giovedì 8 settembre 2016

L'Eucarestia ( Sant'Ireneo di Lione )

Sant'Ireneo di Lione (+202) ci spiega il Mistero dell'Eucarestia, dal suo libro Contro le Eresie (V,2,2s)

2.2. Vani sono in ogni modo quanti rifiutano tutta l'economia di Dio, negano la salvezza della carne e disprezzano la sua rigenerazione, dicendo che non è capace di accogliere lincorruttibilità. Ora se essa non riceve la salvezza, senza dubbio il Signore non ci ha riscattati con il suo sangue (cf. Col 1,14), e il calice delleucaristia non è la comunione del suo sangue né il pane che noi spezziamo è la comunione del suo corpo (cf. 1 Cor 10,16). Il sangue infatti proviene dalle vene, dalle carni e dalla restante sostanza umana, e appunto perché è divenuto veramente tutto questo, il Verbo di Dio ci ha riscattati con il suo sangue, come dice il suo Apostolo: «In lui abbiamo il riscatto mediante il suo sangue, la remissione dei peccati» (Col 1,14). E poiché siamo sue membra (cf. 1 Cor 6,15) e siamo nutriti mediante la creazione - egli stesso ci procura la creazione, facendo sorgere il suo sole e mandando la pioggia come vuole (cf. Mt 5,45) -, dichiarò che il calice proveniente dalla creazione è il suo proprio sangue (cf. Lc 22,20) e proclamò che il pane proveniente dalla creazione è il suo proprio corpo (cf. Lc 22,19), con il quale si fortificano i nostri corpi.
3. Se dunque il calce mescolato e il pane preparato ricevono la parola di Dio e divengono Eucaristia, cioè il sangue e il corpo di Cristo, e se con essi si fortifica e si consolida la sostanza della nostra carne, come possono dire che la carne non è capace di ricevere il dono di Dio che è la vita eterna: la carne che si nutre del sangue e del corpo di Cristo ed è sue membra? Come il beato Apostolo dice nella sua lettera agli Efesini: «Siamo membra del suo corpo formati dalla sua carne e dalle sue ossa» (Ef 5,30) indicando con queste parole non un certo uomo spirituale ed invisibile, «perché lo spirito non ha né ossa né carne» (Lc 24,39), ma lorganismo veramente umano, composto di carne nervi ed ossa, il quale è nutrito dal calice, che è il suo sangue, ed è fortificato dal pane, che è il suo corpo. E come il legno della vite (Ez 15,2.6), collocato nella terra, porta frutto a suo tempo, e «il chicco di frumento caduto nella terra» (cf. Gv 12,24) e dissolto risorge moltiplicato in virtù dello Spirito di Dio che sostiene tutte le cose (cf. Sap 1,7) - e poi grazie allabilità umana sono trasformati ad uso degli uomini e ricevendo la parola di Dio divengono Eucaristia, cioè il corpo e il sangue di Cristo; così anche i nostri corpi, che si sono nutriti di essa, sono stati collocati nella terra e vi si sono dissolti, risorgeranno al loro tempo, perché il Verbo di Dio donerà loro la risurrezione «per la gloria di Dio Padre» (Fil 2,11), il quale procura limmortalità a ciò che è mortale e dona gratuitamente lincorruttibilità a ciò che è corruttibile (cf. 1 Cor 15,53), poiché la potenza di Dio si esprime perfettamente nella debolezza (cf. 2 Cor 12,9), affinché non ci lasciamo mai prendere dallorgoglio come se avessimo la vita da noi stessi e non ci solleviamo contro Dio, accogliendo nellanimo un pensiero dingratitudine, ma avendo appreso per esperienza che dalla sua grandezza e non dalla nostra natura deriva la nostra capacità di rimanere per sempre, non tradiamo mai la vera concezione di Dio né ignoriamo la nostra natura, ma sappiamo qual è la potenza di Dio e quali sono i benefici che luomo può ricevere, e non ci inganniamo mai sulla vera concezione circa le cose che esistono, cioè Dio e luomo. Del resto, come abbiamo detto prima, Dio non ha forse permesso il nostro dissolvimento nella terra affinché, educati in ogni modo, siamo attenti per il futuro di tutto le cose, senza ignorare né Dio né noi stessi?

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