lunedì 6 febbraio 2017

L'Ortoprassi del Digiuno (padre Petru Pruteanu)

Analizzando il meraviglioso portale del padre Petru Pruteanu, non potevamo lasciarci scappare all'inizio del Triodio di quest'anno, il saggio sull'ortoprassi del digiuno per la Quaresima. Data la lunghezza del documento in romeno, abbiamo preferito offrire una sintesi adatta al formato del blog


La cacciata dei protogenitori Adamo ed Eva dall'Eden

Tipologie di Digiuno

Il santo Digiuno è uno strumento che la Chiesa utilizza per disciplinare la vita dei credenti e guidarli nella via verso la salvezza. La Chiesa ci chiede genericamente di astenerci da prodotti d'origine animale (tanto le uova, quanto il pesce, la carne) e quanto più possibile anche dalle relazioni intime con coniuge, oltreché di dedicarci maggiormente alla preghiera e all'uso cristiano della carità e dell'elemosina. Il digiuno è quindi un'arma di perfezione morale, una virtù contro la tentazione. Tra l'altro, seguire i periodi di digiuno è raccomandato anche dai medici per la salute dell'apparato digerente e per l'equilibrio psicofisico. Vediamo ora di conoscere i principali tipi di digiuno.

a) Integrale, detto anche totale: viene chiesto al fedele di astenersi da qualsiasi cibo e bevanda (financo l'acqua) per le ventiquattro ore del giorno. 

b) Aspro (xirofagìa): sono permessi acqua, pane, frutta e legumi, oltreché verdure che non debbano essere cotte (ad esempio insalata e pomodori). E' inoltre prescritto un solo pasto quotidiano.

c) Digiuno facile: si può mangiare tutto, senza olio.

d) Digiuno svincolato: si chiede di astenersi da vino e olio, e alle volte dal pesce. 

Oltre a questi generi di digiuno, esso si adatta al Calendario della Chiesa secondo le seguenti modalità:

a) Digiuno generale, quando l'intera Chiesa Universale lo prescrive (es. la Quaresima).

b) Digiuno locale, quando una particolare parrocchia o eparchia lo domanda per ottenere uno scopo spirituale (es. la cessazione di una guerra).

c) Digiuno particolare, digiuno personale che il singolo cristiano segue come regola di vita o come penitenza dopo la confessione, secondo uno schema benedetto dal proprio padre spirituale.  

Giorni di Digiuno

I giorni di Mercoledì e Venerdì di ogni settimana dell'anno sono considerati di digiuno, tranne nella Settimana Luminosa che segue la Pasqua, e in altre occasioni di festa segnate sui calendari. In alcuni monasteri, anche il Lunedì è considerato giorno magro. Inoltre, si osservano come giorni di digiuno:

- il 14 settembre, giorno dell'Esaltazione della Santa Croce.
- il 29 agosto, giorno della Decapitazione del Battista.
- il 5 gennaio, vigilia della Teofania.

Per questi tre giorni si tratta di digiuno facile, si può mangiare pesce.

I Quattro Grandi Digiuni sono:

- La Grande Quaresima, di 40 giorni.
- Il Digiuno dei santi Apostoli Pietro e Paolo che precede la loro festa, di 15 giorni.
- Il Digiuno della Dormizione della Santissima Vergine Maria, di 15 giorni.
- Il Digiuno d'Avvento, di 40 giorni. 

Per la festa dell'Annunciazione (25 marzo), anche se cade durante la Grande Quaresima, si è soliti concedere il pesce. 

Canoni sul Digiuno

La Chiesa, nel tempo, attraverso i Concili Ecumenici e i Sinodi Locali ha espresso l'importanza di seguire i digiuni e conformarsi alle usanze della Chiesa stessa, attraverso i canoni 69esimo degli Apostoli, 56esimo del VI Concilio Ecumenico, 49-52 di Laodicea, 29, 56 e 89 del Sinodo Trullano, 19esimo di Gangra. Per il clero che non rispetta i digiuni i canoni prescrivono, nei casi di akrivìa, addirittura la riduzione allo stato laicale, mentre i fedeli laici che non rispettano totalmente il digiuno per deliberata volontà di disobbedienza sono passibili di scomunica. 

Alcune indicazioni generali per i periodi svincolati dai digiuni

In genere, il mercoledì e il venerdì si chiede, come già detto, di non assumere prodotti animali e di negarsi anche il vino, il quale invece è permesso la domenica sempre - tranne che in Quaresima. Lo stesso vale per gli alcolici in genere. Nei monasteri, alla vigilia della comunione, viene richiesto il digiuno completo; i laici, specialmente coloro che lavorano in occupazioni debilitanti (operai, muratori, agricoltori) e i bambini non sono tenuti al digiuno del sabato, ma possono mangiare anche la sera evitando magari l'alcol e attenendosi al digiuno delle otto ore prima della comunione (in altre parole, cenando presto il sabato e saltando la colazione domenicale). In genere, per la gestione del proprio digiuno personale ci si attiene sempre alle direttive del proprio padre spirituale. 

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