lunedì 2 ottobre 2017

Come dedicare la settimana a Dio


Come sappiamo, la settimana cristiana conserva una memoria liturgica fissa: il lunedì è dedicato agli Angeli, il martedì a Giovanni Battista, il mercoledì al tradimento di Cristo da parte di Giuda Iscariota (si venera la Croce), il giovedì è dedicato ai santi apostoli, il venerdì è dedicato alla Santa e preziosa Croce, il sabato è dedicato alla Madre di Dio, ai santi e ai defunti, e la domenica è dedicata alla Resurrezione di Cristo. 

Se comprendiamo il senso di queste commemorazioni fisse, possiamo "farle nostre", come si dice, e impostare una vita di preghiera in sintonia con le dedicazioni ecclesiastiche.



Prendiamo ad esempio il Lunedì. Il lunedì è il giorno che la Chiesa ha consacrato alle Potenze incorporee, agli Angeli. Gli Angeli sono i servitori di Dio e sostegno degli uomini. Dedicare il lunedì agli Angeli significa pregare le sante Potenze che ci siano di sostegno nelle nostre attività, e, in ossequio al significato del servizio, compiere un'opera di carità per la nostra famiglia o per i vicini. Nei monasteri si digiuna anche di lunedì, visto come un servizio a Dio. Nelle famiglie, per qualche necessità, potremmo dedicare il giorno al digiuno, in ispecie se cerchiamo il favore divino per qualche nostra incombenza. 

Il martedì è invece dedicato a San Giovanni il Precursore, colui che battezzò il Signore Gesù Cristo nel Giordano. San Giovanni fu un grande asceta, ed è la vetta più alta della profezia dell'Antico Testamento: l'ultimo dei Profeti. In lui si sommò tutta la sapienza e la corretta visione degli antichi, e aprì le porte alla Salvezza. Il ricordo del Battista dovrebbe spingerci a considerare il martedì come un giorno di preparazione spirituale: dedichiamolo alla lettura e alla meditazione delle Scritture. 

Il mercoledì è il giorno in cui si serba memoria del tradimento di Giuda e delle sofferenze del Salvatore. E' un giorno di digiuno e di penitenza. Dedichiamo il digiuno del mercoledì alle nostre passioni, ai nostri errori, alle nostre mancanze, chiedendo a Dio di perdonarcele e di ottenere la virtù dell'obbedienza al comandamento di Cristo, memori del suo esempio: "passi da me questo calice, ma non come voglio io, bensì come vuoi Tu". 

Il giovedì è dedicato ai santi Apostoli, maestri del mondo: tramite il loro sforzo, il Vangelo è stato portato nell'Impero Romano e da questi si è diffuso poi in tutto il mondo. E' un giorno di festa, nel quale celebriamo la potenza della grazia nella Chiesa, ma possiamo dedicarlo a compiere un'opera di bene nel mondo: elemosine, offerte, visita ad un parente o un vicino bisognoso, in memoria della predicazione degli Apostoli e delle loro oblazioni. 

Il venerdì è il giorno della Santa Croce. Anche di venerdì, teniamo un giorno di digiuno, commemorando il sacrificio di Cristo per redimere l'umanità intera. Dedichiamo il digiuno del venerdì chiedendo a Dio di avere misericordia del mondo intero, del nostro Paese, e dei poveri e dei miseri. 

Il sabato è un giorno di grande cura spirituale. Vengono commemorati tutti i santi, fra i quali spicca la Madre di Dio, ed è il giorno della memoria dei defunti. E' buon costume recarsi al cimitero per salutare i propri cari, e portare una offerta alla chiesa per la loro memoria (parastasi  o panichida). Prepariamoci degnamente alla domenica andando ai Vespri serali, unendoci così al coro dei santi e degli angeli che, insieme con tutti i vivi e gli addormentati, aspettano l'alba senza fine dell'Apocalisse.

La domenica è una festa. E' il trionfo di Cristo sulla morte, sul peccato e sul vecchio uomo, e la costituzione della Nuova Israele, la Chiesa. La domenica celebriamo la Resurrezione dai morti del nostro Salvatore, Gesù Cristo, e l'inizio dell'era della salvezza per la razza umana. In questo giorno, andiamo dunque in chiesa e comunichiamoci a divini Misteri di Cristo, con gioia e letizia. Dedichiamo il tempo dopo l'officio domenicale all'amore per il prossimo, in primo luogo per la nostra famiglia. 

La settimana viene così trasfigurata, insieme con noi, se digiuniamo, preghiamo e frequentiamo la chiesa, tramite piccoli e frequenti gesti di fede, di amore, di carità, e di rispetto per Dio. 

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