sabato 22 aprile 2017

L'Autocefalia della Chiesa Ortodossa Russa (Storia della Chiesa)

Ancora nel 1393 il patriarca ecumenico Antonio scriveva al Gran Principe di Mosca, Basilio I, intimandogli di non impedire la commemorazione liturgica dell'Imperatore di Costantinopoli, giacché l'autocrate "di tutti i romani", ossia di tutti i cristiani, non poteva che essere l'Imperatore Romano d'Oriente. Anacronisticamente i bizantini si ritenevano gli eredi di un Impero che politicamente iniziava una profonda decadenza e che militarmente era sempre meno rilevante.  Dopo il periodo di Ivan IV, venne la quiete sotto il pacifico regno del suo successore Teodoro Ivanovič, il quale fu incoronato con il rito dell'unzione, al quale seguì la comunione in altare, come per gli imperatori bizantini: qualcosa era profondamente cambiato nella Chiesa ortodossa. La Chiesa di Mosca aveva rapidamente scavalcato le antiche sedi di Kiev e di Vladimir, ottenendo uno status sempre maggiore, soprattutto dopo il Concilio del 1551. La Metropolia di Mosca, già al tempo, era la Chiesa dai territori canonici più ampi di ogni altro patriarcato, se non consideriamo Costantinopoli come formalmente comprendente Mosca stessa. Fin dal XV secolo, i metropoliti di Mosca venivano eletti e intronizzati senza intervento di Costantinopoli, con la benedizione del Patriarca Ecumenico. La Chiesa Russa non solo era de facto patriarcale già dal tempo di Ivan IV, ma cresceva di potenza e prestigio congiuntamente alla potenza e al prestigio dell'Autocrazia russa. Non ci volle molto per concretizzare l'idea dell'Autocefalia, questione che fu principiata nel 1586 quando il patriarca Gioacchino di Antiochia visitò Mosca, promettendo di discutere in futuro lo status della Chiesa Russa congiuntamente agli altri patriarchi. Nel 1588, il Patriarca Ecumenico Geremia II visitò Mosca per un viaggio di raccolta fondi, ordinando diversi vescovi per le regioni occidentali. La situazione della Russia Occidentale, oggi Bielorussia, era tragica: nel 1582 era stato adottato il calendario gregoriano e 1596 i gerarchi ortodossi avranno apostatato firmando l'Unìa di Brest coi cattolici. Nel gennaio 1589, il patriarca Geremia II chiamò un concilio "del Grande Impero Russo e dell'Impero Greco" nel quale condannare il calendario gregoriano e discutere l'autocefalia della Chiesa di Mosca: nel maggio del medesimo anno lo zar Teodoro pubblicò un atto col quale suggellava la decisione conciliare, e l'intronizzazione del nuovo patriarca di Mosca e di tutte le Russie, Giobbe, avvenne in una maniera piuttosto inusuale: fu riconsacrato dal patriarca Geremia. Canonicamente parlando, se vogliamo usare una certa formalità, l'elezione al soglio patriarcale è anticanonica nella sua forma, dal momento che non occorre riconsacrare un vescovo per innalzarlo ad un grado più alto. Forse che Geremia considerava Giobbe "invalidamente ordinato"? ad ogni modo, la Chiesa Russa ottenne il Patriarcato.


La cattedrale di san Basilio a Mosca

 L'autocefalia della Chiesa Russa fu confermata con due sinodi a Costantinopoli nel 1590 e nel 1593, i quali confermarono l'anatema al calendario papista. Nel concilio di Mosca del 1589, nei riguardi del calendario gregoriano, così fu decretato:

Coloro che empiamente non seguono i Sette Concili Ecumenici e le usanze della Chiesa, e il Menologhio che dovrebbero seguire, ma in opposizione (a questi) decidono di seguire il nuovo Paschalion  e il Menologhio degli astronomi atei del papa, e desiderano sovvertire i dogmi e gli usi della Chiesa che ci furono lasciati dai Santi Padri, che costoro siano scomunicati e posti fuori dalla Chiesa di Cristo

Il Concilio di Mosca del 1589 fu importante non solo per la decisione di concedere l'Autocefalia alla Chiesa Russa, ma perché finalmente l'ideale della Pentarchia, sopravvissuto idealmente fino ad allora, aveva cessato di esistere. Piuttosto, una nuova Pentarchia soppiantò la precedente, inserendo Mosca al quinto posto nella lista dei Patriarcati, subito dopo le sedi di Costantinopoli, Alessandria, Antiochia e Gerusalemme. L'idea filosofica di Mosca come Terza Roma sembrava prendere corpo nell'idea dello zar Teodoro e nelle mani del patriarca Giobbe. 

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BIBLIOGRAFIA

VAN DEN BERCKEN WIL, Holy Russia and Christian Europe, London: SCM Press, 1999

RIASANOVSKIJ NIKOLAJ, A History of Russia, Oxford University Press, 2000

MEYENDORFF JOHN, Byzantium and the Rise of Russia, Cambridge University Press, 1981.

MEYENDORFF JOHN, Rome, Constantinople, Moscow, Crestwood, N.Y.: St. Vladimir’s Seminary Press, 1996

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