bizantina, nei Padri del Deserto del IV secolo. L'Esicasmo dogmatico si sviluppò nelle mani del diacono Evagrio Pontico, alcuni dei suoi scritti sono eretici, ma la prassi fu giudicata degna di esser continuata, mentre nel VI secolo san Giovanni Climaco la rese definitivamente presente nell'esperienza monastica orientale: fino a oggi, è ancora praticata in larga parte dei monasteri e perfino dai laici in versione soft, con la semplice recita giaculatoria della preghiera del Cuore: Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore. In realtà, la tecnica esicasta, nota come Methodos, è molto più profonda ed è legata alla respirazione, al controllo della mente e dei pensieri per rivolgerli al Cristo: a differenza del buddismo, che prevede uno svuotamento "senza scopo" di sè, l'Esicasmo propone di svuotarsi di noi per riempirci di Cristo e divinizzarci tramite la preghiera. San Gregorio Palamas nel XV secolo difese dalle accuse d'eresia la pratica esicasta scrivendo i Centocinquanta Capitoli e altri scritti. Le scuole più moderne di esicasmo furono nel XIX secolo, come il monastero di Optina nell'Impero Russo, fra i quali maestri ricordiamo Ambrogio di Optina, oppure gli scritti spirituali di san Teofane il Recluso. 

Fuori dal mondo bizantino, nel primo millennio vi furono altri esperimenti spirituali anche in terra latina, scomparsi col tempo. Ad esempio nella Spagna visigota mozarabica, i monaci isidoriani (cioè che seguono la regola di sant'Isidoro) recitavano privatamente una pratica come Giaculatoria, nel quale si ripeteva 33 volte la formula Domine, miserere seguito dal Gloria. San Romualdo di Camaldoli, al principio del XI secolo, propose la sua Corona, una sorta di rosario nel quale, al posto dell'Ave Maria, si recitano i Kyrie eleison. 

L'Esicasmo, comunque, non esaurisce l'Ortodossia che è molto più grande di una pratica, qualsiasi essa sia: per questo, anche se pratichiamo l'orazione di Gesù, se non viviamo una vita ortodossa fatta di sacramenti e ortoprassi, e non abbiamo soprattutto una mente ortodossa, non ci salveremo. 

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