lunedì 2 gennaio 2017

I Padri della Chiesa sulla Comunione frequente

Molti sedicenti tradizionalisti affermano che la prassi sconsolante di prendere la comunione meno possibile sia una pia usanza. Pare impossibile, ma l'esortazione di Cristo stesso: << chi mangia la mia carne e beve il mio sangue avrà la vita eterna >> (Giovanni 6:54) sembra non bastare. Il problema per molti sono le regole alimentari del digiuno e la preparazione alla Comunione, che molti dicono essere troppo lunghe e debilitanti. 


Il senso è che la vita cristiana impone un piccolo sacrificio - minimo, se si pensa al Mistero dell'Eucarestia! - di poche ore di digiuno, e un'ora dedicata alla preghiera preparatoria alla vigilia della comunione. Se sembra tanto questo... 

Canoni sulla Comunione

Secondo il canone VIII di san Timoteo, i malati che in umiltà vogliono prendere la Comunione, sono dispensati dal digiuno. 

Secondo i canoni II, III, IV di san Basilio Magno, solo coloro che sono in peccato mortale devono necessariamente confessarsi. Gli altri possono prendere comunione anche senza confessione sacramentale. Ricordiamo che i peccati mortali sono: apostasia, omicidio, adulterio, fornicazione fuori dal matrimonio, aborto, pedofilia, omofilia, sacrilegio, spergiuri, bestemmie, idolatria, consulto di maghi e indovini, uso di droghe, incesto. 

Il canone II di Antiochia, stabilisce: 

Quanti raggiungono la chiesa e rimangono ad ascoltare le Scritture, ma non assumono l'Eucarestia, siano espulsi dalla comunità finché non ottengono dal confessore l'assoluzione.

Come non pensare a quanti, pur potendo, non si accostano mai al calice, pur frequentando la liturgia ogni domenica! Il canone II di Antiochia, congiuntamente al canone IX degli Apostoli, stabilisce sempre: 

Coloro che, pur potendo, non si recano alla divina liturgia per tre domeniche consecutive, evitando quindi di partecipare del Corpo di Cristo, siano scomunicati

Visione Patristica della Comunione

San Paolo Apostolo condanna chi si comunica indegnamente (1Corinzi 5:11) e per questo la Chiesa ha istituito la recita delle preghiere di preparazione e il digiuno eucaristico. Molti Santi Padri si sono espressi sull'importanza di ricevere il Sacramento. San Basilio, nella Lettera 93esima, dice:

E' buono e profittevole ricevere la Comunione ogni giorno, e ricevere il santo corpo e sangue di Cristo. [...] In verità vi dico, io prendo comunione quattro volte la settimana: il giorno del Signore (domenica), il Sabato, il venerdì e il mercoledì

San Giovanni Cassiano scrive:

Non dobbiamo rifiutare la Comunione col pretesto di ritenerci peccatori: ma anzi, accostiamoci ad essa con maggior frequenza, per la guarigione dell'anima

Il canonista Zonaras, nel XII secolo, scrive:

Coloro che sono in chiesa per il Santo Sacrificio rimangano pazientemente fino alla fine del rito e alla Santa Comunione.

San Simeone di Tessalonica propone di ricevere il corpo e il sangue di Cristo almeno una volta al mese. San Nicola Cabasilas, nel XIV secolo, dice che coloro che non si comunicano pur essendo stati presenti alla Liturgia,commettono sacrilegio.  San Macario di Corinto, nel XVIII secolo, scrive:

Se puoi prendere comunione due o tre volte l'anno è bene. Ma di gran lunga migliore sarebbe poterla prendere tanto maggiormente possibile

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FONTE

Tutte le citazioni patristiche sono state prese dall'articolo Confession, Communion and Preparation for Communion

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