lunedì 19 settembre 2016

Cattolici e Ortodossi riuniti per parlare del Concilio di Creta (news)

Secondo Radio Vaticana, la quale ha rilasciato l'articolo linkato in inglese, gli Ortodossi e i rappresentanti della chiesa cattolico-romana si stanno incontrando dal 15 settembre (il meeting si concluderà il 22 settembre) per definire una sorta di "consenso" sul documento sinodale espresso dal Concilio di Creta (giugno 2016)

Pare infatti che una commissione mista veda partecipare 28 cattolici e due rappresentanti di ogni Chiesa Autocefala canonica in questo incontro, che avviene a Chieti (Abruzzo): i due gruppi sono presieduti rispettivamente dal cardinale Kurt Koch (dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità fra Cristiani) e dall'arcivescovo Job di Telmesso, del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli. 


immagine ufficiale dell'incontro, agenzia stampa Radio Vaticana

I delegati alla riunione stanno discutendo di un documento intitolato Verso una comprensione comune della Sinodalità e del Primato nel servizio dell'unità della Chiesa. I partecipanti inoltre svolgono sessioni di preghiera comune: nel programma sono state inserite una messa (cattolica-romana) alla cattedrale di san Giustino a Chieti di sabato, e una divina liturgia (ortodossa) al santuario del Santo Volto a Manoppello di domenica. 

 Andrea Palmieri, sottosegretario del Pontificio Consiglio per l'Unità fra Cristiani, ha espresso il pensiero di come << la questione del Primato >> sia attualmente uno dei temi più delicati nelle relazioni fra Ortodossi e cattolici. Egli spera che presto si giungerà ad un consenso reciproco maggiore rispetto a quello espresso dall'ultimo documento in materia (Ravenna 2007). 

Commentando il recente sinodo pan-ortodosso di Creta, Palmieri ha detto che le dieci Chiese autocefale presenti hanno sottoscritto un documento riguardo il dialogo inter-religioso, testimonianza di come la Chiesa ortodossa stia provando ad aprirsi ulteriormente non solo verso il cattolicesimo, ma verso anche altre comunità cristiane.

Il sottosegretario del Pontificio Consiglio ha inoltre ribadito come questi incontri non parlino di questioni lontane dalla fede viva della Chiesa, ma sono incentrate sul cuore della religiosità vissuta. Parlare di questi temi, ha detto, significa pensare meglio a come una Chiesa << riconciliata >> potrebbe servire meglio i popoli nell'Evangelizzazione. 


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