martedì 6 giugno 2017

La città di Azov: storia di una città ortodossa circondata dai nemici

L'articolo è stato scritto dal servo di Dio Konstantin Kotelnikov.

Sullo stemma della città di Azov si può vedere due storioni, croce e mezzaluna. La croce sopra la mezzaluna simbolizza la vittoria della Russia sopra la Turchia (dell’Impero Russo sopra l’Impero Ottomano), ma non solo questo. Innanzitutto è la vittoria del Cristianesimo, dell’Ortodossia,  sull’Islam.

Azov si trova nella foce del fiume Don. La leggenda conta che la città fu fondata nell’undicesimo secolo da un khan cumano che si chiamava Azup, pero i dati scientifici, scavi mostrano che nonostante che la gente popolasse questo posto già nell’età della pietra, la città vera e propria apparve soltanto nel tredicesimo secolo, nel tempo dell’Orda d’Oro, un grande e potente stato dei tatari. Il nome tataro della città è Azak, da questa parola viene il nome russo Azov. Azak era un grande centro commerciale, tanto importante che sia veneziani che genovesi avevano qui i propri possedimenti. Gli italiani chiamavano Azak Tana, sottintendendo la città dei greci antichi Tanais. Ma infatti la Tanais antica era situata sull’altro lato della foce del fiume di Don.

L’Ortodossia penetrò ad Azak dal tempo della sua fondazione insieme agli schiavi russi che i tatari catturavano nelle loro incursioni. La città aveva un grande mercato di schiavi, molti di loro erano i prigionieri russi, mentre i loro compratori principali erano veneziani e genovesi. Nel 1475 gli ottomani conquistarono Azak e posero fine alla presenza veneziana nella città. La città fu trasformata in una fortezza turca.I genovesi lasciarono Azak prima di veneziani, subito dopo la caduta di Costantinopoli nel 1453.

Dai documenti si sa che nel tempo del potere ottomano ad Azak vicino al territorio del porto moderno si trovava la chiesa greca di San Giovanni Precursore, danneggiata durante l’assalto e presa della fortezza dai cosacchi di Don nel 1637. I cosacchi ricostruirono la chiesa. Negli anni 1641-1642 sopportarono un lunghissimo assedio e terribile serie di assalti ed attacchi dei turchi e suoi alleati tatari di Crimea, ma non si arresero. Nei nostri giorni ogni primo sabato di agosto ad Azov è il giorno della rappresentazione storica di questo atto eroico.Quando le forze dei cosacchi già erano esaurite, decisero di uscire all’ultima battaglia presto mattina fuori dalle mura della fortezza e tutti insieme dare la vita per Cristo ed amici, ma videro un miracolo: i turchi toglievano l’assedio e andavano via! Purtroppo i cosacchi non avevano le forze di mantenere la fortezza semidistrutta dai canoni turchi, troppi di loro caddero in battaglie,non avevano abbastanza viveri e munizioni. Richiesero l’aiuto al regno i Mosca, pero in quel periodo il regno di Mosca era troppo debole per mettersi in conflitto con l’Impero Ottomano e rinunciò. I cosacchi furono costretti di lasciare Azov.

Comunque la lotta secolare dei cosacchi di Don contro i turchi e tatari è una pagina gloriosa nella storia della resistenza del Cristianesimo all’offensiva aggressione islamica.

Al nome di Azov è anche collegata la fondazione della marina militare russa. Nel 1695 il giovane re Pietro I cercò di riconquistare Azov, però siccome i turchi ebbero costruito nuove, più moderne fortificazioni senza la marina militare fece fiasco. Tornò nel prossimo anno, 1696 già con la marina militare appena creata e sta volta ebbe successo. Azov fu presa.Subito l’Ortodossia cominciò a rafforzarsi ad Azov. Una moschea di pietra fu trasformata nella chiesa della Lode alla Santissima Madre di Dio (Церковь Похвалы Пресвятой Богородицы), furono fondato il monastero di San Giovanni Precursore e di nuovo consacratа la chiesa greca di San Giovanni Precursore. Però nel 1712 dopo la guerra sfortunata la Russia restituì Azov all’Impreo Ottomano. La lotta per Azov continuava la maggior parte del diciottesimo secolo e soltanto nel 1774 Azov definitivamente entrò a far parte della Russia. Vinse la Russia, vinse l’Ortodossia in questa steppa enorme come la pampa argentina.


La chiesa dell'icona miracolosa della Madre di Dio 


Icona della Madre di Dio di Azov

Nel diciannovesimo secolo Azov perse la sua importanza strategica e diventò una cittadina ordinaria provinciale.Però il periodo dell’Impero Russo era il periodo della prosperità e benessere per l’Ortodssia ad Azov. Le chiese più grandi erano la cattedrale della Dormizione, chiesa di Alessandro Nevskiy e chiesa di San Giovanni Precursore ( non quella vecchia greca in fin dei conti distrutta dai turchi ma nuova russa costruita nel diciannovesimo secolo). Il campanile della cattedrale della Dormizione, che era alto  25 metri, fungeva anche da faro alle navi.

L’arrivo al potere dei fanatici comunisti portò numerosi disastri. Tutte le chiese della città furono distrutte ( per miracolo rimase intatta la cappella dell’ospedale salvo la sua cupola demolita, nei tempi sovietici fungeva da sgabuzzino ), tutti i chierici furono repressi o fucilati. Per battezzare i figli , partecipare all’Eucarestia, la gente credente andava in campagna dove alcune chiese erano conservate e gli uffici divini nonostante di tutto continuavano. Il rinascimento dell’Ortodossia cominciò alla fine degli anni ottanta. Nel 1990 fu costruita la prima piccola chiesa, chiesa di Santa Trinità, nel 2004 si terminò la costruzione dell’edificio maggiore.

Oggi ad Azov funzionano la chiesa dell’Icona della Madre di Dio di Azov del patriarcato di Mosca, chiesa scismatica dell’icona della Madre di Dio di Azov , chiesa di San Nicola, chiesa della Santa Trinità, cappella di Luca Voyno-Yasenetskiy ( quella salvata dai comunisti con la cupola nuova, riconsacrata già in nome di Luca ), residenza dell’arciprete di San Giovanni Precursore con una piccola chiesa precaria, si costruisce la chiesa della Lode alla Santissima Madre di Dio, esiste il progetto della ricostruzione della cattedrale della Dormizione.

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