sabato 15 luglio 2017

La Chiesa Ortodossa in Abkhazia

C'è una Chiesa Locale, nell'Ecumene ortodosso, che vive una peripezia spirituale notevole. E' l'unica Chiesa ortodossa del mondo a non avere un vescovo: si tratta della Chiesa Ortodossa Abkhaza. Come è possibile? La Chiesa Ortodossa di Abkhazia (Абхазская Православная церковь) faceva parte della Chiesa Ortodossa Georgiana fino al 1993; al tempo della guerra di secessione abkhaza, il clero georgiano che amministrava la diocesi è fuggito in Georgia, abbandonando così il gregge locale senza sacramenti né vita liturgica. Questi accadimenti, oggettivamente piuttosto tristi, hanno creato un circuito piuttosto prevedibile fra i fedeli ortodossi abkhazi: la ricerca di clero che li seguisse spiritualmente. La situazione è stata presa in mano da padre Vissarion Apliaa, un anziano sacerdote uxorato di sangue abkhazo, il quale guida il nuovo clero della regione.

In foto, il padre Vissarion Apliaa mentre parla in pubblico

 La Chiesa dell'Abkhazia si è autoproclamata autocefala nel giorno 15 settembre 2009, appoggiata inizialmente dalla Chiesa Russa, la quale ha provveduto alle ordinazioni sacerdotali e alla formazione dei seminaristi etnici. Allo stesso tempo, la Repubblica di Abkhazia (formalmente ancora non indipendente, ma de facto si autogoverna) ha stretto forti intese politiche con la Federazione Russa, e il Patriarcato di Mosca ha fatto altrettanto con l'Eparchia di Abkhazia, fornendo materiale liturgico, fondi e sacerdoti per l'azione pastorale nelle zone rurali, tuttavia senza sbilanciarsi: pubblicamente il Patriarcato di Mosca continua a definire l'Abkhazia "territorio di competenza della Chiesa georgiana", anche se gran parte dei fondi e delle strutture è mantenuta proprio dalla Chiesa Russa. Nel giorno 18 settembre 2009 i chierici abkhazi si sono riuniti in un sinodo e hanno fondato l'Eparchia ufficialmente. Ecco un estratto dal discorso di padre Vissarion Apliaa, il leader spirituale abkhazo, nel giorno della fondazione.

La Chiesa Ortodossa basa la sua esistenza su una struttura regionale-etnica. La nostra santa Madre Chiesa fu indipendente fin dai primi secoli del Cristianesimo. L'Ortodossia ha adottato questo sistema per meglio servire le popolazioni che ne fanno parte. I vescovi georgiani hanno abbandonato il Paese durante la guerra, lasciando il nostro popolo in severi problemi spirituali ed economici. [...] Noi chiamiamo il diritto di lasciare la Chiesa Georgiana ed essere indipendenti, con un clero e una gerarchia nostri, con sacerdoti che parlano e comprendono la nostra lingua, capaci di dare nutrimento spirituale ad una terra sofferente. [1]

Nel 2011, la Repubblica di Abkhazia ha trasferito d'autorità 38 chiese, monasteri e cappelle dalla Chiesa Georgiana alla Eparchia Abkhaza indipendentista. 


Veduta panoramica del Monastero di san Pantaleimone al Nuovo Athos, in Abkhazia, centro spirituale della Eparchia indipendente

Tuttavia, la Chiesa di Abkhazia non ha vescovi: nessuno ha consacrato un episcopo per questa regione, e dall'universo non-canonico arrivano voci (per la verità non attendibili) che la Chiesa Russa delle Catacombe volesse provvedere, senza tuttavia dare compimento a questa promessa. Voci di corridoio a parte, la cosa certa è che la Chiesa di Abkhazia ha fame spirituale e necessità materiali notevoli dopo la guerra, dalla quale la regione non si è ancora ripresa. La popolazione frequenta con desiderio le chiese, così come si vede da un video divenuto piuttosto famoso, che illustra il monastero di san Pantaleimone della Chiesa "scismatica" durante una delle celebrazioni:


La celebrazione al San Pantalimone sul Nuovo Athos, in lingua russa e abkhaza

L'impronta generale della Chiesa Abkhaza è fortemente impregnata di nazionalismo etnico.  Pur basandosi anticamente su una autocefalia realmente attiva, il Catolicato di Abkhazia, spento nel 1795 con l'annessione all'Impero Russo, adesso l'attitudine dei chierici abkhazi è spingere assolutamente verso una differenza etnica sostanziale coi georgiani, coi russi e coi vicini confinanti, premendo per una chiesa abkhaza "pura" dove l'elemento culturale etnico non sia separato dal contesto liturgico e comunitario della Chiesa. Sebbene da questo filetismo non sia del tutto pura nemmeno l'ortodossia ufficiale, è chiaramente troppo spinto per trovare appoggio politico da Chiese estere che, a loro volta, si sentono privilegiate nel far parte dell'Ortodossia canonica. 

Allo stato attuale, la Chiesa Ortodossa di Abkhazia possiede 144 chiese attive, due monasteri, quattro santuari e due cattedrali. Il centro amministrativo dell'Eparchia è la cattedrale dell'Annunciazione a Sukhumi, capitale della Repubblica. 

Per chi parla la lingua russa è disponibile un ampio portale ufficiale della Chiesa Abkhaza, utile per conoscere a fondo le motivazioni politiche e spirituali che hanno mosso Apliaa e i suoi seguaci a costituire l'Eparchia indipendente.

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NOTE

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