giovedì 7 settembre 2017

Vite parallele: San Sergio di Radonez e san Benedetto da Norcia

E' molto comune - in ispecie fra i cattolici - definire san Sergio di Radonez (+1392) il "san Francesco" dei russi. In realtà, leggendo la sua vita, il suo ascetismo e la sua spiritualità, possiamo ben vedere un parallelo molto più ortodosso (mi si passi il gioco di parole) con san Benedetto da Norcia (+547), il celeberrimo fondatore di Montecassino, patrono dei monaci dell'antico Occidente. Le vite di questi due splendidi santi monaci sono, infatti, molto simili, nonostante il grande lasso di tempo a separarli.


La grande foresta russa, luogo scelto da s. Sergio come eremo

Punti di convergenza fra le vite di san Sergio e di san Benedetto

Iniziamo dicendo che, sebbene sembri di poco o nessun conto, nessuno dei due ha scritto di propria mano la propria biografia. In entrambi i casi, sono due loro discepoli - il monaco Epifanio per Sergio, e Gregorio Magno il papa di Roma per Benedetto - a trascrivere la loro vita e farla diventare un libro. 

Entrambi i santi sono nati in famiglie agiate del loro tempo. San Sergio nacque in una famiglia di boiari e san Benedetto in una famiglia senatoria romana, la gens Anicia. Entrambi non erano figli unici, ed entrambi erano ben versati nelle lettere. Tuttavia, la famiglia di san Sergio divenne povera per cause politiche, mentre della famiglia di Benedetto non sappiamo la sua fine, se non che la sorella Scolastica lo seguirà più avanti nella vita monastica. 

Sia uno che l'altro avvertono giovanissimi la vocazione monastica. Benedetto abbandona la nutrice e gli studi a 17 anni, rifugiandosi sul monte Taleo come eremita, ricevendo là vicino la tonsura monastica dal monaco Romano. San Sergio alla morte dei genitori, assieme al fratello Stefano (già prete), si reca nelle profonde foreste del monte Makovec e fonda il nucleo di quella che sarà l'Abbazia della Santissima Trinità: il fratello lascerà presto Sergio che vivrà come eremita, avendo preso anch'egli i voti monastici. 

Ennesima convergenza delle due esperienze di vita: entrambi vengono chiamati ad essere abati di comunità che non appartengono loro. Nel caso di san Benedetto, egli si reca a Vicovaro presso un cenobio che ha spontaneamente domandato la sua presenza; nel caso di san Sergio, molti monaci giungono presso il suo eremo, edificano case intorno alla chiesetta, e domandano che egli presieda la comunità. Queste esperienze si tramutano, in entrambi i casi, in veri e propri fari della Chiesa nel mondo. I monaci benedettini e i monaci "sergisti" fondano decine di monasteri nell'arco di pochi decenni dopo la morte dei rispettivi fondatori. I monaci di san Sergio costruiranno in totale 40 monasteri. 

Entrambi i santi erano taumaturghi e autori di miracoli: sia san Sergio che san Benedetto salvano giovanissimi ragazzi destinati alla morte, ad esempio. Entrambi avevano il dono di conoscere il cuore e la mente degli uomini e usavano questo carisma per migliorare il prossimo e istruirlo sulla vita della virtù. 

Sia Sergio che Benedetto incontrano personalità politiche del tempo: san Benedetto incontrò il re Totila  mentre san Sergio benedì Demetrio Donskoj e il suo esercito contro i Tartari. 

Infine, entrambe le reliquie sono state ritrovate dopo la loro morte e in circostanze speciali.

Differenze 

San Sergio di Radonez ebbe il raro dono di poter vedere la Madre di Dio. Inoltre, san Sergio alle volte appariva "trasfigurato" a chi gli stava intorno, circondato da una aurea di luce.  San Benedetto era un esorcista, e dimostra svariate volte la sua ascesi e il dono che Dio gli aveva concesso, ad esempio frantumando la coppa avvelenata a distanza, o quando addirittura, solamente con uno schiaffo, riuscì a liberare un ossesso dal demone che lo abitava. San Sergio aveva il dono di poter trattare con gli animali, mentre san Benedetto aveva il carisma della preveggenza.

Santi Sergio e Benedetto, pregate per noi! 


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