lunedì 16 ottobre 2017

Le "stazioni di preghiera" in Etiopia


In Etiopia il Cristianesimo è molto radicato. Per secoli, gli etiopi sono stati l'unica forza in grado di fermare l'Islam. Mentre i potentati cristiani del Mahgreb, l'Egitto, la Persia e l'Impero Bizantino vedevano i propri territori sempre più assottigliarsi a causa della minaccia musulmana, i regni di Axum e di Abissinia resistevano coraggiosamente alle ondate di conquista arabe. 

Il popolo cristiano dell'Etiopia si è fortificato molto nella sua ortoprassi: circondato da potenti vicini non cristiani da un lato, dal selvaggio deserto dall'altra parte, gli etiopi hanno mostrato un saldo attaccamento alla fede in ogni aspetto della loro vita, comprendendo la caducità della vita umana. Il monachesimo egiziano ha influenzato notevolmente la cristianità etiope, tra l'altro. Per questo, la pratica delle sette ore canoniche è rimasta salda anche fra i laici praticanti, i quali sono soliti pregare sette volte al giorno, memori del Salmo: sette volte al giorno canto le tue lodi (salmo 117:164). 



A cagione di questa grande pietà popolare, poiché il popolo non lesina certo la partecipazione liturgica - a differenza degli ortodossi occidentali, gli etiopi con grande gioia frequentano in massa i Vespri e i Mattutini, la Chiesa Etiope iniziò già dal Medioevo la pratica di costruire piccoli santuari lungo la strada, noti come stazioni di preghiera

In queste piccole cappelle senza altare, su un tavolo appoggiato al muro vi è tutto l'occorrente per recitare le Ore: l'Orologio, la Bibbia, una croce benedizionale, delle candele, un braciere per l'incenso, e le icone principali. In questo modo, ogni credente che si ferma - anche in piccoli gruppi - durante un viaggio, può trovare un luogo conveniente dove recitare le sue preghiere in pace. 



Nessuno si azzarda a rubare gli oggetti di culto, ma anzi, pii fedeli arricchiscono il mobilio e gli strumenti di preghiera donandoli in modo anonimo a questi piccoli spazi, lasciandoli lì. Quanta fede in questo popolo! Non c'è da stupirsi che, nonostante più di mille anni di tentativi di conquista, l'Etiopia non sia mai caduta in mano musulmana. Dovevano arrivare i fucili e i cannoni degli europei - nello specifico, i nostri italiani... - affinché l'Etiopia chinasse il capo. Impariamo a pregare con questo zelo, e Dio ci ricompenserà. 

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