venerdì 3 febbraio 2017

Riflessioni sul Mattutino fatto di sera (Petru Pruteanu)

Ho ritenuto il piccolo saggio di padre Petru Pruteanu interessante per conoscere meglio la spiritualità della liturgia del Mattutino nell'ortoprassi e perché sia così importante che il Mattutino si celebri nelle ore in cui esso è stato pensato che venisse celebrato. Pertanto, ne propongo gli estratti a mio vedere più significativi



Domanda: padre, sai spiegarmi perché nella maggioranza dei monasteri russi il Mattutino è celebrato unito al Vespro, di sera? Qual è la spiegazione per questa pratica liturgica e quanto è corretta?

Risposta di p. Petru Pruteanu:

La pratica di unire il Vespro e il Mattutino è prevista dal Grande Tipico di san Sava per le Veglie di Tutta la Notte (agripnie), cioè per la veglia della Domenica (il sabato sera. ndt) e per la vigilia delle Feste. E' importante capire che queste Veglie duravano in origine davvero << tutta la notte >> e infatti il Tipico non prevede la recita dell'Officio di Mezzanotte proprio perché la Veglia si concludeva con l'Ora Prima, recitata alla prima ora di luce del giorno. Il Tipico di san Sava prevedeva infatti la Liturgia celebrata di giorno e una tripartizione delle Lodi giornaliere in tre grandi gruppi:

Ciclo serale: Ora Nona, Vespro, Compieta
Ciclo mattutino: Mezonottico, Mattutino, Ora Prima
Ciclo giornaliero: Ora Terza, Ora Sesta, Liturgia

Sono quindi tre gruppi che contengono tutti gli elementi del ciclo liturgico. Nel caso il Mattutino venga celebrato la sera, molto prima della mezzanotte, anche se viene celebrato dopo cena, la "Veglia" non ha senso. Non possiamo dire "Gloria a Te che ci hai mostrato la luce" se fuori dalla finestra è buio. Un sacerdote sincero e cosciente della celebrazione non può ringraziare Dio per essersi alzato dal letto quando ancora deve cenare! Il Mattutino di sera diventa così un atto formale, una bugia. Lo stesso per un Vespro celebrato di mattina, cosa che avviene spesso durante la Quaresima. [...] Ricordiamo anche come nella pratica attuale della Chiesa Russa molte parti dell'officio sono recitate - le Stichire del Signore a Te ho gridato, le Lodi, il Canone, e così via. - i salmi 134 e 135 del polieleo andrebbero cantati integrali, e invece vengono ridotti ai primi versetti e agli ultimi versetti. La stessa sorte hanno subìto il salmo 103 al Vespro, il I catisma del salterio (ridotto al canto del Beato l'Uomo, ndt), il salmo 102 della Liturgia, e così via. [...] Pare che, invece che rispondere alla domanda, abbiamo complicato le cose. Che fare, dunque? direi, innanzi tutto, che Monasteri e Parrocchie devono avere Tipici diversi. Romeni, Greci, Serbi e Bulgari hanno cambiato lo schema nel XIX secolo mentre la Chiesa Russa ne stava discutendo al sinodo del 1917, ma la rivoluzione russa ha bloccato tutto. 

Il liturgista prosegue con alcune idee di riforma del Tipico monastico e di quello parrocchiale

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