lunedì 6 novembre 2017

San Sergio di Radonez e il miracolo dello studio

Dalla Vita del nostro Padre Sergio apprendiamo un episodio della vita di san Sergio di Radonez, quando da bambino era incapace a studiare, e come la Divina Provvidenza lo abbia reso un eccellente studente


Il giovane Bartolomeo, pittura di Mikhail Nesterov (1862-1942)

Il nostro santo padre Sergio nacque da genitori nobili e ortodossi ferventi. Suo padre si chiamava Cirillo e sua madre Maria, ed erano ricchi sia da parte di Dio che dalla parte degli uomini, e avevano tre figli: Stefano, Bartolomeo (Sergio) e Pietro. Stefano e Pietro impararono ben presto a leggere e scrivere, mentre il secondo figlio non riusciva ad imparare. Nonostante il maestro gli dedicasse ogni cura possibile, il ragazzo era inattento e imparava con molta fatica. Il bambino soffriva sia per i rimproveri dei parenti sia per le punizioni dei maestri. Bartolomeo così pregava fino alle lacrime: "Signore, insegnami ad imparare. Insegnami Tu, o Signore, istruiscimi". La sua fede lo spingeva a cercare la sapienza da Dio piuttosto che dagli uomini. 

Un giorno suo padre mandò il ragazzo a cercare un puledro perduto. Durante il tragitto incontrò un monaco anziano, un venerabile, un sacerdote che pareva un angelo. Quello straniero era in piedi sotto una quercia, pregava con devozione fino alle lacrime. Vedendolo, Bartolomeo si fermò e attese che il monaco concludesse le preghiere prima di disturbarlo. Il monaco, sapendo che aveva dinnanzi un futuro vaso eletto di Cristo, accolse il ragazzo, lo riverì e poi gli disse. "cosa cerchi, figliolo?" e il bambino spiegò: "desidero imparare la Sacra Scrittura e sono veramente irritato perché non riesco ad apprendere a leggere e scrivere. Pregate voi per me, padre." Il venerabile monaco alzò braccia e occhi al cielo, sospirò e poi disse: "amen". Da una valigia, il monaco estrasse un panetto bianco che sembrava una prosfora, la diede da mangiare al bambino, dicendo: "come grazia di Dio e per l'apprendimento delle Sante Scritture, mangiala." Dopodiché, il monaco volle andarsene, ma il bambino lo pregò di accompagnarlo a casa, dicendo: "i miei genitori amano molto quelli come te." E così l'anziano prete lo accompagnò a casa. 

Vedendo il monaco avvicinarsi alla porta, i genitori uscirono per farsi benedire. Dopodiché, il monaco volle visitare la cappella privata della famiglia e leggere le Ore, e portò con sé Bartolomeo (Sergio) affinché leggesse i salmi. "Io non li conosco" disse il fanciullo. "Ti ho detto che Dio ti avrebbe benedetto col dono della conoscenza, da oggi." E gli diede la benedizione per leggere. Il ragazzo iniziò a salmeggiare con un ottimo ritmo. E da quel giorno seppe leggere. 

I genitori e i fratelli, lodando Dio, si affettarono a preparare un banchetto per il monaco. Gli domandarono: "abbiamo paura per nostro figlio Bartolomeo, perché non sappiamo cosa deve diventare. Già nel mio grembo aveva gridato tre volte durante la divina liturgia, e non sappiamo come interpretarlo." Il santo monaco, considerando il futuro, disse loro: "voi siete una coppia degna, dando vita a un tale bambino! di cosa avete paura? il ragazzo sarà grande davanti a Dio, con una vita santa."  Accompagnarono il prete fino alla porta di casa, e questi scomparve loro davanti, come fumo. Perplessi, si domandavano ad alta voce se fosse stato un angelo. 

Da quel giorno, Bartolomeo (Sergio) poteva leggere qualsiasi libro, era sottomesso in tutto ai suoi genitori e obbediva loro in ogni circostanza. Partecipava assiduamente alle riunioni della Chiesa di Dio, magnificandolo sempre, e ogni giorno frequentava il Mattutino, la Liturgia e i Vespri. Studiava la Sacra Scrittura e disciplinava il suo corpo, conservandolo nella purezza. 

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