sabato 7 gennaio 2017

San Cipriano sull'Unità della Chiesa

Articolo del servo di Dio, Giustino Ottazzi, per Cristianità Ortodossa.

C'è un discorso controverso di San Cipriano di Cartagine (210-258), utilizzato dai papisti a sostegno della loro posizione. << Chi non conserva questa unità presente in Pietro, crede di mantenersi nella fede? Chi abbandona la cattedra di Pietro, sul quale è fondata la Chiesa, confida di poter essere nella Chiesa?>> (Cipriano, Sull'unità della Chiesa CattolicaCipriano considerava, a ragione, il ministero apostolico fondato su Pietro (e non su Roma o su qualsiasi successore) a sigillo dell'unicità del ministero. Se Cristo l'avesse fondato su più persone, avremmo più ministeri, invece c'è un solo ministero al quale tutti gli Apostoli e successori prendono parte; anzi, proprio per questa ragione che non può esserci alcuna supremazia (che altrimenti indicherebbe una differenza di mandato). Ecco cosa dice Cipriano, nello stesso scritto:
<< Su uno edifica la Chiesa e, sebbene attribuisca uguale potere a tutti gli apostoli dopo la sua resurrezione e dica: “Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi. Ricevete lo Spirito Santo. Se rimetterete i peccati di qualcuno, gli saranno rimessi; se non li rimetterete, resteranno non rimessi” tuttavia, al fine di rendere manifesta l’unità, con la sua autorità ne fissò l’origine come a partire da uno. Certamente anche gli altri apostoli erano ciò che fu Pietro, dotati di un comune e pari possesso di onore e potestà, ma l’inizio si ha dall’unità, affinché la Chiesa di Cristo fosse mostrata una >>;. Tutto il discorso andrebbe inserito nel suo contesto, ovvero il contrasto con Novaziano e i suoi seguaci, il quale si era fatto nominare Vescovo in modo illegittimo, per antipatia verso il Papa di Roma Cornelio. Cipriano, dunque, spiega che essendoci un unico ministero apostolico in quanto fondato su una sola persona (Pietro), non ci si può separare dalla comunione episcopale senza porsi al di fuori della Chiesa, professando dottrine differenti da ciò che la Chiesa unanimemente professa, come se vi fosse molteplicità nel ministero apostolico. Il Vescovo non è voce indipendente, ma espressione della voce dell'Unica Chiesa avente a capo Gesù Cristo. Concettualmente, seguendo il pensiero di Cipriano, è possibile affermare che i Vescovi siano tutti successori di Pietro. Ecco cosa scrive Gaudenzio di Brescia:
<< pregherò il comune padre Ambrogio che, dopo la scarsa rugiada del mio discorso, sia lui ad irrigare i vostri cuori con i misteri delle Scritture divine. Parlerà infatti con lo Spirito Santo, di cui è pieno, e dal suo grembo scorreranno fiumi di acqua viva e, come successore dell’apostolo Pietro >>(Gaudenzio di Brescia, Trattati, XVI)

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