mercoledì 1 marzo 2017

La Paternità Spirituale

La paternità spirituale è uno degli attributi dell'Ortodossia e di tutta la Cristianità antica che ancora respira e nutre gli ortodossi. Ma chi è il padre spirituale?

Il padre spirituale è un sacerdote o un monaco (o una monaca, in certi casi) che si occupa della crescita nella fede, nella morale e nell'ortoprassi di una persona che lo "adotta" come guida della propria vita (da qui l'accezione "padre spirituale"). Il padre spirituale ( πνευματικός πατέρας in greco, духовник in russo e duhovnic in romeno) non è per forza il confessore, anche se i due ruoli sono molto legati. Una persona può confessarsi da un certo prete per un periodo di tempo, e poi cambiare confessore, mentre il padre spirituale dovrebbe essere tale per tutta la vita. 


Il padre spirituale, come già detto, dirige la nostra vita e ci fornisce consigli ai quali dobbiamo obbedienza, in virtù del rapporto di figliolanza spirituale col quale ci siamo legati al nostro padre spirituale (che è ben più di un "direttore di coscienza"). Raccomandiamo prudenza, tuttavia, nel ricercare figure spirituali, perché sono tanti i ciarlatani e quanti credono d'avere il dono della paternità spirituale, ma che invece non lo hanno. Se si parla qualche lingua di paesi tradizionalmente ortodossi, è molto meglio cercarsi un padre spirituale all'estero vista la carenza di figure ascetiche nel nostro Paese. Tuttavia, anche il nostro parroco può essere il nostro padre spirituale. 

La grande differenza fra la condizione dell'obbedienza monastica e dell'obbedienza "laica" al padre spirituale è la questione di quanto questa obbedienza incide sulla nostra vita. Il monaco è ritenuto totalmente sottomesso al suo igumeno (abate) e non può fare nulla, neanche cose buone, senza la benedizione del suo padre spirituale. Al contrario, è totalmente ingiusto che un prete di parrocchia pretenda una così alta forma di obbedienza da parte dei suoi fedeli parrocchiani, i quali non sono vincolati ai voti monastici e hanno una vita diversa e diversi carismi: se ad esempio un prete impone di lasciare il lavoro al suo figlio spirituale, chi manterrà la famiglia di costui? I consigli del confessore di parrocchia vanno letti e chiarificati nella mente del fedele al fine di non rovinare la sua vita. 

Non è improprio per un laico avere un monaco come padre spirituale, anche se quest'ultimo tratterà il fedele con molta akrivìa e non esiterà a impostargli la vita in modo monastico, che ha regole ben precise e difficili, non adatte a tutti. 

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