lunedì 22 gennaio 2018

L'Anti-Epifania dei cristiani moderni (Arcivescovo Averkij)

Dal sito Orthodox Ecclesiology proponiamo in traduzione un sermone del compianto arcivescovo Averkij della ROCOR (+1976) sull'umanità di oggi. 

In foto, l'arcivescovo Averkij di Syracuse (NY - U.S.A.)

Senza la croce, senza la lotta, non può esserci salvezza! Questo è ciò che insegna il vero cristianesimo. L'insegnamento sul combattimento spirituale, sul portare la croce, corre un filo scarlatto lungo tutte le Sacre Scritture e per tutta la Storia della Chiesa, e le vite dei santi graditi a Dio, gli atleti spirituali della Cristianità, testimoniano grandemente questo. 

Ma ora, nel ventesimo secolo, sono apparsi dei << saggi >> - sedicenti "neo-cristiani" - che non desiderano neanche sentir parlare di lotta spirituale. Viene predicato una sorta di cristianesimo sdolcinato, roseo e sentimentale, privo di impegno e di lotta, con un amore pseudo-cristiano, assolutamente devoto a tutte le delizie di questa vita transitoria, senza restrizioni di sorta. Questi sedicenti cristiani ignorano completamente gli innumerevoli passaggi delle Sacre Scritture che parlano con eloquenza delle lotte ascetiche, dell'emulazione del Cristo Salvatore nella crocefissione, dei dolori che attendono il cristiano in questa vita. Ricordiamo le parole del Signore stesso rivolte ai suoi discepoli: In questo mondo avrete tribolazione, perché, come Egli stesso spiegò, i veri cristiani non sono di questo mondo [1].  Per questo i cristiani non devono amare il mondo né le cose che sono del mondo [2]. Non sapete voi che l’amicizia del mondo è inimicizia contro Dio? Chi dunque vuol essere amico del mondo si rende nemico di Dio [3].

Questi saggi moderni sono del tutto incapaci di vedere come da nessuna parte la Parola di Dio promette felicità in terra e paradisi terrestri, ma al contrario denuncia come gli uomini si allontanano sempre più dalla Legge divina, e che gli uomini cadranno sempre più in basso, lontano dalla morale: 

Or sappi questo: negli ultimi giorni verranno tempi difficili;  perché gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, irreligiosi,  insensibili, sleali, calunniatori, intemperanti, spietati, senza amore per il bene, traditori, sconsiderati, orgogliosi, amanti del piacere anziché di Dio, aventi l'apparenza della pietà, mentre ne hanno rinnegato la potenza. Anche da costoro allontànati! [4

E anche: Del resto, tutti quelli che vogliono vivere piamente in Cristo Gesù saranno perseguitati.  Ma gli uomini malvagi e gli impostori andranno di male in peggio, ingannando gli altri ed essendo ingannati. [5Il giorno del Signore verrà come un ladro: in quel giorno i cieli passeranno stridendo, gli elementi infiammati si dissolveranno, la terra e le opere che sono in essa saranno bruciate [6]. Ma dice anche che appariranno cieli nuovi e terra nuova, sulla quale vi sarà giustizia [7]. E vidi la santa città, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo da presso Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo [8], così come fu rivelato all'Apostolo Giovanni, il guardiano dei misteri. 

Tutto questo non è gradito ai "neo-cristiani", perché questi vogliono la beatitudine di questo mondo, oppressi dalla moltitudine di iniquità e dolori, e aspettano questa beatitudine con impazienza... ma qual è la ragione di questo? Si potrebbe dire che sono deboli nella fede, o mancano completamente di essa, nella resurrezione dei morti e nella vita del mondo futuro [9]. Per loro, pare, tutto finisce qua, tutto è terreno... 

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NOTE

Tratto da: Arcivescovo Averkij, Sermoni e Discorsi, vol. III, pagg. 259-265, "sul neo-cristianesimo". In lingua inglese. 

1) Giovanni 16 e  1Giovanni 5:19. 

2) Citazione non letterale di 1Giovanni 2:15

3) Citazione dalla Epistola di Giacomo 4:4. 

4) 2Timoteo 3:1-5 

5) 2Timoteo 3:12-13 

6) 2Pietro 3:10. 

7) 2Pietro 3:13. 

8) Apocalisse 21:2

9) Credo Niceno-Costantinopolitano, enunciato finale. 

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