lunedì 13 febbraio 2017

Fotocronaca consacrazione dell'Antimensio

L'Antimensio (antimins in russo,  e antimension in greco) letteralmente significa "(quello) sopra la mensa", ed è un velo, solitamente decorato con il Cristo defunto e deposto ai piedi della Croce, oppure con altre scene della sua morte e Resurrezione, firmato dal vescovo. L'antimensio viene concesso ai sacerdoti per celebrare, e non si può celebrare su un altare senza un antimensio. Ma come si consacra l'antimensio?


Alla compieta, mentre si recita il Canone del giorno, il vescovo (o un  suo delegato) prepara il piccolo reliquario che contiene una particella di un corpo di un santo, unito al reliquiario con la cera. Dopodiché, l'antimensio viene benedetto con una mistura di acqua e vino, e viene recitato un salmo su di esso. 

Il Vescovo poi procede con la recita di alcune preghiere in ginocchio. 


Dopodiché, il clero conduce l'antimensio nel centro della chiesa e viene ancora benedetto, e viene condotto in processione attorno alla chiesa ( o dentro la stessa) mentre il coro canta l'inno ai martiri, il medesimo delle consacrazioni delle chiese. 



Dopo la processione, il clero cuce sull'antimensio il piccolo reliquiario, il quale viene benedetto con il crisma fatto di mirra. 


Il rito vero e proprio di consacrazione di un Antimensio è finito. E' costume celebrare 7 liturgie su un nuovo Antimensio prima di consegnarlo al sacerdote. Se vi sono più Antimensio consacrati nel medesimo giorno, si celebra su tutti gli antimensio nello stesso momento, sovrapponendoli uno all'altro ogni volta al momento della celebrazione. 

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Foto e testi da: Diocese of Chigago (ROCOR)



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