domenica 4 giugno 2017

I Doni dello Spirito Santo

Pentecoste: la festa della Santissima Trinità, ma in modo particolare la Chiesa si focalizza su un fatto... la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli del Signore nostro Gesù Cristo. Così narrano gli Atti degli Apostoli:

Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all'improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d'esprimersi. Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei osservanti di ogni nazione che è sotto il cielo. Venuto quel fragore, la folla si radunò e rimase sbigottita perché ciascuno li sentiva parlare la propria lingua. Erano stupefatti e fuori di sé per lo stupore dicevano: «Costoro che parlano non sono forse tutti Galilei? E com'è che li sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti e abitanti della Mesopotamia, della Giudea, della Cappadòcia, del Ponto e dell'Asia, della Frigia e della Panfilia, dell'Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, stranieri di Roma, Ebrei e prosèliti, Cretesi e Arabi e li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio». Tutti erano stupiti e perplessi, chiedendosi l'un l'altro: «Che significa questo?».[Atti, 2:1-12]


Cosa significa? Il potere di parlare in lingue è stato un dono immediato e visibile per i popoli che quel giorno hanno visto gli Apostoli adombrati dello Spirito Paraclito, ma significa molto di più. Significa che la Chiesa è resa capace di portare il Vangelo in ogni luogo. Significa che la Chiesa può e deve raggiungere ogni angolo della Terra, come ci ha comandato il Signore. Alcuni si potrebbero domandare quanto sia difficile e arduo tale compito, se non impossibile, viste le contingenze umane e storiche, e le impossibilità materiali e spirituali della nostra epoca, come di quelle precedenti e di quelle future. Ebbene, i doni dello Spirito Santo per la Chiesa di Cristo sono molti, direi infiniti, ma nel Sinodo Romano del 382 furono istituzionalizzati sette carismi speciali detti "i sette doni dello Spirito Santo" i quali sono le fondamenta dell'agire della Chiesa nel mondo. 

Lo Spirito Santo è detto anche:

Spirito di Sapienza. Lo Spirito Santo ci illumina e ci istruisce nella Fede: principalmente la Chiesa terrestre esiste ed è sopravvissuta all'empietà, alle eresie, ai ragionamenti perversi e agli errori umani grazie allo Spirito Santo che ha sempre salvato la Chiesa stessa donando la sapienza alle sue personalità più sante nei momenti di grande bisogno.

Spirito di Intelletto. Lo Spirito Santo ci permette di sondare le cose e di ragionare sull'universo, trovando sempre un modo di vivere. Lo Spirito vivifica la nostra vita mentale e fisica, facendoci parte della Chiesa spirituale.

Spirito di Consiglio. Lo Spirito Santo è la fonte principale del discernimento spirituale: lo Spirito Santo ci guida nelle nostre scelte e ha guidato nei Concili e nei Sinodi della Chiesa. 

Spirito di Fortezza. Lo Spirito Santo ci rende coraggiosi di appartenere alla Chiesa e ci dà la forza per resistere alle tentazioni e alle violenze del mondo. I martiri hanno fatto della fortezza la loro virtù cardinale e lo Spirito Santo li ha supportati fino alla fine. 

Spirito di Scienza. Può essere confuso con l'intelletto e con la sapienza, ma il carisma della Scienza è la capacità di applicare l'intelletto e la sapienza ed è uno dei doni dello Spirito Santo che la Chiesa possiede: i santi hanno vissuto all'ombra dello Spirito Santo, praticando la scienza divina.

Spirito di Pietà. Lo Spirito Santo ci sostiene nella pratica della religione, dandoci sempre nuova linfa vitale nell'attendere i servizi divini e nell'adeguarci alle regole e alla morale della Chiesa. 

Spirito del Timore di Dio. Lo Spirito Santo ci concede di temere Dio. Cosa significa? tanti credono erroneamente che il timor di Dio sia una sorta di paura che noi proviamo verso Dio. In realtà, il timor di Dio è il compimento della speranza che noi riponiamo in Lui. Il rispetto e la speranza che nutriamo verso il Creatore e Signore nostro trova il suo apice nell'adorazione che gli tributiamo e nel timore, cioè nell'incrollabile devozione che serbiamo nei suoi riguardi: trattiamo le cose sacre con timore, e non con leggerezza. 

Lo Spirito Santo discende anche sull'altare per trasformare il pane e il vino nel Corpo e nel Sangue del Redentore, benedice l'acqua, il sale, l'olio, le case, gli infermi, i bambini, e tutto e tutti coloro che vengono portati ad essere benedetti. Lo Spirito Santo adombra gli aspiranti all'Ordine Sacro concedendo loro il potere di sciogliere e di legare nei Cieli e sulla Terra, secondo le promesse di Cristo. 

Dotata di questi doni, la Chiesa è armata con l'armatura della fede più perfetta, citando san Paolo, e può senza paura alcuna dedicarsi alla sua missione nel mondo. Mi disse una volta un monaco : "sai perché il mondo non si converte? perché i sacerdoti non credono più di avere lo Spirito Santo". 

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