venerdì 27 gennaio 2017

Descrizione dell'Antica Chiesa Russa dal libro "I viaggi di Macario"

Il libro I viaggi di Macario narra del lungo e affascinante percorso che portò il patriarca Macario di Antiochia nel XVII secolo, dall'antica città siriana fino a Mosca, ove consacrò dei chierici. Il libro fu prodotto dal figlio del patriarca nonché suo arcidiacono, Paolo, ed è una fonte preziosa per conoscere molte prassi ortodosse scomparse o che sono sulla strada di andare perdute. Il patriarca Macario era stato un sacerdote sposato che, morta la moglie, ha preso i voti monastici e si era portato appresso anche il figlio. I viaggi di Macario descrivono anche la società e la cultura russe del periodo pre-nikoniano, la Romania, la Moldavia e di tutte le regioni ce ha attraversato la carovana d'ecclesiastici per giungere a Mosca. 

I Vespri e il Mattutino e la Liturgia

Una delle cose che colpisce maggiormente Macario (ma anche noi lettori) è l'imponenza dei rituali russi pre-nikoniani così come vengono descritti dall'arcidiacono Paolo. Egli racconta che i salmi non erano semplicemente letti o recitati (come si usava ad Antiochia), ma proprio cantati in tono antifonale (come i Latini...). Inoltre, nel dettaglio:

<< Mentre non riuscivamo a prendere sonno, i russi hanno suonato le campane per il Mattutino alla seconda ora della notte; ci siamo quindi alzati, dicendo "grazie a Dio, il liberatore da ogni male e tribolazione", e come siamo entrati in chiesa, hanno iniziato un Grande Vespro, cantando i salmi del Tramonto tramite due cori alternati, per un lungo tempo (1). Dopo di che, è uscito il diacono con la candela e il sacerdote col turibolo d'incenso, come al solito; hanno poi recitato la Litania, hanno pregato sui cinque pani e sul vino, a Occidente (2); E dopo aver concluso la preghiera, hanno letto la Lezione del santo del giorno (ossia il Sinassario). Poi si alzarono, e dopo aver suonato tutte le campane, hanno principato il servizio della Mattina. >>;[pag.141]


vetero-ritualisti di oggi ad un Vespro

Si potrebbero osservare molte cose, come ad esempio rimarcare il fatto che i servizi sono tutti cantati (diversamente dalla prassi moderna) e che questi non è un barocchismo, ma piuttosto una antica prassi, e notare come la Vigilia di Tutta la Notte fosse realmente compiuta di notte (la seconda ora della notte corrisponde alle 20-21 del nostro orario, circa), dal momento che la lunghezza dei canti procrastinava assai la recita del Mattutino. 

Prosegue ancora l'Arcidiacono Paolo, riguardo il Mattutino e la Liturgia. 

<<  Ed essi non hanno certamente smesso di cantare inni o leggere lezioni fino all'alba del sole. Non credevamo che siamo stati in piedi per sei ore complete! E questo (rito) era stato celebrato per rispetto nei nostri riguardi. Ma che beneficio poteva esserci, dato che non avevamo conosciuto il sonno? (3) Siamo inciampati uscendo fuori dalla chiesa, superando tutto con fatica. Essendo già mattina, abbiamo riposato fino all'ora terza del giorno (ossia le 9-10 del mattino) quando, udendo le campane di nuovo, ci siamo recati alla Liturgia, alla quale tutti indossano i loro stichari e le loro cinture, carichi di oro, pietre preziose e gioielli in gran quantità, così come anche i loro feloni. Poi abbiamo vestito il nostro signore, il Patriarca, e prima abbiamo celebrato una Paraclisi per l'imperatore, poi abbiamo benedetto l'acqua (4). Anche l'archimandrita del monastero si è vestito: egli era un uomo santo, colto e pieno di zelo per la religione, non un lassista nei confronti della liturgia (5), e allo stesso tempo è ormai vecchio, avendo settantasette anni d'età, e ancora legge senza bisogno d'occhiali.>> [pagg. 141-142]

Le Ordinazioni multiple alla Liturgia

L'Arcidiacono Paolo prosegue, raccontando uno degli scopi del viaggio: consacrare dei chierici. 

<< E allora iniziammo la liturgia, e il nostro Maestro (il patriarca Macario) consacrò dei diaconi. >> [pag.142]

Si noti che l'ordinazione non fu singolare, ma di gruppo.

Non era la prima volta che in Russia il buon patriarca Macario ordinava qualcuno. Il suo concelebrante e patriarca di Mosca, per la domenica dell'Ortodossia (I di quaresima), aveva domandato di consacrare altri chierici, e viene descritta nelle pagine 45-47 del II volume dei Viaggi:

<< Il Patriarca di Mosca salì sul suo trono, mentre il nostro Maestro (Macario) ha preso posto alla destra di lui, e ai loro lati tutti i sacerdoti. Gli Archimandriti e i cappellani di corte recavano seco le icone, e si posero al lato orientale della chiesa. Dopo che tutti ebbero riverito le immagini e il coro ebbe cantato il policronio, l'imperatore si presentò ai due patriarchi e si inchinò a loro, dopodiché a distanza lo aspersero con l'acqua santa e gli diedero la croce da baciare, per poi tornare al suo solito posto, presso il pilastro. Il Patriarca [di Mosca] ha chiesto al nostro Maestro [Patriarca di Antiochia] di consacrare e di conseguenza hanno ordinato alcuni sacerdoti e alcuni diaconi; e dopo aver recitato le Ore, hanno iniziato la Liturgia nel santuario.>>; 

Interessante notare come le ordinazioni non erano inserite nella liturgia, ma erano un rituale a parte, recitato dopo l'ingresso dei vescovi e dell'imperatore, quindi immediatamente dopo le formalità rituali.  Ancora, l'arcidiacono Paolo racconta:

<< Nella terza domenica (di Quaresima), il nostro Signore (Macario) recitò una Liturgia presso il monastero di Dievitza, e vi ordinò anche dei preti e dei diaconi, che il Patriarca (di Mosca) aveva inviato là a causa del loro grande numero. E allo stesso modo, anche nella quarta domenica (di Quaresima) il Patriarca (di Mosca) ordinò altri preti e altri diaconi, e il giorno dell'Annunciazione l'imperatrice donò a tutti dei pesci meravigliosi, secondo i loro costumi. >>  [pag.80]

Ancora a pagina 88, il patriarca Macario...

<< Nella quinta domenica di digiuno, fu suonata la grande campana in onore dell'imperatrice, perché lei era nata nel mese di Nisan ed era stata chiamata Maria. Ella era solita organizzare un grande banchetto per questa festa, al quale partecipavano i Boiari con le loro mogli. Se vi fosse stato anche l'Imperatore, anche il clero sarebbe stato presente. E nella chiesa del Monastero il nostro Maestro (Macario) celebrò una Liturgia, e ordinò sacerdoti e diaconi.>>;

Sembra incredibile che ovunque andasse, il patriarca d'Antiochia ordinasse un piccolo esercito di sacerdoti e diaconi. Probabilmente, ma questa è una ipotesi del sottoscritto, la colonizzazione della Siberia e la costruzione di nuovi centri urbani e villaggi richiedeva anche la fondazione di nuove chiese e monasteri, e quindi si provvedeva proprio in quel periodo. Allo stesso tempo, una epidemia di peste aveva colpito la Russia in quel secolo: il bisogno di chierici era evidente. 

Da pagina 103 a pagina 128, numerose altre volte il testo ci presenta ordinazioni presbiteriali e diaconali, il più delle volte celebrate dal patriarca di Antiochia. In uno di questi resoconti, era presente perfino il patriarca di Serbia ad ordinare, per le proprie diocesi, una massa di chierici. 

<< E dopo la processione nel cortile del monastero, organizzarono il tavolo per l'aghiasma dinnanzi alle porte della chiesa, e iniziarono un canone di preghiera (per benedire l'acqua). Nel mentre, il nostro Maestro ordinava preti e diaconi.>>[pag.155]

<< Alla vigilia del Sabato, abbiamo assistito ad una commemorazione dei defunti (6), vestendo i nostri mantelli, al Convento delle Monache, celebrato in onore dello zar Ivan. Il giorno dopo, dopo la Liturgia, fu offerto un banchetto. Di venerdì, il ventottesimo giorno del mese, il Maestro nostro Macario celebrò una Liturgia e ordinò sacerdoti e diaconi.>> [pag.207]

La parola che il traduttore inglese ha usato per "mantelli" è copes, ovvero sia "piviali" (in italiano). E' ragionevole piuttosto ritenere che l'originale greco mantias significhi semplicemente il mantello nero dalle larghe maniche, che i latini chiamerebbero "abito corale", il quale è vestito dal clero non celebrante. Interessante anche vedere come un giorno aliturgico come il venerdì diventa occasione di ordinazione! Nella cronaca, vi è un estratto delle tradizioni sulla Settimana Santa:

<< Al mattino del Grande Sabato (ossia del Sabato Santo), dopo aver celebrato il Rito del Sepolcro alla chiesa del monastero, in carrozza ci hanno portato fino alla chiesa detta della Corta; e dopo aver indossato i paramenti, è arrivato l'Elemosiniere (7) e tutti i sacerdoti si sono riuniti presso il luogo dove si tiene il sepolcro (8) e hanno distribuito ai presenti le candele; abbiamo poi celebrato una processione pomposa attorno alla chiesa, e dopo essere rientrati e aver concluso la Liturgia, abbiamo ordinato preti e diaconi. >> [pag. 333]

Conclusioni

Il Viaggio racconta perlopiù di ordinazioni di Massa celebrate dal patriarca Macario su richiesta del suo confratello di Mosca, ma a corollario di queste ordinazioni viene svelato un interessante mondo rituale e spirituale, fatto di antiche consuetudini che ancora oggi possiamo (parzialmente) vedere nell'attuale prassi liturgica della Chiesa ortodossa russa.

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NOTE

1) Non sfugge la lunghezza complessiva del rito, il quale, avendo tutto cantato secondo antiche consuetudini, era di gran lunga più prolisso rispetto al ritmo cui erano abituati i greci di allora (e forse anche quelli di oggi). 

2)  Litia. 

3) Il sarcasmo dell'arcidiacono è indicativo della differenza di prassi fra la Vecchia Russia e le Chiese di stile greco, nelle quali il Mattutino e il Vespro sono quasi sempre separati. Nell'attuale uso russo, ancora sussiste il concetto di Veglia di Tutta la Notte, celebrata per le feste e ogni sabato sera, in preparazione alla domenica. 

4) Aghiasmos nel testo. 

5) il traduttore inglese utilizza la parola curtailer, ossia "qualcuno che taglia (qualcosa)". 

6) In greco del testo originale, μνημοσυνον. Esso è un servizio liturgico di commemorazione dei defunti, attraverso il quale si prega per l'anima dei morti e per la loro salvezza.

7) Nelle chiese antiche, l'Elemosiniere era un grado ecclesiastico molto ambito, una sorta di tesoriere della cattedrale, che si occupava anche di gestire le attività filantropiche. Una figura molto influente nelle corti episcopali del tempo. 

8) Nel rito del Sabato Santo, si porta in processione una immagine di Cristo addormentato, di solito adagiata su una lettiga di fiori, e tutti la riveriscono. 

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