domenica 15 gennaio 2017

Perché la Bibbia dei Settanta è la vera Bibbia - 3° Parte

Continua dalla seconda parte.

Il concetto espresso da S. Paolo in Rm 1,18ss, è tratto incontrovertibilmente da Sapienza 13,1-9. Per sintesi non riporto tutto ma solo alcune frasi che sono quasi identiche.
Rm 1,20 << Infatti le sue proprietà invisibili, la sua eterna potenza e divinità, si rendono visibili all'intelligenza delle creature del mondo nelle opere da lui fatte. Così essi sono inescusabili >>.
Sap.13,5/8-9 << Difatti la grandezza e bellezza delle creature per analogia si contempla il loro autore… Neppure costoro però sono scusabili, perché, se sono riusciti a conoscere tanto da poter esplorare il mondo, come mai non ne hanno trovato più facilmente il sovrano? >>

Rm 1,23/25 << e scambiarono la gloria del Dio incorruttibile con le sembianze di uomo corruttibile, di volatili, di quadrupedi, di serpenti… e adorarono e prestarono un culto alle creature invece che al Creatore >>.
Sap.13,1-2 <<...esaminandone le opere non riconobbero l'artefice. Ma o il fuoco o il vento o l'aria veloce, la volta stellata o l'acqua impetuosa o le luci del cielo essi considerarono come dei, reggitori del mondo >>.

San Paolo si serve varie volte della Sapienza per elaborare i suoi discorsi. Ecco un altro esempio:

Ef. 6,13-17 << Prendete dunque l'armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno malvati e restare saldi sopo aver superato tutte le prove. State saldi, dunque, avendo ai fianchi la cintura della verità, indosso la corazza della giustizia e calzati i piedi con la prontezza e diffondere il vangelo della pace; in ogni occasione imbracciando lo scudo della fede, col quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno; prendete l'elmo della salvezza e la spada dello Spirito, cioè la parola di Dio.

Sap 5,17-19 << Egli prenderà per armatura il suo zelo e userà come arma il creato per punire i nemici, indosserà la giustizia come corazza e si metterà come elmo un giudizio imparziale, prenderà come scudo la santità invincibile >>.

Anche per quanto riguarda gli altri libri vi sono riferimenti, analogie, profezie o citazioni.

-Ap. 21,18-21 << Le mura sono costruite con diaspro e la città è di oro puro, simile a terso cristallo, I basamenti delle mura della città sono adorni di ogni specie di pietre preziose. Il primo basamento è di diaspro, il secondo di zaffiro [...]. E le dodici porte sono dodici perle; ciascuna porta era formata da una sola perla. E la piazza della città è di oro pure, come cristallo trasparente >>. Si rifà a:
Tobia 13,17 << Gerusalemme sarà ricostruita come città della sua dimora per sempre. Beato sarò io, se rimarrà un resto della mia discendenza per vedere la tua gloria e dare lode al re del cielo. Le porte di Gerusalemme saranno ricostruite con zaffiro e con smeraldo e tutte le sue mura con pietre preziose. Le torri di Gerusalemme saranno ricostruite con oro e i loro baluardi con oro purissimo. Le strade di Gerusalemme saranno lastricate con turchese e pietra di Ofir >>.


Mt. 7,12 << Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti >>. E' il principio, in senso attivo, di
Tb. 4,15 << Non fare a nessuno ciò che non vuoi sia fatto a te >>.

Ap 1,4 << Grazia a voi e pace da Colui che è, che era, che viene, e dai sette spiriti che stanno davanti al suo trono >>. Essi sono gli angeli del libro di Tobia:
Tb. 12,15 <>.

Lc 1,52 << Ha rovesciato i potenti dai troni e ha innalzato gli umili >> è una citazione di:
Ecclesiastico 10,15 << il Signore ha rovesciato il trono dei potenti e fa sedere gli umili al loro posto >>.

Gc 1,19 << sia ogni uomo pronto ad ascoltare, lento a parlare >> , apprende l'insegnamento da:

Eccli 5,11 << sii pronto ad ascoltare, lento a dar risposta >>.

1Pt 1,6-7 << Perciò gioite, pur dovendo ora soffrire un poco in prove svariate, affinché la genuinità della vostra fede, molto più preziosa dell'oro, che perisce eppure viene purificato col fuoco...>>.
Eccli 2,4-5 <>.

Il Libro di Giuditta profetizza sia la benedizione di Dio su Maria, che la divinità di Gesù; c'è una relazione anagogica tra Giuditta e Maria, Dio e Gesù. Il significato profetico è tanto forte che vi si legge la vittoria della Chiesa che, assieme a Maria, “tronca la testa del nemico”. Ecco i passi:

Lc 1,42 << Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! >>.

Gdt. 13,18 << Benedetta sei tu, figlia, davanti al Dio altissimo più di tutte le donne che vivono sulla terra, e benedetto il Signore Dio che ha creato il cielo e la terra e ti ha guidato a troncare la testa del capo dei nostri nemici >> e si lega alla vittoria della Chiesa preannunciato da Genesi e Apocalisse:
Gn 3,15 << Io porrò inimicizia fra te e la donna, fra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno >>.
Ap. 12,17 << Allora il drago si infuriò contro la donna (Maria) e se ne andò a fare guerra contro il resto della sua discendenza (la Chiesa) >>.

Il libro dei Maccabei, svela il significato oscuro di una frase rivolta ai Corinzi da Paolo. I Protestanti arrivano alle conclusioni più disparate e discordanti proprio perché a loro manca il libro che contiene il passo citato da Paolo, trasfigurato in chiave cristiana.

1 Cor 15,29 << Se così non fosse, che cosa farebbero quelli che si fanno battezzare per morti? Se assolutamente i morti non risorgono, perché si fanno battezzare per loro?>>.
2 Mac 12,44 << Perché, se non avesse avuto ferma fiducia che i caduti sarebbero risuscitati, sarebbe stato superfluo e vano pregare per i morti >>.
Paolo si riferisce certamente ad un rito in suffragio per i morti, che proprio come il Battesimo, purifica l'anima del defunto. Le preghiere per i morti appartengono alla Tradizione rivelata e custodita dalla Chiesa, assente però nelle confessioni protestanti.

Eb. 11,35 << Altri, poi, furono torturati, non accettando la liberazione loro offerta, per ottenere una migliore risurrezione >>
Si rifà a tutta una vicenda riportata nel secondo libro dei Maccabei. E' certo che l'autore ebbe in mente quel racconto dato che, di tutto l'Antico Testamento, solo nei Maccabei si parla in modo così emblematico della risurrezione.
2Mac 6,18 – 7,42 (per brevità non riporto il testo).

Anche Baruc viene citato.

1 Cor <<… dico che quei sacrifici sono offerti ai demòni e non a Dio >> cita:

Bar 4,7 << Avete irritato il vostro creatore, sacrificando a demoni e non a Dio >>.

In Giuda è presente una citazione di Enoch, libro non attestato nella Settanta, ma certamente autorevole essendo considerato anche da vari padri dei primi secoli e contenuto tutt'oggi nella Bibbia della Chiesa Ortodossa Etiope.

Ci sono certamente molti altri rimandi di cui non sono a conoscenza. Probabilmente non tutti i libri del canone lungo sono citati; questo non deve preoccupare, anche vari libri universalmente considerati ispirati non sono direttamente citati, come Ester, Esdra e Neemia. Anche il Cantico dei cantici, pur contenendo importanti figurazioni della Chiesa, non è mai citato; lo stesso dicasi per l'Ecclesiaste.

Il Celebre passo della Lettera di Pietro, in cui egli dice che tutta la Scrittura è ispirata da Dio, certamente va riferito a tutti i libri che, come abbiamo visto, erano tenuti in considerazione; nondimeno tutta la Settanta dato che era la versione utilizzata dagli Apostoli e nessuno di loro aveva sollevato dubbi circa alcun libro.

I protestanti più preparati avranno certamente da obiettare e passerebbero al contrattacco mostrando le contraddizioni che sarebbero presenti nei libri da loro considerati apocrifi.
Più che confutare punto per punto le classiche critiche mosse dai protestanti, rischiando la pedanteria, sarà molto più interessante e “brioso” evidenziare alcune incongruenze presenti nei libri ebraici e nel nuovo testamento, valutando il concetto di ispirazione divina sotto una prospettiva più realistica, profonda e soprattutto teantropica.


Mt. 27,9 << Allora si compì quanto era stato detto per mezzo del profeta Geremia: E presero trenta monete d'argento, il prezzo di colui che a tal prezzo fu valutato dai figli d'Israele >>.
Zc. 11,12-13 <>.
Com'è facile notare, Matteo ha confuso Zaccaria con Geremia.

Mc 2,25-26 << Non avete mai letto ciò che fece Davide, quando si trovò nel bisogno e tanto lui quanto i suoi compagni avevano fame? Come, cioè, al tempo del sommo sacerdote Abiatar entrò nella casa di Dio e mangiò i pani sacri che non possono mangiare se non i sacerdoti, e ne diede pure ai suoi compagni?>>.
1Sam 21,2/7 << Davide si recò a Nob dal sacerdote Achimelec...Il sacerdote gli diede il pane sacro, perché non c'era là altro pane che quello dell'offerta >>.
Anche qui altro errore da parte dell'Evangelista, che confuse Abiatar con Achimelec.


1Re 22,44 << (durante il regno di Giosafat, N.d.A) Ma non scomparvero le alture; il popolo ancora sacrificava e offriva incenso sulle alture >>.
2Cr 17,6 <di Giosafat
) cuore divenne forte nel seguire il Signore; eliminò anche le alture e i pali sacri da Giuda >>.
C'è un'evidente contraddizione tra le alture preservate del libro dei Re e quelle eliminate di Cronache.

Gn 6,19 << Di quanto vive, di ogni carne, introdurrai nell'arca due di ogni specie, per conservarli in vita con te: siano maschio e femmina >> subito dopo dice di prenderne sette paia:
Gn 7,2 << Di ogni animale pure prendine con te sette paia, il maschio e la sua femmina; degli animali che non sono puri un paio, il maschio e la sua femmina >>.

Gn 1,26 << (Come ultima opera della creazione) Dio disse: Facciamo l'uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza: domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutti gli animali selvatici e su tutti i rettili che strisciano sulla terra >>.

Gn 2,4-5/7-9/18-19 << Nel giorno in cui il Signore Dio fece la terra e il cielo nessun cespuglio campestre era sulla terra, nessuna erba campestre era spuntata, perché il Signore Dio non aveva fatto piovere sulla terra e non c'era uomo che lavorasse il suolo...Allora il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente.
Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l'uomo che aveva plasmato. Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare...Il Signore Dio disse: “Non è bene che l'uomo sia solo: voglio fargli un aiuto che gli corrisponda”. Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di animali selvatici e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all'uomo...>>

Ora, è chiaro che: o l'uomo è stato creato prima degli animali e dei vegetali, o dopo, i racconti sono dunque in contraddizione.

Abbiamo visto alcune incongruenze presenti nei libri canonici e addirittura nei Vangeli, sono dunque tutti da scartare? Se dovessimo seguire la logica che i protestanti utilizzano per valutare i libri da loro esclusi, la risposta è sì. La verità però è da un'altra parte.
L'ispirazione divina copre sì tutta la Scrittura, ma Dio non detta parola per parola; dettatura e ispirazione sono concetti molto diversi. Lo Spirito Santo illumina la mente degli scrittori affinché questi riportino, secondo la loro intelligenza, secondo la loro cultura, secondo la loro umanità, il Verbo di Verità. Verità infallibile che ricopre la dottrina, l'insegnamento e l'economia di salvezza che Dio ha per l'uomo. Questi, anche sotto ispirazione, è libero di scegliere le parole e lo stile, poiché Dio non annichilisce l'uomo, ma anzi si unisce a lui secondo il mistero teantropico che è Cristo. Qualche contraddizione su aspetti materiali, una svista, un'imprecisione o imperfezione stilistica non riflettono minimamente sul significato salvifico che tutta la Scrittura, da Genesi ad Apocalisse, rivela all'uomo, ma è solo l'impronta inevitabile dell'umanità – di cui Dio si serve – degli agiografi.
Da tutto ciò si deduce che il travisamento protestante del concetto di ispirazione, in un morboso, ossessivo e compulsivo attaccamento alla singola parola e accanimento al singolo versetto, è di matrice eretica e satanica.

Quando S. Girolamo dice << anche l'ordine delle parole è un mistero >> (Ep 57,5), va inteso alla luce della sua profonda venerazione per la Sacra Scrittura, non certamente secondo un concetto fondamentalista e distorto.
L'ispirazione considerata in chiave teantropica garantisce un'esegesi più profonda e permette al fedele di oggi, facilmente scandalizzabile, di accostarsi alla Bibbia con meno timore.
Così un racconto storico, il cui autore è stato ispirato da Dio affinché fosse riportato, va letto considerandone la mentalità. Così, nel linguaggio dell'epoca, guerre permesse da Dio affinché il popolo eletto venisse preservato da culti pagani e poter ricevere il Cristo, diventano comandi espliciti del Signore. Viceversa, una guerra persa una punizione.
Nel linguaggio semitico tutto appare come atto positivo di Dio, anche quando evidentemente non è così. Se così non fosse, dovremmo forse considerare letteralmente il seguente passo?

Mt 6,13 << e non indurci (eiseneghkesin, portare/introdurre/indurre) in tentazione >> .

Leggendo alla lettera, è Dio stesso che fa o non fa “entrare” nella tentazione, eppure il significato reale di ciò che si vuole esprimere è “non permettere che entriamo nella tentazione”.
I racconti dell'Antico Testamento, inoltre, prima di essere messi per iscritto, furono tramandati oralmente per secoli e arricchiti della fervida immaginazione popolare (ribadisco arricchiti, non distorti) il tutto così riportato per volere di Dio.
Bisogna poi tener conto dei generi letterari, per cui il genere storico non è quello profetico e così via.
Detto questo, un lettore debitamente informato, non si scandalizza di certo incontrando un passo come il seguente:


1Sam 15,3/18-23  << (il Signore si rivolge a Saul N.d.A) Va', dunque, e colpisci Amalek, e vota allo sterminio quanto gli appartiene; non risparmiarlo, ma uccidi uomini e donne, bambini e lattanti, buoi e pecore, cammelli e asini... (Samuele a Saul) - Il Signore ti aveva mandato per una spedizione e aveva detto: “Va', vota allo sterminio quei peccatori di Amaleciti, combattili finché non li avrai distrutti”. Perchè dunque non hai ascoltato la voce del Signore e ti sei attaccato al bottino e hai fatto il male agli occhi del Signore? - Saul insisté con Samuele: “Ma io ho obbedito alla parola del Signore, ho fatto la spedizione che il Signore mi ha ordinato, ho condotto Agar, re di Amalek, e ho sterminato gli Amaleciti. Il popolo poi ha preso dal bottino bestiame minuto e grosso, primizie di ciò che è votato allo sterminio, per sacrificare al Signore, tuo Dio, a Galgala” Samuele esclamò: “Il Signore gradisce forse gli olocausti e i sacrifici quanto l'obbedienza alla voce del Signore? Ecco, obbedire è meglio del Sacrificio, essere docili è meglio del grasso degli arieti. Sì peccato di divinazione è la ribellione, e colpa e terafim l'ostinazione. Poichè hai rigettato la parola del Signore, egli ti ha rigettato come re >>.

Il racconto, non la forma in cui viene presentato, è storico: Saul, secondo le direttive di Samuele, mosse guerra agli Amalechiti; trasgredito il comando, fu cacciato.
Questa narrazione, per ispirazione divina, fu presentata in una forma che permetta di scorgere un ammonimento per le generazioni più prossime (oltre che, a livello letterale, un importante documento storico del popolo d'Israele), e un insegnamento per noi cristiani. I livelli di lettura, infatti, sono tre: letterale, morale e spirituale.

Dato che tutto l'Antico Testamento viene trasfigurato alla luce del nuovo, i padri della Chiesa attestano che, dei racconti veterotestamentari inerenti le guerre – permesse al popolo ebraico così da mantenersi integro per la venuta del Signore – va applicata una lettura morale spirituale da cui trarre insegnamenti.
Leggendo attentamente si ricava che Saul, ad un comando di Dio, ha opposto la sua intenzione di offrire sacrifici al Signore, considerandola più nobile e gradita. Si trattava di un atto rivolto a Dio come complemento al compito assegnato, eppure il Signore non gradì e Samuele rimproverò Saul duramente. 
Questo deve indurci a essere vigili e analizzare bene le nostre intenzioni più recondite, così da fare sempre la volontà di Dio senza indugio, accettandola senza disquisire anteponendo un nostro ideale o semplice intenzione che, per quanto nobile, contrasta con la Sua volontà. E' importante tenere sempre a mente che senza l'assenso del Signore nulla è benedetto, e l'umano impegno o la nobile intenzione non potranno mai produrre qualcosa di superiore a ciò che Dio stabilisce.


In questi giorni ho trovato qualcuno che citava un passo di Ezechiele – debitamente frainteso - evidenziando da un lato l'incoerenza e dall'altra la “cattiveria” di Dio, al fine di screditare le Scritture.

Ez 20,25-26 << Allora io diedi loro persino leggi non buone e norme per le quali non potevano vivere. Feci sì che si contaminassero nelle loro offerte, facendo passare per il fuoco ogni loro primogenito, per atterrirli, perché riconoscessero che io sono il Signore.
Ez 20,30-31 << Così dice il Signore Dio: Vi contaminate secondo il costume dei vostri padri, vi prostituite secondo i loro abomini, vi contaminate con tutti i vostri idoli fino ad oggi, presentando le vostre offerte e facendo passare per il fuoco i vostri figli, e io mi dovrei lasciare consultare da voi, uomini d'Israele? >>.

Tutto ciò che nella prima citazione è prescrizione di Dio, nella seconda diventa libera trasgressione del popolo che decide di seguire costumi abominevoli.
Qui il problema, oltre alla contraddizione, è che Dio dice di aver dato leggi non buone che prescrivono addirittura il sacrificio di bambini.
Può Dio dare leggi non buone? Certo che no. Infatti il primo passo non va letto secondo la mentalità ebraica, in cui tutto è azione diretta di Dio, ma come permissione, lasciandoli al loro arbitrio, ammonendoli in seguito a causa della loro trasgressione

Molte incongruenze possono essere superate, ma non tutte. Alcune rientrano semplicemente in quell'imperfezione umana che necessariamente viene riflessa nel testo, così è per la contraddizione fra 1Re 22,44 e 2Cr 17,6 che ho riportato, diversamente invece per quanto riguarda il racconto della creazione in Gn 1,26 e Gn 2,4ss, del quale non va offerta una lettura fondamentalista. La contraddizione, infatti, sussiste solamente se si considera l'esegesi fondamentalista.
I racconti sono due e attestano due tradizioni differenti, difatti per tutto il primo racconto Dio viene chiamato unicamente Elohim, mentre in tutto il secondo racconto YHWH. Il redattore, sempre per volere di Dio, ha fuso queste due tradizioni a lui giunte facendone un racconto unico.
La prima parte del racconto ha un carattere maggiormente storico, oserei dire quasi scientifico (non secondo gli attuali criteri di storicità e scientificità, s'intende), non a caso l'ordine degli eventi si può raccordare alla visione moderna; la seconda, invece, ha attributi archetipici. Dal primo racconto apprendiamo l'ordine degli eventi; dal secondo, invece, la preminenza dell'uomo: a simboleggiare ciò, l'uomo viene creato per primo.


L'utilizzo della versione del Testo Masoretico, sia per quanto riguarda il canone, sia nella traduzione, è funzionale alla teologia protestante. Abbiamo però visto che la versione utilizzata dagli Apostoli e quasi all'unanimità dai primi padri della Chiesa è la Settanta.

Facile, insomma, giustificare le eresie attraverso un presunto esclusivismo biblico, se questo è attuato per mezzo di scritture corrotte. Il discorso vale anche per quanto riguarda le critiche mosse dai protestanti verso alcune dottrine delle chiese di origine apostolica, che a detta loro non si riscontrano nella Bibbia. Certamente non si riscontrano, ma nella loro falsa Bibbia! Infatti né i Padri, né la versione da essi utilizzata, corrisponde a quella dei protestanti.

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