San Giovanni Moscos e il segno di croce con due dita

 Abbiamo approfondito più volte l'antico segno di croce fatto con due dita, sia da fonti bizantine, slave e georgiane. Oggi proponiamo la lettura di una testimonianza arcaica, del VII secolo, a favore dell'uso antico e venerabile di due sole dita per fare il segno di croce. L'autore del testo è san Giovanni Moscos (+619), autore del celebre Paradiso, chiamato anche "Prato Spirituale" o Lemonarium, L'antichità del testo è garante del fatto che, nell'Ortodossia antica, non ci fosse ancora il segno a tre dita, che si è diffuso dal XIV secolo prima nei territori greci, poi nel resto dell'Ortodossia. C'è una antica versione georgiana del resto che riporta l'uso delle due dita. 

 Il "Prato Spirituale" descrive un tentativo da parte dei monaci di avvelenare un santo vescovo, a cui fu offerto un bicchiere d'acqua da bere. Il santo padre, consapevole delle intenzioni della confraternita, rimase in silenzio. Prese il bicchiere avvelenato e, facendosi tre volte il segno della croce con due dita, disse: "Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, bevo questo bicchiere". Lo bevve in presenza di coloro che gli stavano davanti e non gli accadde alcun male. (Vedi Letteratura Georgiana, Vol. 1, Giovanni Mosco, "Paradiso", p. 398).

Nelle traduzioni moderne, come per esempio quella russa (Pubblicata a Sergiev Pasad del 1915), il numero di dita è omesso, mentre nella versione di Alexander Petrovich Golubtsov, il dito diventa addirittura uno singolo. 

Padre Archil Mindiashvili, un sacerdote della chiesa ufficiale georgiana, ha tradotto in lingua moderna il testo dalla biblioteca nazionale, rendendo l'originale ( ორი თითი) con "due dita". 

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