VENERABILE CONCILIO DI COSTANTINOPOLI
ANNO 1082 DOPO CRISTO
Canone I
A coloro che, in un modo o nell'altro, si impegnano ad aggiungere o a modificare qualche nuova ricerca e insegnamento sull'ineffabile economia incarnata del nostro Salvatore e Dio, su come Dio Verbo stesso si sia unito alla mescolanza umana e su quale base abbia deificato la carne che ha assunto, e a coloro che cercano di contestare con giochi dialettici ( λογοις διαλεκτικοις ) la natura e la posizione della divisione soprannaturale delle due nature di Dio e dell'uomo - sia anatema.
Canone II
Anatema per coloro che hanno promesso di essere pii e che spudoratamente (o meglio, empiamente) introducono nella Chiesa ortodossa e universale insegnamenti ellenici (pagani) malvagi sulle anime umane, sul cielo, sulla terra e sulle altre creazioni.
Canone III
Coloro che preferiscono la sciocca cosiddetta "saggezza" dei filosofi paganeggianti e seguono i loro maestri e accettano la reincarnazione delle anime umane o che esse, come animali muti, periscano e passino nel nulla e, di conseguenza, negano la resurrezione, il giudizio e la ricompensa finale per la vita - sia anatema.
Canone IV
Coloro che insegnano che la materia e le idee ( ιδεας ) non hanno principio, o che sono co-iniziali con il Creatore di tutto e Dio, e che il cielo, la terra e le altre creazioni sono eterni e senza inizio e rimangono immutati, e che legiferano contro colui che ha detto: "Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno", cioè coloro che pronunciano parole vuote senza sforzo e attirano una maledizione divina sulle proprie teste - anatema.
Canone V
A coloro che affermano che i filosofi ellenici e i primi eretici, soggetti all'anatema dei sette santi e cattolici Concili e di tutti gli uomini che brillarono nell'Ortodossia (come estranei alla Chiesa cattolica a causa della loro falsa e impura esagerazione nelle parole), [che essi] - sia qui che nel giudizio futuro - sono migliori in molti modi degli uomini pii e ortodossi, soprattutto di coloro che peccarono per passione umana o ignoranza - anatema.
Canone VI
Anatema per coloro che non accettano con fede pura e cuore semplice e sincero i miracoli meravigliosi del nostro Salvatore e Dio e della nostra purissima Signora e Madre di Dio che lo ha generato e degli altri santi, e che cercano, con l'aiuto di prove e parole sofisticate, di calunniarli come impossibili o di reinterpretarli secondo la propria opinione e presentarli secondo la propria ragione.
Canone VII
Coloro che si sottopongono agli insegnamenti ellenici e li studiano non solo per imparare, ma seguono anche le loro vane opinioni e credono in essi come veri e quindi insistono nel considerarli come dotati di forza, così da poter condurre altri ad essi, a volte segretamente, a volte apertamente, e insegnarli senza dubbio - anatema.
Canone VIII
A coloro che, con l'aiuto di altre immagini mitiche, propinano la nostra immagine ( πλασιν ) da se stessi, e accettano le idee platoniche come vere, e dicono che la materia autoesistente è formata dalle idee, e rifiutano apertamente l'autocrazia del Creatore, che ha portato ogni cosa dal non essere all'essere e, come Creatore, ha posto con signoria e maestria l'inizio e la fine di ogni cosa - sia anatema.
Canone IX
A coloro che dicono che nella risurrezione finale e generale gli uomini risorgeranno e saranno giudicati con altri corpi, e non con quelli con cui hanno vissuto in questa vita (perché decadono e periscono), e a coloro che blaterano cose vuote e vane, mentre Cristo stesso e il nostro Dio e i suoi discepoli (e i nostri maestri) hanno insegnato che gli uomini saranno giudicati con i corpi con cui hanno vissuto, e, inoltre, anche il grande apostolo Paolo ha insegnato la verità in dettaglio nella parola sulla risurrezione con l'aiuto di ampie immagini e ha denunciato coloro che la pensano diversamente come stolti legislatori - contro tali dogmi e insegnamenti - sia anatema.
Canone X
A coloro che accolgono e trasmettono vane parole pagane, secondo cui esiste una preesistenza delle anime, e che tutto è venuto all'esistenza e non è stato tratto dal non-essere, e che c'è una fine ai tormenti, o una nuova restaurazione della creazione e delle vicende umane, e che con tali parole introducono il regno dei cieli come interamente distruttibile e transitorio, riguardo al quale Cristo nostro Dio stesso ha insegnato e trasmesso che è eterno e indistruttibile, e noi abbiamo ricevuto attraverso tutte le Scritture Antiche e Nuove che il tormento è infinito e il regno eterno - con tali parole, che distruggono se stessi e diventano causa di condanna eterna per gli altri - sia anatema.
Canone XI
I dogmi e gli insegnamenti ellenici (pagani) ed eterodossi introdotti contrari alla fede cristiana e ortodossa da Giovanni Italo e dai suoi discepoli, complici della sua sozzura, o contrari alla fede universale e immacolata degli ortodossi – anatema.
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Fonte: Saggi sul simbolismo antico e sulla mitologia / A.F. Losev. - M.: Mysl, 1993. - 959 p. / Anatemi su Giovanni Italo, un platonico dell'XI secolo. pag. 862-865

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