sabato 28 ottobre 2017

Il patriarca di Mosca Kirill in visita a Bucarest (news)

Si è concluso oggi il primo grande atto pubblico della visita di questi giorni a Bucarest da parte di sua santità Kirill, patriarca di Mosca. Il primate della Chiesa di Russia è giunto oggi a Bucarest, capitale della Romania, dove ha venerato le reliquie di san Demetrio protettore della città, la cui festa si festeggia il 27 ottobre secondo il calendario nuovo: in questo giorno di festa per la Chiesa di Romania, i due patriarchi hanno concelebrato assieme a sua eminenza l'arcivescovo primate Anastasio di Tirana e con il primate della Chiesa dei popoli Ceco e Slovacco, il metropolita Rastislav, oltreché con numerosi altri vescovi romeni e un vero e proprio piccolo esercito di diaconi e sacerdoti al seguito dei quattro primati. 



Foto da: Basilica.ro


I patriarchi hanno venerato prima le reliquie di san Demetrio e poi celebrato la divina liturgia all'aperto, in una curiosa variante coram populo - ovvero, rivolti ai fedeli e non rivolti all'altare come è norma per la Chiesa Ortodossa. Questo particolare non è sfuggito a molti e tenterò di scoprire questa pratica nei prossimi giorni. All'omelia, il patriarca Kirill si è complimentato con il patriarca Daniel per il suo popolo, "rifiorito nell'ortodossia". La cerimonia, come riporta l'agenzia di stampa patriarcale Basilica.ro, ha compreso anche una ectenia funebre in ricordo di tutti i martiri del comunismo cantata in romeno, slavo e albanese. 


Il video mostra la divina liturgia integrale presieduta dai due patriarchi

Il patriarca Daniel si è complimentato con sua grazia Anastasio per il restauro della Chiesa Albanese dopo il comunismo: in questi anni la Chiesa ortodossa Albanese si è dedicata alla ricostruzione di intere comunità perdute, con l'edificazione ex novo di monasteri e parrocchie, e con la riabilitazione degli edifici resi inagibili dall'ateismo di stato di Enver Hoxha. 

I quattro primarchi si sono scambiati dei doni e hanno concluso il servizio. La concelebrazione di oggi è una tappa importante per le relazioni fra Chiese Russa e Romena, perché negli anni scorsi non vi era che un rapporto formale: inizia con la visita fraterna di oggi una nuova era di relazioni inter-religiose che potrebbe portare frutti inaspettati. 

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