venerdì 3 febbraio 2017

Studio storico-liturgico sul Battesimo ortodosso (padre Petru Pruteanu)

Del lungo saggio di padre Petru Pruteanu il blog offre una sintesi del suo lavoro sullo studio storico-liturgico del battesimo ortodosso, del rito del battesimo confermatosi nei secoli nelle Chiese di rito bizantino e dell'evoluzione nel corso del tempo della liturgia battesimale

Vediamo in uno schema la rapidissima evoluzione storica del rito battesimale per poi studiarne, volta per volta, i dettagli.

- Prima fase. Dal I al XIII secolo il rito del santo battesimo prendeva posto nel ciclo liturgico eucaristico, e veniva celebrato prima del Piccolo Ingresso. 

- Seconda fase. Dal XIII al XVI secolo il servizio battesimale diventa un rito particolare separato dalla Divina Liturgia. Vengono aggiunti elementi pre-battesimali e post-battesimali. 

- Terza fase. Dal XVI al XVII secolo il Battesimo viene uniformato presso tutte le Chiese ortodosse locali che adottano lo stesso rituale. 

Vediamo ora nel dettaglio alcuni rituali del battesimo. 



La benedizione dell'Acqua

E' ovviamente uno dei primi riti che compare di fianco a quello del battesimo in senso stretto. San Simeone di Tessalonica (+1429) parlando del Battesimo, spiega che il sacerdote asperge la casa del battezzando e benedice l'acqua col segno di croce in memoria del Battesimo di Cristo, ma non parla dell'aspersione della madre. 

Le tre preghiere per la madre

Compaiono nei compendiarii greci verso il XIV secolo le preghiere per la salute e la purificazione della donna che ha partorito, e risentono una influenza dal Levitico (cap. 12). Intorno ai quaranta giorni dalla nascita veniva quindi presentato al tempio il neonato e gli veniva imposto il nome, per poi battezzarlo nei giorni immediatamente seguenti. Oggidì. dato che i bambini nascono negli ospedali e non più a casa, si suggerisce che il prete di parrocchia visiti la donna in ospedale (o a casa) all'ottavo giorno e compia le preghiere di purificazione e la prima benedizione in un colpo solo. 

La preghiera per l'aborto spontaneo è un genere di preghiera che re-introduce la donna, resa "impura" dal sangue del feto e dalla sua morte violenta, nella vita della chiesa. Ovviamente non è una colpa della donna (si parla di aborto spontaneo naturale) ma anche qui rimane un eco dell'Antico Testamento. La preghiera attuale "per l'aborto" è invece la fusione di due antiche preghiere diverse, la prima per l'aborto naturale, l'altra per l'aborto premeditato, che oggi sono state fuse insieme. 

Dopo l'imposizione del nome all'ottavo giorno il neonato è considerato "cristiano senza battesimo" perché è nato da genitori cristiani (cfr. ICor. 7:14) e gli viene quindi imposto un nome di un santo. E' molto importante che, qualora il rito dell'ottavo giorno venga celebrato in prossimità del battesimo (vedi ad esempio il battesimo di adulti), la preghiera del nome venga letta comunque, giacché il nome dato ci ascrive nella Chiesa. 

Il Rito dei Quaranta Giorni - o "Presentazione al Tempio"

Il rito che si officia per l'infante in chiesa al raggiungimento del quarantesimo giorno di vita è un rito pre-battesimale anche se oggidì molti romeni lo celebrano dopo il battesimo. Una domanda intelligente è: come si fa a "presentare al tempio" un bambino non battezzato? Analizziamo gli elementi del rito.
a) Due preghiere per la salute dell'anima e del corpo per la madre del bambino, sviluppatesi fra il VIII e il XI secolo, che hanno anche lo scopo di riammettere ai sacramenti la madre. 

b) Tre preghiere per l'infante, che sono la continuazione delle precedenti: e per questo bambino... e fra gli scopi di benedizione di queste preci vi è l'obiettivo di rendere i bambini dei catecumeni. Dal momento che in antico i battesimi venivano concessi solo in determinate date annuali (Natale, Sabato Santo, notte di Pasqua, Pentecoste) i bambini erano considerati "audientes" (un rango del catecumenato) fino a quelle date, e pertanto potevano già partecipare agli offici liturgici. 

c) Conduzione del bambino all'altare. Prima del XIII secolo, indifferentemente dal sesso di appartenenza, gli infanti venivano condotti nel presbiterio e appoggiati sull'altare. Le bambine venivano presentate solo sul lato principale dell'altare, i maschi venivano condotti in cerchio per tre volte. Dal XIV secolo in poi, le bambine non sono state più ammesse dietro l'iconostasi e ci si limita a "innalzarle" dinnanzi alle porte sante. Oramai, gran parte dei sacerdoti romeni celebra la Presentazione al Tempio dopo il battesimo, ma non è la prassi antica e universale della Chiesa. 

Battesimo "propriamente detto"

I bambini venivano (e tuttora vengono) resi catecumeni con tre preghiere, in quattro esorcismi, rifiuto di satana, unione con Cristo, recita del Simbolo di Fede (il Credo Niceno-costantinopolitano) e questo schema è presente fin dal IV secolo. Nel Medioevo, le preghiere di catecumenato erano separate e venivano recitate all'inizio della Quaresima quando i catecumeni si mettevano in lista per il battesimo di Pasqua, e prendevano così il rango di "illuminati" cioè pronti ad essere battezzati. Un ricordo di questa presenza rituale è ben chiaro alla Liturgia dei Doni Presantificati quando si canta la litania "per i battezzandi". Dopo gli esorcismi e le preci del rito iniziale, si benedice l'acqua battesimale e si prega ancora; dopodiché, si immerge il candidato al battesimo. Seguendo il 50esimo canone apostolico, si immerge il battezzando tre volte nel nome delle Persone della Trinità, cui segue l'unzione del corpo per l'imposizione dei Sette Doni dello Spirito Santo (Isaia 11:2). Teoricamente dovrebbero ora seguire le Letture (Romani 6:3-11 e Matteo 28:16-20) ma molti ormai concludono cantando direttamente il tropario "quanti in Cristo vi siete battezzati". 

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