giovedì 3 novembre 2016

Significato dell'Icona della Trinità di Rublev (Iconografia)

Il beato iconografo Andrea Rublev (+1430), festeggiato il 29 gennaio nel calendario, fu un allievo del riformatore monastico russo l'abate san Sergio di Radonez (+1392). La sua più celebre rappresentazione pittorica è la Trinità, dipinta nel 1410. Essa riprende l'antico motivo dell'Ospitalità di Abramo (Η Φιλοξενία τον Αβραάμ), che già troviamo ad esempio nell'antica basilica di San Vitale in Ravenna, consacrata nel 547 d.C. e gioiello del romanico-bizantino italiano.  


Il tema completo dell'Ospitalità di Abramo nei mosaici di san Vitale

L'aspetto innovativo di sant'Andrea Rublev fu quello di "ritagliare" la Trinità, figurativamente rappresentata dai tre angeli, estrapolandoli dal contesto vetero-testamentario. Per questo motivo la Trinità di Rublev è anche nota come "Trinità del Vecchio Testamento". La figura di Rublev si traduce quindi nell'aspetto che immortalò nel 1410.

Analisi della Trinità di Rublev


Ognuno dei tre soggetti ha un indumento azzurro o blu, simbolo del Cielo. 

L'angelo seduto alla destra (verde e azzurro) è lo Spirito Santo, dietro il quale si staglia una montagna. I profeti dell'Antico Testamento - Mosè, ad esempio - incontrarono la divinità su una Montagna, e il Cristo soffrì sul Golgota (una collina) e si trasfigurò su un monte. Lo Spirito tocca anche il tavolo, simbolo dell'umanità, per benedirla e santificarla. 

L'angelo seduto al centro (marrone e azzurro) è il Cristo, i cui colori simboleggiano l'umanità (marrone), la sua regalità (la striscia dorata)  e la sua divinità (l'azzurro). L'albero che si intravede dietro la figura è un rimando alla Croce, la quale da legno di morte è diventata Albero della Vita grazie al Cristo morto e risorto per l'umanità. L'albero può anche essere riferito all'albero dell'Apocalisse, capace di dare dodici frutti diversi, che alcuni interpretano come la Chiesa stessa, capace di far fruttificare i carismi degli uomini. 

L'angelo seduto a sinistra (azzurro e oro) è ovviamente il Padre, il Creatore, rivestito totalmente divinità ( i colori ) e ineffabile, dietro al quale è rappresentata una casa. Nella casa del Padre vi sono molte dimore, vado a prepararvi un posto là. (Giovanni 14:2) dice il Signore Gesù Cristo. 

L'orientamento dei visi, rivolti verso chi guarda, sembra volutamente comprendere il fedele nel tavolo della Trinità. 

Conclusioni

Questa è l'icona della Trinità, ortodossa, così è stato deciso dalla Tradizione universale e canonizzata dal Concilio di Mosca del 1551, detto "dei Cento Capitoli" o Stoglav

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Per una visione nel dettaglio tutti i simbolismi della Trinità di Rublev, cfr. Tony Castle, Gateway to the Trinity, St Paul's edition, 1988. 

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