domenica 11 dicembre 2016

La glorificazione dei Santi nell'Ortodossia - ossia la proclamazione di un nuovo santo

Come si canonizza un santo nella Chiesa Ortodossa? Qual è il processo?

Il "prima"

Inizialmente, c'è da premettere un fattore fondamentale: fin da quando è in vita, il futuro santo è una guida spirituale di grande effetto. Solitamente è il popolo a chiedere la canonizzazione di un santo, e tramite numerose e reiterate richieste da parte del popolo di Dio, la Chiesa Locale nella quale il futuro santo ha vissuto nomina una commissione specifica per questo incarico. La commissione mista della Chiesa Locale chiamata poi a giudicare la canonizzazione di una figura spirituale basa la propria ricerca su molti fattori, fra i quali abbiamo come principali:

a) lo studio profondo della vita intima e pubblica della persona in questione.
b) la lettura e la valutazione dei componimenti e degli scritti, se ne ha prodotti, e la verifica della loro ortodossia.
c) la presenza di miracoli nella vita (o nella post-vita) del futuro santo, compiuti o vissuti dallo stesso.
d) la presenza di reliquie incorrotte. 

Oltre a questi, possono essere presi in considerazione altri segni distintivi, come le referenze di coloro che hanno vissuto accanto alla figura oggetto di studio. Se la Commissione della Chiesa Locale conferma l'ortodossia e la santità del soggetto, si procede con la Glorificazione. 


La venerazione dell'icona del nuovo santo, al Mattutino della Glorificazione

La Glorificazione

La glorificazione, o canonizzazione, di un Santo o di una Santa inizia il primo pomeriggio della vigilia del giorno scelto per la commemorazione liturgica del santo. Il pomeriggio viene dunque celebrata l'ultima panichida per il santo, e al congedo per la prima volta il sacerdote deputato all'officio esclama "e per le preghiere di N. (nome del futuro santo), o Cristo vero Dio, salvaci". Alla sera si celebra il Grande Vespro, dove vengono cantati gli inni, i tropari e i contaci del nuovo santo; alle litìa si inserisce anche l'invocazione "e per le preghiere di san N. abbi pietà di noi". All'alba, si celebra il Mattutino nel quale, dopo la lettura del Vangelo, viene svelata l'icona del santo proclamato e portata in processione fino al centro della navata, ove viene venerata dal popolo al canto del tropario del santo. In quello stesso giorno, viene stampato il calendario con l'aggiunta del nome e viene inviato a tutte le Chiese Ortodosse, in modo che esse possano inserirlo nei loro calendari nei giorni che preferiscono in accordo con le priorità cultuali locali. L'icona viene lasciata in navata fino alla conclusione della Divina Liturgia, alla quale viene cantato ancora il tropario del santo dopo il Piccolo Ingresso. Dopo la lettura del Vangelo, viene letta la vita del santo e la proclamazione di santità da parte del sinodo, di solito per voce del Patriarca. Dopo la Divina Liturgia, le reliquie del santo vengono condotte in processione dalla cattedrale per le vie della città, per poi tornare in cattedrale per la venerazione pubblica. Nelle chiese di uso greco, la sera del giorno di glorificazione si canta una Paraclisi in onore del santo neo-canonizzato, oppure il suo Acatisto, nei paesi di tradizione slava si celebra un Moliben


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