sabato 25 novembre 2017

Perché il salmo 103 ai vespri?

Il padre Andrei Chizhenko su Pravoslavie.ru ci spiega con doviziosi dettagli il motivo per il quale la Tradizione ha fissato il salmo 103 ai vespri, come salmo fisso. L'articolo originale è arricchito da una nota esplicativa curata dal blogger


Il rito della Veglia di Tutta la Notte inizia con l'esclamazione "Gloria alla Santa, Consustanziale, Santissima, Vivifica e Indivisa Trinità, ora e sempre nei secoli dei secoli". Perché Dio è sempre stato: prima del tempo, prima della Creazione del Mondo, e per questo lo magnifichiamo. La risposta del popolo è "amen", parola ebraica che significa così sia, ma anche "veramente". Viene poi recitato l'invitatorio (Venite, adoriamo il Re nostro Dio...) cui segue il canto [o la recita] del salmo 103, durante il quale si incensa la chiesa [1].

E al salmo, dopo l'esclamazione "Anima mia, benedici il Signore", si apre dinnanzi a noi tutta la cronaca della Creazione. L'inizio dei Vespri è un simbolo dell'esistenza pre-eterna di Dio - della Santissima Trinità - e della Creazione dal nulla operata dall'Altissimo. Ogni versetto di questo salmo è traboccante di denso lirismo e di profondo significato. Ad esempio, il primo verso: Mio Signore, mio Dio, sei veramente grande: di onore e di maestà ti sei vestito, ci narra che Dio è inconoscibile e incomprensibile nella sua essenza, sia per gli angeli che per gli uomini, ed è più potente di qualsiasi creatura sulla Terra: il santo Re e profeta Davide ci offre un parallelo con la Genesi, il primo libro della Bibbia, narrandoci la Creazione. Dio è vestito di una luce inavvicinabile e veste i Cieli così come un uomo è rivestito della propria pelle.

Dopodiché, il salmo fa un parallelo con la Genesi anche sulla Creazione degli Eccelsi e della Terra: Dio disse: «Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque». Dio fece il firmamento e separò le acque, che sono sotto il firmamento, dalle acque, che son sopra il firmamento. E così avvenne.  Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno. [Genesi 1:6-8]

Il salmo 103 ci parla della creazione delle nuvole, dei venti, delle tempeste, e degli Angeli, servitori della Gloria di Dio, che lo servono in tutto l'Universo. E infine vi è un passaggio interessante del salmo: e [hai creato] il mare solcato dalle navi, ove alberga il Leviatano, affinché sia deriso. Il prof. Alexander P. Lopukhin ritiene che il leviatano sia un antico essere estinto (un dinosauro, per intendersi), descritto anche in Giobbe (cap. 40-41). Sicuramente non è un coccodrillo dei tempi moderni! Sant'Atanasio il Grande dava invece un'altra interpretazione, dicendo che il leviatano sarebbe il demonio: le ultime parole del versetto, "affinché sia deriso", sembrano avvalorare questa tesi. I versi finali del salmo parlano dell'autore della vita, di Dio stesso:  Se nascondi il tuo volto, vengono meno, togli loro il respiro, muoiono e ritornano nella loro polvere. Mandi il tuo spirito, sono creati,be rinnovi la faccia della terra. [salmo 103:29-30]. Se il Signore decide di togliere il suo Spirito, ogni cosa appassisce e si degrada, e se invece il Signore manda il suo Spirito, ogni cosa fiorisce e vive. Gli ultimi versi alludono alla caduta dei demoni e dei peccatori, e la glorificazione di Dio: Scompaiano i peccatori dalla terra e più non esistano gli empi. Benedici il Signore, anima mia. E così si conclude la storia sacra del primo mondo, e inizia l'Alleanza in attesa del Messia.

Per questo il Salmo 103 è chiamato "introduttivo" e viene cantato ai Vespri con grande enfasi, aprendo le porte regali e incensando tutta la chiesa: è segno di comunione diretta fra Dio e l'Uomo, il fatto che il sacerdote incensi il popolo in chiesa è simbolo del fatto che Dio camminava fra gli uomini, e la chiusura delle porte regali alla fine del salmo rappresenta la cacciata di Adamo dall'Eden. Ecco la storia di pentimento, di lotta contro il peccato, di contrizione. E inizia ora la storia dell'attesa del Salvatore, del Redentore, il nostro Signore Gesù Cristo.

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1) L'incensazione al salmo 103 per i grandi solenni vespri delle feste e del sabato sera è una pratica tipicamente russa. Nelle Chiese che seguono il tipico greco a questo punto il sacerdote esce per recitare le preghiere silenziose davanti alle porte. 

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