sabato 1 ottobre 2016

Una analisi ortodossa del Concilio di Trento ( parte IV )

Continua dal capitolo precedente.

SULLA SESSIONE XXIII 

Il 15 luglio 1563 fu chiamata la ventitreesima sessione, concernente il sacramento dell'Ordine. Invero, è il capitolo più felice dell'intera sinassi, dal momento che con sincero zelo per l'umanità i padri conciliari stilarono alcune regole d'ammissione del clero, quali attestati del parroco e delle scuole, prima di ammettere qualcuno nel circolo del clero stesso. Si spendono alcune parole sull'ordinazione episcopale e sulla sua discendenza biblica, Il canone XVII di questa sessione provvede a creare la vera e propria rivoluzione culturale di Trento, l'arma culturale che permetterà alla chiesa romana di svilupparsi nell'epoca barocca: il collegio ossia il seminario. Infatti "un certo numero di fanciulli dalla città o dalla provincia venga istruito in un collegio" recita il canone. La Chiesa Ortodossa ha spudoratamente copiato la forma del seminario tridentino circa un secolo dopo, in Ucraina, con l'opera del santo metropolita Pietro Moghila (+1646) il quale, vedendo che molti ortodossi preferivano studiare dai cattolici per la formazione umanistica di livello, fondò a Kiev il primo seminario ortodosso, al fine di evitare la fuga di cervelli. Con evidenza, dal momento che molti seminaristi ortodossi studiano ancora nelle accademie cattoliche, il fascino della formazione tridentina non ha smesso di brillare a Oriente. 


Una vecchia foto dell'Accademia di Kiev fondata dal metropolita Pietro Moghila

SULLA SESSIONE XXIV

Il giorno 11 novembre 1563 vengono approvati i canoni sul matrimonio, alla sessione ventiquattresima. per la verità piuttosto innocui. Sempre nella Sessione XXIV, ai doveri dei vescovi, viene scritto di consultare i sinodi locali per il discernimento (canone II), eppure, come sappiamo, i concili locali, in special modo quelli antichi, sono in netto contrasto con il nuovo corso preso da Trento. 

SULLA SESSIONE XXV

La sessione del 4 dicembre 1563 formalizzò il tema del Purgatorio. Il decreto iniziale principia così. "Giacché da sempre la santa chiesa cattolica ha insegnato, conforme alle sacre scritture e all'antica tradizione, che il purgatorio esiste (...)". Ora, la polemica sul purgatorio è molto lunga, me ne occupai già con quattro articoli in evoluzione storica che ripropongo qua per una analisi ortodossa del purgatorio:
Dagli studi in questi articoli si evince come l'evoluzione del purgatorio cattolico sia una deriva eterodossa dell'aldilà così come concepito da Origene e Agostino. E' interessante notare come nel concilio di Trento non vi sia nemmeno una singola citazione patristica o scritturale in difesa del purgatorio, ma solamente il decreto dogmatico.  

Sempre in questa sessione fu discussa la questione delle reliquie e delle immagini sacre, non in contrasto con la Tradizione (viene addirittura citato il Concilio Ecumenico VII) anche se, visivamente, il modo di proporre le immagini e costruire le chiese cambiò radicalmente rispetto al passato. Lo stesso canone sulle immagini intima "non siano dipinte o ornate immagini di procace bellezza" da intendersi come promiscua: eppure, nell'atto pratico, il Barocco con la sua sensualità e il suo umano-centrismo la fecero da padrone. Nell'ultima parte di questo saggio su Trento, analizzeremo gli effetti del medesimo sulla vita spirituale dell'Occidente.  

NOTA SULLE SEZIONI NON ESAMINATE

Le sessioni non esaminate, per la verità la metà del Concilio stesso, sono state ritenute inadatte ad essere osservate, in quanto materia di diritto pubblico, come ad esempio in merito ai benefici ecclesiastici, al modo di organizzare introiti, parrocchie, tasse, prebende, dipendenze etc. che non riguardano la teologia, ma il semplice ordinamento interno. 

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