sabato 11 febbraio 2017

Il "Funerale" dell'Alleluia (Latinità Ortodossa)

Grazie al sito cattolico-romano New Liturgical Movement, veniamo a scoprire un antichissimo rito popolare quaresimale, scomparso con la Riforma di Trento

Ai Vespri della domenica di Septuagesima, avveniva in antico un rituale speciale, specialmente nell'Europa continentale, noto come Funerale dell'Alleluia. In pratica, giacché nel Rito Latino dal Mercoledì delle Ceneri in poi fino a Pasqua non si canta più l'Alleluia, né si recita dopo i salmi, veniva commemorata la "morte" dell'Alleluia fino al suo ritorno, connesso alla Pasqua di Cristo. Il rito del Funerale dell'Alleluia è spiegato bene in un manuale liturgico del XV secolo, rinvenuto a Toul, in Francia:

<< Il Sabato precedente la Domenica di Septuagesima, tutti i coristi si recano in sagrestia durante la recita dell'Ora Nona, a prepararsi per il Funerale dell'Alleluia. Dopo l'ultimo Benedicamus Domino [Alla fine dei Vespri] essi in processione, recando seco la Croce su asta e l'incensiere fumante, conducono un catafalco sul quale è adagiato uno stendardo con scritto "Alleluia", e svolgono una processione cantando, finché non raggiungono il chiostro: lì depongono il catafalco nella terra, lo benedicono con l'acqua santa e lo incensano, e dopo se ne ritornano in sagrestia per la medesima maniera. >> 


cattolici tradizionalisti francesi a Londe-Les-Maures che celebrano il funerale dell'Alleluia

Alessandro II, pontefice dal 1015, ordinò che questo rito fosse eseguito con ogni onore, e ne è rimasta traccia fino all'epoca di Trento. I coristi cantavano un inno speciale durante il tragitto del "feretro" dell'Alleluia, e per l'occasione ne furono scritti davvero tanti. Il più famoso è un inno di un Anonimo del X secolo (900 d.C. circa): 

Alleluia, inno di letizia, voce di gioia che non può morire,
Alleluia, grido mai silente negli Eccelsi,
Coloro che abitano nella casa di Dio ti cantano senza posa.

Alleluia, tu risuoni, vera e libera Gerusalemme:
Alleluia, madre gioiosa, tutti i tuoi figli cantano con te, 
Ma dalle tristi acque di Babilonia a lutto noi ci troviamo.

Non meritiamo più di cantare: Alleluia,
Alleluia, cancella le nostre trasgressioni,
Perché il santo tempo ci conduce a piangere i nostri peccati.

Per questo con inni ti preghiamo, o Santissima Trinità
e donaci di portare a casa la tua Pasqua dal tuo Cielo,
E là con te canteremo per sempre, Alleluia.

In alcuni luoghi, la deposizione della bara con l'Alleluia veniva fatta in forma di Epitaffio, e la tela veniva portata sotto l'Altare, dalla quale poi veniva mostrata al termine dei Vespri di Pasqua, la sera del Sabato Santo. 

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