lunedì 29 gennaio 2018

Ortodossia in Scozia: l'abbazia di san Æthelwold (Latinità Ortodossa)

Oggi vi presento una persona a mio vedere speciale. E' un sacerdote ortodosso, ed è di rito occidentale. E' un monaco benedettino che segue l'antica via del monachesimo latino, rinfrescata dalla vivificante Ortodossia. E' padre Æthelwold. Avendolo scoperto per caso, mi sono dedicato ad una intervista per farvi conoscere l'impegno di questo giovane sacerdote ortodosso. 

Il giovane padre Æthelwold. 

Me: Padre, è veramente un piacere fare la sua conoscenza. Innanzi tutto, mi permetta di chiederle... come mai è diventato ortodosso? Lei è evidentemente un inglese.

Padre Aethelwold: Beh, io sono nato cattolico-romano, ma ho dei parenti di sangue russo. Questi ultimi mi hanno incoraggiato a visitare le reliquie di san Giovanni Maximovic, a San Francisco (U.S.A.) Per un paio d'anni sono stato direttore di coro di una chiesa russa: dopo aver molto girovagato per vari circoli legati all'ecumenismo, ne sono uscito volendo portare l'Ortodossia in Gran Bretagna, e così sono tornato a casa con la ferma volontà di diventare sacerdote. Mio cugino mi ha seguito in questo percorso. Dopo il Concilio di Creta, ci siamo resi conto della deriva di alcune Chiese, e così siamo entrati nel Vecchio Calendario. Abbiamo ricevuto la benedizione a formare un monastero qui in Scozia, e dunque... eccoci qua.

Me: Fra tutte le scelte possibili, proprio il rito occidentale. Perché?

Padre Aethelwold: Io credo che sia fondamentale riportare all'origine i nostri popoli, tramite una espressione della fede più congeniale alla nostra mentalità.  Questa era la liturgia dei nostri antenati, in questa liturgia essi si sono formati nella santità. L'Ortodossia di rito latino è un buon strumento missionario, perché questo paese (la Gran Bretagna, n.d.a.) si è molto allontanato dalla Ortodossia. Molte antiche pratiche sopravvivono ancora oggi, e quindi alle persone che si approcciano alla ortodossia occidentale sembra di ritrovare qualcosa che hanno perduto. Il rito bizantino, che io trovo fondamentale conoscere da ortodosso, tuttavia, non ha lo stesso impatto sugli occidentali che ha la liturgia latina. I nostri riti "nativi" creano una immediata empatia fra noi e gli occidentali, che altre espressioni della fede non hanno.

Me: A proposito... E il monastero? 

Padre Aethelwold: Siamo stati benedetti con la possibilità di rilevare un grande edificio qui in Scozia, e, simultaneamente, con un folto gruppo di interessati alla nostra attività. Recentemente abbiamo celebrato il primo battesimo della comunità. Il monastero, intitolato ai grandi santi Albano ed Æthelwold (di cui io porto il nome monastico), si occupa di produzione di oggetti di culto - paramenti, corde di preghiera, lestovka, icone - e di libri rilegati a mano, con impaginazione antica. Curiamo anche un bel chiostro e stiamo lavorando per implementare un orto  ricco di piante officinali per la preparazione di un erbario.

Me: Molto interessante, molto complesso. Un progetto ambizioso. Vi chiedo un'ultima cosa: avete dei consigli su come affrontare l'Ortodossia Occidentale per un "non addetto ai lavori"?

Padre Aethelwold: sì. Leggete i santi padri della Chiesa Latina, quelli prima dello Scisma, e pensate: come si fa ad avvicinarsi a loro il più possibile? E noi siamo disponibili ad ospitare pellegrini per qualche notte, se vogliono conoscere la nostra spiritualità. 

Fotografie di una liturgia vespertina al monastero:





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Il sito del monastero, a questo link.

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