venerdì 13 gennaio 2017

Omelia sul Battesimo del Signore (San Massimo di Torino)

San Massimo di Torino (+465 d.C.) fu un grande oratore, compositore di grandi raccolte di omelie e di critica testamentaria, fu prima allievo di s. Ambrogio di Milano e di sant'Eusebio di Vercelli e si dedicò con costanza alla propagazione della retta fede nel Piemonte: è considerato il fondatore della arcidiocesi di Torino. Presentiamo in questo articolo un estratto del suo sermone sul Battesimo del Signore

Il Vangelo ci racconta che il Signore venne al Giordano per essere battezzato e volle che in questo stesso fiume la sua consacrazione fosse confermata da segni celesti. Non dobbiamo meravigliarci che in questo egli abbia preceduto tutti gli altri. Volle compiere per primo quello che comandava di fare, per insegnare - da buon maestro - la sua dottrina non tanto con le parole, quanto piuttosto con gli atti che compiva... E' significativo che questa festa segua, nello stesso volgere di tempo, quella della nascita del Signore, nonostante siano intercorsi degli anni fra i due avvenimenti, perché credo che tale festività celebri ancora una nascita... Là nasce come uomo e Maria, sua madre, lo riscalda stringendolo al seno; qui nasce secondo il mistero e Dio, suo Padre, lo abbraccia con la carezza della sua voce, dicendo: Questi è il mio Figlio diletto nel quale ho riposto ogni mia compiacenza, ascoltatelo (Mt. 3, 17 e 17, 5)...
Oggi dunque il Signore Gesù è venuto a ricevere il battesimo e ha voluto che il suo corpo fosse lavato nell'acqua del Giordano. Qualcuno forse dirà: «Perché ha voluto farsi battezzare se è Santo?». Ascoltami dunque: Cristo è battezzato, non per essere santificato dalle acque, ma per santificare lui stesso le acque e per purificare - lui, puro - le acque che tocca. Si tratta dunque più di una consacrazione dell'acqua che di quella del Cristo.
Dal momento in cui il Salvatore è lavato, tutta l'acqua è resa pura in vista del battesimo di noi tutti é viene purificata la sorgente, perché la grazia del lavacro passi alle generazioni che si succederanno nel tempo.  Il Cristo passa per primo attraverso il battesimo, perché i popoli cristiani seguano con fiducia il suo esempio. Così la colonna di fuoco precedette i figli di Israele nel Mar Rosso, perché la seguissero coraggiosamente nel cammino da essa indicato e, ancora per prima, attraversò le acque, per preparare la strada a quanti la seguivano. Quest'avvenimento fu, secondo la parola dell'Apostolo, una figura del battesimo (cfr. 1Cor. 10, 1 ss.) e battesimo era veramente quello in cui gli uomini erano coperti da una nube e portati dalle acque. Tutto ciò ha compiuto lo stesso Cristo nostro Signore, che, come allora aveva preceduto nella colonna di fuoco i figli d'Israele, così nel Giordano precedette nella colonna del suo corpo i popoli cristiani. La stessa colonna, dico, che illuminava gli occhi degli Ebrei in marcia, dona la luce ai cuori dei credenti. Allora essa tracciò un cammino sicuro tra le onde, ora corrobora la via della fede in questo lavacro: chi procederà intrepido, con fede, come i figli di Israele, non temerà la persecuzione degli Egiziani.

San Massimo di Torino, Homilia XXX De Epiphania, PL 57, 291-294.

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