giovedì 15 dicembre 2016

La Creazione del mondo nei Padri della Chiesa

Il dibattito fra creazionisti e darwiniani continua, sebbene in silenzio mediatico, fra i teologi della Chiesa odierna. Ma qual'era la posizione dei Padri della Chiesa sulla Creazione, e soprattutto sulla causa della creazione? Leggiamo alcuni estratti patristici per comprendere la visione tradizionale. 

La Creazione nei Padri della Chiesa 

Tutti i Padri della Chiesa dei primi secoli, come san Basilio, san Gregorio di Nazianzio, sant'Agostino d'Ippona, Sant'Ambrogio di Milano, San Beda il Venerabile, San Giovanni Damasceno e tutti gli altri hanno esposto la Creazione come opera suprema e perfetta di Dio.   San Basilio Magno, vescovo di Cesarea in Cappadocia (+379), nel suo Esamerone (1), scrive:

<< In principio, Dio creò il Cielo e la Terra (Genesi, 1:1) I Filosofi greci hanno speso tante parole per spiegare la natura, e nessuno dei loro ragionamenti ha resistito incrollabile: ciascuno di essi è stato ribaltato dal filosofo che lo succede. E' opera vana cercare di confutarli: si distruggono gli uni con gli altri. Difatti essi erano troppo ignoranti per conoscere la prima causa dell'Universo, il nostro Dio. Alcuni fra loro hanno posto in principi materiali la nascita del cosmo, come ad esempio in atomi e molecole, in conduzioni e corpi invisibili che, unendosi e disgregandosi, creano tutte le cose. (2). [...] Per difendersi da questo errore (dai sofismi), fin dal principio la Scrittura illumina la nostra comprensione e dice: In principio, Dio creò il Cielo e la Terra. Quale nascita gloriosa! E se il mondo ha dunque un inizio e prima non era in essere, ed è stato creato, vi è un Creatore. Infatti essa stabilisce che prima di un tempo nulla esisteva, e che dunque il mondo non è eterno, ma ha un principio. >>

San Gregorio di Nazianzio (+390) fa eco al vescovo di Cesarea dicendo (3):

<< Non vi era tempo prima del Verbo, generato dal Padre il quale è al di là del tempo. >>  

Sul perché gli esseri umani hanno una vita emotiva, razionale e psichica, e non un banale istinto, ancora san Basilio Magno scrive (4):

<< Nella formazione di quell'essere vivente che è l'Uomo, viene posto dentro di noi come un seme un principio spirituale, che ha in sé la forza e ci spinge ad amare. >>.


Icona russa della Creazione, XVIII secolo

<< E' sufficiente per il cristiano credere che l'unica cosa della Creazione, visibile e invisibile, terrestre o celeste, è stata creata dalla benevolenza dell'unico Dio e vero Creatore. [...] Per mezzo della santissima e buonissima Trinità tutte le cose hanno preso esistenza, e tutte le cose sono buone, giacché ordinate in modo perfetto. >> (5) scriveva sant'Agostino d'Ippona. 

San Nicola Velimirovic e l'Evoluzionismo 

Per tutto il Medioevo e l'Era Moderna, la Chiesa Ortodossa non ha mai cambiato atteggiamento nei riguardi della creazione, e quando è comparso sulla scena Charles Darwin (1809-1882), il celebre inventore della teoria evolutiva, la Chiesa Ortodossa non si è posta il problema di controbatterlo immediatamente. Il teologo  serbo s. Nikolaj Velimirovic (+1956) vescovo e compositore del celebre Catechismo, scrisse però nei riguardi dell'Evoluzionismo il celebre discorso "come sopravvissero le pecore" (6). 

<< Quando pensiamo alla teoria di Darwin, spesso ci chiediamo come abbiano fatto le pecore a sopravvivere. Darwin infatti sostiene "la sopravvivenza del più forte" nella dura lotta per la sopravvivenza, e sono rimasti solo gli animali più agili e forti rispetto ai loro vicini, mentre i più deboli e i meno abili sarebbero scomparsi. Dopo aver ascoltato attentamente questa teoria, ci domandiamo: come hanno fatto le pecore a sopravvivere? Come hanno fatto a non venire sterminate dai loro nemici mortali, i lupi? Una lupa, infatti, può partorire una cucciolata di cinque o sei cuccioli all'anno, mentre la pecora produce un unico agnello. Ogni anno, sarebbero cinque contro uno. Inoltre, il lupo è dotato di forza: ha artigli e zanne, mentre la pecora ne è sprovvista. Inoltre, non è forse il lupo più veloce della pecora? Essa non può sopravvivere al suo assassino spietato. Un lupo può nutrirsi di un intero gregge di pecore per pasto. Come ha potuto quindi la pecora sopravvivere allo sterminio per tutti questi secoli, fin dalla nascita del mondo? perché l'Uomo le proteggeva! Ma Darwin, in questo senso, è d'accordo con la Bibbia: l'Uomo è l'ultima di tutte le creature in ordine di tempo. [...] Come possiamo dunque ritenere che i deboli scompariranno, mentre i forti prospereranno? Ovviamente non possiamo. Il caso della pecora parla contro questa teoria: e la scienza non può che basarsi sull'esperienza oggettiva. Non possiamo che affidarci dunque all'antica credenza che la Divina Provvidenza governa il mondo, sostenendo il più debole e fermando la mano del violento, e mantiene così l'intera armonia dell'Universo. La parola definitiva su questa meravigliosa cosmologia ci è data dal Salvatore, quando disse: nemmeno un passero cade senza che il Padre lo voglia (Matteo 10:29).>> 

La Chiesa Ortodossa non si oppone in alcun modo alle scoperte scientifiche, matematiche, astronomiche e biologiche, ma anzi queste confermano la sapienza patristica, così come spiega il padre George Nicosizin nel suo articolo sulla comparazione fra Scienza e Bibbia nella Creazione.  In particolar modo, il padre George ritiene che le ere geologiche corrispondano ai giorni della Creazione. A livello generale, possiamo dire che la Chiesa Ortodossa nella sua totalità (cattolicità) non si è mai pronunciata sulla materia, ma segue gli insegnamenti senza tempo dei santi Padri. 

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NOTE E FONTI

1) S. Basilio il Grande, Esamerone, cap. I

2) Il santo si riferisce al filosofo greco Democrito (460-370 a.C.), fondatore dell'atomismo

3) sull'argomento, San Gregorio Nazianzeno, Epe theologhia, sez. I, cap. I-II-III, PG 37 397-409

4) San Basilio il Grande, Oroi kata platos, PG 31 908-912

5) Sant'Agostino d'Ippona, Libro sulla Fede, la Speranza e l'Amore, cfr. capitoli IX e X. 

6) San Nikolaj Velimirovic, Il discorso sulla sopravvivenza delle pecore, in inglese. 

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